Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: luglio, 2016

Guerra e noi

Domenico Alessandro de Rossi “il mondo non e’ in guerra per le religioni ma per il potere” firmato francesco. A France’…e le religioni a che servono? firmatoalessandro

Ho letto come tutti le dichiarazioni del papa Bergoglio secondo cui le religioni vogliono la pace e la guerra la vogliono gli altri. Una visione un po’ semplicistica o semplice come ci ha abituato con le sue innumerevoli dichiarazioni. Senza dilungarsi diciamo che cozza con la storia, quella che riguarda e ha riguardato noi, e quella in atto tra sciiti e sunniti.  Il papa avrà le sue ragioni che valgono, o dovrebbero  valere, come quelle degli altri  Anche se forse sarebbe meglio che riflettesse sui danni che le religioni (tutte compresa la sua) fin qui hanno prodotto.

Quello che a noi dovrebbe interessare e interrogarci è come contenere arginare risolvere, l’attacco che alcuni estremisti islamici hanno dichiarato alla nostra democrazia e ai nostri valori liberali. Ai giornalisti e politici che offrono soluzioni semplici chiediamo come vogliano isolare una intera religione (stelle verdi? campi? gas?). Alle classi dirigenti , di unirsi e uscire dal torpore e incapacità che, continuando,  potrebbe portarci dritti dritti a quello che viene chiamato scontro di civiltà (sic).

http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/angela-merkel-immigrazione-terrorismo_b_11248120.html?utm_hp_ref=italy

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Come ti siedi?

Il genio è una lunga pazienza (Goethe)

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Probabilmente a gambe larghe si sta tutti più comodi. A noi femmine ci insegnano a tenerle chiuse, i maschi si lasciano andare come bestioline alle quali la stupidità è concessa. Per favore maschi, riflettete quando vi sedete accanto a noi sull’autobus sulla metro… non vogliamo essere a contatto delle vostre gambe spesso sudate esattamente come le nostre. I vostri “preziosi attributi” non subiranno nessun danno se accavallate o stringete. Magari potreste piacere anche di più.

http://www.eldesconcierto.cl/pais-desconcertado/2014/07/15/uso-del-espacio-publico-y-machismo-como-se-sientan-los-hombres-en-el-metro/?redir=oldurlwww.

Follia e noi

E’ una cosa grossa uccidere un uomo. Gli levi tutto quello che ha e tutto quello che sperava di avere (Clint Eastwood, Gli spietati) 

Siamo tutti più impauriti perché conosciamo che un fanatico religioso potrebbe prenderci in ostaggio mentre facciamo la spesa o perché il pilota depresso ci schianta con lui sulle montagne, o perché il sedicente maltrattato dalla giustizia spara, o il ragazzino bullizzato ci mitraglia. E’ così, e poco possiamo fare. Ci inquieta la follia, perché è complessa da capire, perché sappiamo che c’è, magari assopita, nel profondo di ognuno di noi. Ma di cosa dobbiamo avere paura? Di chi la cavalca,  come quei magistrati che non perdono mai l’occasione per fare i moralizzatori piuttosto che bene il loro lavoro che servirebbe come il pane, dei politici tesi a raggiungere la notorietà piuttosto che a vincere le difficili sfide che gli sono state affidate, di chi non pensa prima di parlare. E paura, soprattutto, dovremmo avere dell’apatia, dell’incapacità di indignarsi, della difficoltà di immedesimarsi nei dolori degli altri. Sembrano cose molto retoriche ma, attenzione, il partito della paura – e la tentazione estremista che si porta dietro – provocano sempre una involuzione della democrazia.

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/04/13/lontano-dagli-occhi/

ALLAH U AKBAR, ORSU’ TUTTI IN CORO

 

Finalmente il video

Sicurezza e noi

Adesso tutti a elogiare ammirare invocare il modello israeliano della sicurezza. Ho letto un tweet con  scritto “Israele canaglia ma facciamoci fare degli stages” . Sommessamente ricordo che in quel Paese tutti i cittadini , anche  le persone con disabilità, per due e tre anni sono soldati e, successivamente, partecipano a corsi di aggiornamento /addestramento.  Ma non è solo questo, quello è un Paese che convive come  una isola in un mare in tempesta, e anche per  questo ha sviluppato una forte identità e solidarietà fra i cittadini.

La domanda da porsi, è quando in Italia succederà come reagiremo?  Come per la morte dei nostri concittadini uccisi in Bangladesh , dolore superato in fretta con un fiocco nero sul braccio dei calciatori? O come per l’ultimo doloroso caso di Nizza lacrimando un po’ , poco però, per gli eventuali morti italiani? o ci basterà aver condiviso la foto di un bambolotto?

Mi sembra che in Italia manchi totalmente la coesione e l’amore per il proprio Paese. Lo vediamo anche attraverso la delega in bianco che lo Stato, che tutti ci rappresenta, firma alla Chiesa cattolica, religione della maggioranza  ma che è lontana dal rappresentarci tutti, facendo celebrare  i funerali solenni e/o di Stato in chiesa lasciando i  comizi ai preti e relegando al silenzio i rappresentanti delle istituzioni.

In ultimo, sabato scorso a Roma ho camminato da Trastevere all’Aventino. C’erano due eventi ampiamente attesi: a Trastevere la processione della Madonna Fiumarola per la festa de’ Noantri, al Circo Massimo il concerto di Bruce Springsteen. Ebbene, per la processione caos inimagginabile per un corteo corto e ordinato, al Circo Massimo una cinta di protezione esageratissima ma che ha penalizzato e messo a rischio sicurezza tutta la città che non partecipava al concerto.  Viene da chiedersi se siamo pronti a fronteggiare il peggio.

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2016/2016-07-18/2016071833709280.pdf

Laura Levi   Ah, per la cronaca, stamattina in Israele è stato sventato un attacco terroristico che poteva causare innumerevoli vittime, nel pomeriggio due soldati israeliani sono saltati per aria su un ordigno sul Golan e poco fa sono stati sparati dei missili per intercettare un drone proveniente dalla Siria Niente di che, scusate il disturbo Flaminia Sabatello

 

Raggi di famiglia

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L’occasione mi è gradita per far notare che combattere una guerra contro i bruti adoperando i loro stessi metodi può condurre a due possibili risultati: o perderla e basta, o perderla pure nell’improbabile caso in cui la si vinca. (Alessandro Capriccioli) 

Finalmente ieri la giunta presentata davanti alla numerosa famiglia allargata della sindaca: figlio marito genitori datori di lavoro compagni di partito. Abile strategia? Possibile visto il successo registrato dal pupetto sullo scranno.  Abile strategia dei pentastellati dimostrata fin dall’inizio con la scelta di Raggi piuttosto che del più conosciuto consigliere De Vito. Bravi comunque che non hanno sottovalutato che le donne danno più fiducia all’elettorato (si pensi alle sindache di Barcellona, Madrid, Parigi solo un anno fa).

Terribile il comportamento sui social di Pd anche illustri, che non hanno mancato di irridere alla strumentalizzazione del pupetto sugli scranni, addirittura un gesto dissacrante nei confronti delle sacre istituzioni (mentre non si sono registrate prese di posizione per la prima uscita al Laterano piuttosto che all’Altare della Patria) .

Anche con la coda tra le gambe il Pd non riesce a fare una sana autocoscienza: come se noi elettori, specialmente noi che siamo da quel loro lato più o meno , non sapessimo che la consigliera più votata a Roma è ben coniugata…, come se non sapessimo che si sono lasciati nel corso degli anni sfuggire donne di alto profilo (per dire hanno bruciato Bonino alla Regione Lazio) .

Presto per dire come si evolveranno i pentastellati a Roma e non solo, ma sembra al momento difficile che il Pd torni in tempi brevi a riveder le stelle

 

 

Finalmente Raggi

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L’occasione mi è gradita per far notare che combattere una guerra contro i bruti adoperando i loro stessi metodi può condurre a due possibili risultati: o perderla e basta, o perderla pure nell’improbabile caso in cui la si vinca. (Alessandro Capriccioli) 

Finalmente oggi la giunta e la prima diretta streaming non sul sito del Comune come dovrebbe essere naturale ma sul blog di Grillo. Sarà forse per motivi economici? Chissà.

Le aspettative dei romani sono enormi, forse maggiori di quelle dei pentastellati in prima posizione per palazzochigi.  Sorprese e novità comunque sicure, perché nessuno conosce il programma né l’idea di città della sindaca Raggi. Onestà certamente, speriamo anche equità.

Al momento quello che mi ha maggiormente colpito è la maleducazione dei fans, che invece di essere felici  per la vittoria ottenuta e  meritata, respingono, con un po’ di violenza,  perfino domande e osservazioni banali: famola lavorà famola sta quello  de prima era peggio e non me dì gnente che so fijo e nipote de partigiano. Come si sa a Roma ogni partigiano avrebbe dovuto avere venti figli,  un po’ come la storia dei sei milioni di ebrei ospitati in ogni casa di italiano! Di contro chi non l’ha votata (io ad esempio che ho tenuto fede al mite Giachetti)  difende pure l’indifendibile per criticarla (dalla sindachessa di una ex consigliera di parità alla bamboletta di un suo ex collega di altro partito) .

Invece teniamoli ben aperti gli occhi sulla sindaca. Troppo sono stati chiusi su quelli che l’hanno preceduta, dai media ad esempio che a roma hanno accarezzato dal verso del pelo perfino l’incredibile Alemanno.

Mio consiglio non richiesto alla Sindaca, tenere lontano dal carro quelli che strepitano per salirci e pensare solo e soltanto a Roma. Se  saprà trarre dalle secche la città, con Di Maio e Di Battista ci si potranno fare le polpette.

I primi Raggi clericali

Donna che piange, Pablo Picasso

Donna che piange, Pablo Picasso

L’occasione mi è gradita per far notare che combattere una guerra contro i bruti adoperando i loro stessi metodi può condurre a due possibili risultati: o perderla e basta, o perderla pure nell’improbabile caso in cui la si vinca. (Alessandro Capriccioli) 

Essendo una cittadina comune, in ordine coi contributi e non dipendente da lavori che hanno a che fare con la politica, auguro alla sindaca Raggi e alla giunta che sta per varare il meglio e di più.

Però non credo sia improprio riflettere su alcuni passi fin qui fatti, e non mi riferisco alle questioni relative allo staff molto presente di cui le cronache giornalistiche riferiscono con puntualità.

Mi lascia basita infatti che non si sia dato gran peso alla prima uscita con fascia tricolore della sindaca in Laterano, cioè direttamente in uno Stato estero, rompendo così la tradizione che inizia dal dopoguerra che vede i sindaci rendere omaggio all’Altare della Patria, alle Fosse Ardeatine, a Porta San Paolo, alla targa dei deportati all’esterno del Tempio maggiore. Visite che, beninteso, Raggi ha fatto posticipandole di un giorno.  Cultori della memoria, della storia, della Resistenza, non hanno fiatato su questa scelta.

Non bastasse Raggi e il suo partito hanno molto lavorato per ottenere un appuntamento dal papa (qua qua)  di carattere privato, al quale si è presentata insieme ai genitori e al figlio. Il movimento 5 stelle, che come gli altri partiti italiani conosce che la religione sia una branca della politica, ha dato a questo banalissimo e inutile e superclericale incontro la dignità di una visita di Stato. Riconosco, anche se mi pesa molto, che la Santa Sede si è comportata meglio emanando uno stringatissimo comunicato.

Molti pensano che la visita sia stata propedeutica ad una richiesta di pagamento di tasse, cosa che prima o presto avverrà anche se in una forma blanda e che comunque coinvolgerà gli italiani non solo Roma si spera e ci si augura.

Disturba che questi due gesti non siano stati colti né tanto meno denunciati, anche da chi ha come ragione sociale la laicità e l’ateismo.

Sarà la solita rincorsa a salire sul carro del vincente?