Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Sull’incredibile pretesa di disporre del mio corpo,

This is Tel Aviv

This is Tel Aviv

Dieci là, cinquanta lì, a gruppetti, ahimè anche di donne, firmano petizioni per decidere cosa le donne  possano o no fare. Come se sempre avessero bisogno di guide e tutele.  Spesso rivendicando la loro passata militanza femminista. Dimenticando che quel movimento ci insegnava che le donne possono fare tutto, anche quello che non condividiamo.  

L’UTERO È MIO E ME LO GESTISCO IO  di Elisa Manici

https://lafalladelcassero.wordpress.com/2016/05/10/lutero-e-mio-e-me-lo-gestisco-io/

SCEGLI LA VITA! di Tiziana Ficacci

Scegli la vita!

L’APPELLO DELLE 49 LESBICHE CONTRO LA GPA: L’ARROGANZA DELLA VECCHIA GUARDIA LESBO-FEMMINISTA

L’appello delle 49 lesbiche contro la GPA: l’arroganza della vecchia guardia lesbo-femminista

I giorni terribili…

auguri

I dieci giorni che vanno dall’1 al 10 del mese di Tishrì sono noti come i giorni terribili, dedicati al pentimento (teshuvà), giorni in cui nessuno sa cosa accadrà nel futuro, perciò fiduciosi scettici e dubbiosi, cominciano l’anno con pensosi esami di coscienza chiedendo perdono e perdonando, saldando debiti economici e morali.

Dieci giorni caratterizzati dall’introspezione e dal tentativo di ripristinare l’armonia tra l’uomo e i suoi simili. Nei primi due giorni del mese, il capodanno (Rosh ha Shanà, quest’anno il 2 e il 3 ottobre) si ricorda l’inizio del mondo, secondo la tradizione ebraica l’atto creativo di D-o. Rituale della ricorrenza è la cena durante la quale si benedicono i frutti della terra (porro zucca…) e dell’aria (dattero, melograno…) che rimandano alla natura nomade del popolo ebraico, oltre all’uso di cibi zuccherini, mele intinte nel miele ad esempio, per augurare e augurarsi un anno dolcissimo L’apice del periodo penitenziale si ha il 10 di Tishrì con il digiuno di yom Kippur (giorno dell’espiazione quest’anno dal tramonto dell’11 al 12 ottobre).

Per chiedere perdono a D-o  e forse ottenerlo, è però necessaria prima la riconciliazione con i propri simili ai quali spesso abbiamo mancato di rispetto. Il digiuno ha la funzione di rendere l’animo dispiaciuto per gli errori commessi e per convincerci a non ricadere nell’errore.

La giornata trascorsa nel raccoglimento e nella riflessione, per i più pii tutto il giorno in sinagoga, si conclude per la gran parte degli ebrei al tempio. Infatti anche il cuore più indurito trema al richiamo dello shofar,  il corno d’ariete dai suoni cupi e penetranti, il corno dell’animale che fu sacrificato da Abramo al posto del figlio Isacco, eliminando per la prima volta i sacrifici umani dalla storia dell’umanità.

Sentendo quel suono anche lo scettico e il dubbioso cerca riparo sotto il talled (scialle di preghiera) ospitale degli anziani per la beracah (benedizione), viatico indispensabile per il nuovo anno.

Dieci giorni terribili di cui l’ultimo passato con lo stomaco vuoto, hanno bisogno di un caldo conforto: un caffè con gli amici e i parenti ritrovati e, a Roma almeno, il tradizionale brodo di pollo e manzo bollito con sedano e sughino roseo, con la fiducia che anche l’anno che inizia lo sia.

Shana Tovah u’metukah (buono e dolce anno nuovo), a tutti, perché un augurio in più è un dono prezioso e fa sempre comodo.  (tf)

 

http://www.italialaica.it/gocce/53538

 

 

Polonia/Europa

La Polonia ritorna al medioevo. Il Parlamento vuole approvare una legge vergognosa

Il Parlamento polacco, guidato da una maggioranza di destra, sta per approvare una legge che punisce l’aborto: ora le donne in Polonia rischiano 5 anni di prigione. Anni di battaglie e di conquiste spazzate via in un solo colpo. Si tratta di un ritorno al passato spaventoso, non solo per le donne polacche che si vedono private dei diritti sul proprio corpo, ma di un passo indietro per tutti noi. Noi socialisti da sempre impegnati nelle battaglie per i diritti civili e sociali non possiamo restare in silenzio.

Vestite di nero, migliaia di donne stanno manifestando in questi giorni in diverse città del Paese per fermare il progetto di legge che vieterebbe l’aborto anche in caso di stupro o di gravi malformazione del feto e che è in discussione in Parlamento da giovedì scorso. Per ottenere visibilità in tutto il mondo la protesta sta diffondendosi sui social media con l’hashtag #Blackprotest / #Czarnyprotest, https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1069185066513276&id=571659212932533 

Infine è partita anche una petizione al Parlamento Europeo “Stop the torture of Polish women”:
https://secure.avaaz.org/…/Chairman_of_the_Petitions_Comm…/…

 

polonia-2polonia-1

Comunque la si pensi

Di seguito il discorso integrale del  premier Benjamin Netanyahu alle Nazioni Unite. Apprezzato in tutto il Paese, anche dai suoi oppositori.  Uniti, come le dita di una mano, perché quando si vive su un’isola bisogna farsi amico il mare. Sarebbe utile che anche il nostro Paese facesse lo sforzo di intelligenza di mediare, non cercare il compromesso ma mediare. Fuori dalla mediazione c’è solo il pericoloso fanatismo. Io penso così. In fondo trovate la petizione appello di intellettuali militari cittadini comuni che chiedono la fine delle occupazioni presentata al Primo ministro. 

This is Tel Aviv

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Il giudizio etico

fiori per tiziana, giancarlino benedetti corcos

giancarlino benedetti corcos

Se siamo padrone della nostra testa e del nostro corpo possiamo scegliere anche di farci pagare e irretire il bolso maschio col denaro. Siamo in presenza di una minorenne però, e quindi il cliente è stato condannato. La sua pena? Acquistare trenta libri ad un prezzo ridicolmente basso, per la ragazza in modo che lei capisca che le donne hanno anche altre possibilità molto migliori.  Il “carnefice” che redime la “vittima”.  Una volta redenta la vittima dovrà ringraziare il suo carnefice?

I titoli scelti dalla giudice sono belli, anche se ne manca qualcuno che per me è stato formativo, ma può un giudice rieducare?  Deve applicare le leggi esistenti in attesa di migliori, ma il giudice da Stato etico non è accettabile.

 

http://27esimaora.corriere.it/16_settembre_23/decisione-giudice-30-libri-sull-identita-femminile-risarcire-15enne-parioli-21ca5190-8132-11e6-8c4f-1739fe9f1372.shtml

https://paroladistrega.wordpress.com/2016/09/24/siamo-eva-sempre-e-comunque/

Letizia Paolozzi Al contrario di molte femministe, non considero la sentenza di Paola Di Nicola “storica”. Mi sanno di “rieducazione” ideologica questi 30 libri scritti da donne che dovrebbero far comprendere alla vittima il senso dell’emancipazione femminile. Aspetto comunque di leggere le motivazioni della sentenza ma il femminismo non dovrebbe lasciarsi sedurre dal “politicamente corretto”
Anna Simone Una sentenza spiazzante e interessante della giudice Paola Di Nicola, a suo modo unica e dal grande valore simbolico. Non ti risarcisco in danaro, ma in libri scritti da donne affinché tu sappia che puoi fare ed essere altro anziché vendere il tuo corpo di quindicenne ai Parioli. E però ha ragione Adriana Cavarero: quei libri, in primo luogo, avrebbe dovuto farli leggere al cliente. Questo bravo e rispettabile padre di famiglia, molto integrato in tutti i circoli in della capitale, che comprava sesso dalle ragazzine ai Parioli…

 

Chissachilosa (il psi e l’articolo 7)

giancarlino benedetti corcos

Giancarlino Benedetti Corcos

Carissimi pochi ma selezionati e attenti lettori, 

quanti che andranno a votare per il mitico referendum costituzionale conoscono veramente la Costituzione? E diciamola la verità, la maggioranza non conosce perfino i primi.  Per dire, il 3?, l’11?, l’1?…  Qui raccontiamo il genesi del famigerato 7 raccontato da chi c’era, mio padre .. 

Tra le questioni politiche di cui il PSI di Pietro Nenni e i suoi eredi possono andare giustamente orgogliosi c’è, senza dubbio, il “no” perentorio all’approvazione dell’articolo 7 della Costituzione, quello che regola i rapporti tra Stato e Chiesa.

Il voto contrario e convintissimo dei socialisti fu espresso alle ore 2 del 25 marzo 1947 in sede di Assemblea Costituente.

Purtroppo il contestatissimo ex articolo 5, poi trasformato in 7, passò per il voto favorevole di 350 costituenti contro 149. A favore 201 democristiani di De Gasperi, 95 comunisti di Togliatti e 54 tra qualunquisti di Giannini, liberali e isolati.

La grande sorpresa (ma non per Nenni) fu il voto favorevole dei comunisti che Togliatti tentò di giustificare in un discorso di logica formale associato a un’assenza totale di comprensione storica del problema. Prima del suo intervento avevano parlato De Gasperi, a favore, e Nenni, contro. Un’altra sorpresa di quella notte furono i voti favorevoli di Nitti, Orlando, Bonomi e Sforza. Senza l’apporto dei comunisti, i cattolici avrebbero vinto con soli 5 voti di maggioranza e, per dirla con Nenni, «sarebbe stato meglio così».

Sul dibattito pesarono due ricatti: quello di De Gasperi, sulla solidità della Repubblica, e quello dell’Osservatore Romano – e dunque del Vaticano – sulla pace religiosa e la riapertura della questione romana. Questo lo scambio di battute fra Nenni e Togliatti:

Nenni: «Abbiamo capito. Voi volete la lotta su questo terreno mentre noi la vogliamo sul terreno sociale».
Togliatti: «De Gasperi ci dichiara guerra. Nenni non l’accetta ed è vero che per fare la guerra bisogna essere in due. Ma per dichiararla basta uno solo. Per togliervi il pretesto di dichiararci la guerra, votiamo con voi l’articolo 7».

Il più puro cinismo, nelle parole del capo del PCI, applicato alla politica; la svolta di Salerno che continua, applicata stavolta alla Chiesa e ai cattolici. Togliatti pensava così di salvaguardare dieci, venti anni di collaborazione con la Democrazia Cristiana.

«Mi sembra un calcolo sbagliato da cima a fondo», osserva Nenni, in tempi di guerra fredda (Diari 1943-1956). «Sono lieto di avere votato “no”».

La Democrazia Cristiana incassò, non ringraziò, e cacciò Togliatti dal governo pochi mesi dopo.

Dopo l’Italia in camicia nera, l’Italia in sottana nera.

https://www.uaar.it/uaar/documenti/137.html/

Rispetto per chi sceglie,

Piccola anima, smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere nei luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti… (Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

e

Nessuno di noi è preparato alla morte di una persona cara, forse nessun padre nessun fidanzato nessun amico ci chiederà adesso è arrivato il momento in cui tu…, ma lo sappiamo che confidano in noi – nell’amore affetto amicizia che per tutta una vita gli abbiamo riservato – lo sappiamo che arriverà quel momento. E non possiamo tirarci indietro, essere egoisti, anche se ci vuole un coraggio e una generosità inimmaginabile per lasciare andare via chi amiamo… ecco, vorremmo che non ci venisse proibita almeno la stessa compassione che riserviamo ai cani. E che venisse rispettata la nostra privatezza e quella dei nostri amati, senza imporre dolori inutili e inutili umiliazioni. Anche chi confida in D-o, e i vescovi cattivi lo sanno, è consapevole che alcune vite vengono prese troppo presto e altre troppo tardi.

Perché non  avere fiducia nel senso di responsabilità delle persone? Si può decidere di interrompere cure sofisticate e nello stesso tempo considerare sacra la vita.  In Italia oggi si abusa della  condizione di debolezza del malato, per imporgli una volontà di vita che egli potrebbe schivare senza problemi se fosse sano. La questione è delicatissima perché riguarda il passaggio tra la vita e la morte, e poco importa se si è religiosi o no, perché sia nella Costituzione della Repubblica che nel libro del Genesi la libertà della persona viene al primo posto.

Lo Stato che poco si occupa della buona vita e delle buone cure dei cittadini – invece di riscattarsi davanti al potere religioso cattolico licenziando attraverso parlamentari ottusi leggi oscurantiste come usualmente accade, e che agiscono così non perché hanno una scala valoriale più alta dei cittadini comuni ma perché ignorano che la democrazia è importante – ascolti noi.  Servirebbe una legge con un paio di punti che stabiliscano che amici e parenti dei malati non vengano arrestati se…

Nel mondo normale i malati parlano con i loro amici e familiari e chiedono un consiglio al medico, che non parla dei dogmi della religione, ma spiega come ammorbidire i dolori della fine. Come aggirare legalmente e gratuitamente il medico della asl che è vincolato a bolli e registri e non può prescrivere più di due fialette di morfina, come evitare nel momento più estremo bentelan in vena e cateteri per non allungare artificiosamente e affannosamente la vita al morente già entrato in coma. Ha timore però di dire che c’è anche la possibilità di chiudere prima, anche se… Ma, soprattutto,  non esiste un gruppo pro e uno contro l’eutanasia. Piuttosto c’è  chi vorrebbe una scelta e chi non vuole concederla.

Chi oggi desidera di poter morire e chi no, non sono sullo stesso piano . Tiziana Ficacci 

 

Volutamente Raggirati

pecoraÈ noto il versetto “Tzédeq tzédeq tirdòf”, “giustizia, giustizia perseguirai”. I Maestri hanno dato questa spiegazione alla ripetizione della parola “tzédeq”: la giustizia va perseguita con mezzi giusti. Non basta che il risultato sia giusto, devono essere giusti anche i mezzi per ottenerlo. In altri termini, la strada della Torà è opposta all’idea che “il fine giustifica i mezzi”, sono i mezzi giusti la garanzia che il fine sia giusto. Elia Richetti, rabbino

Nella gravità evidente in cui versa Roma , incredibilmente a farla da padrona sono le Olimpiadi impulsivamente scelte dalla precedente amministrazione.   Dibba (facce Tarzan!)  dal palco del comizio di Nettuno a nome della sindaca (ma non aveva nessuna delega sembrerebbe), ha annunciato  che a Roma i giochi non si faranno e i palazzinari tremeranno. Ma la sindaca a cui spetta la parola non ha detto niente… e non dire gatto se non l’hai nel sacco (qualsiasi cosa voglia dire).

Questo ridicolo argomento ce lo saremmo comunque potuto togliere se si fossero rispettati i cittadini e come avvenuto in altre importanti città del mondo si fosse svolto un referendum tra i romani. E su questo Marino e il Pd tutto hanno una responsabilità grossa come una casa.

Concludendo, via i corrotti dalla politica ma presto via anche gli incompetenti dall’antipolitica.

Alla prossima,

Utile da sapere 

UNIONI CIVILI. ROMA, IL 17/9 RAGGI CELEBRERÀ PRIMO MATRIMONIO GAY
ASSESSORE MARZANO IN COMMISSIONE: IL 18 IL PRIMO TRA DUE DONNE
(DIRE) Roma, 9 set. – “Il 17 settembre ci sara’ il primo
matrimonio gay celebrato da Virginia Raggi”. Lo ha detto
l’assessore capitolino alla Roma semplice, Flavia Marzano,
durante l’audizione di stamattina in commissione Bilancio.
“Il 18 poi- ha aggiunto Marzano- ci sara’ il primo tra due
donne e lo celebrero’ io alle 9 di mattina in sala Rossa”.
(Mgn/ Dire)

 

Raggi che non scaldano

Personalmente credo che l’epopea dei 5 stelle non finirà qui come pure il buonsenso suggerirebbe.  I cittadini che, almeno a Roma, hanno votato per la sindaca in buona sostanza lo hanno fatto per votare contro qualcuno e perché non rubbano. Il mio pubblico numeroso della fermata Atac , mostra pazienza. Finché gli stellati non verranno presi con le mani nella cassaforte temo che sarà così. Inutile dirgli che se si devono curare un piede preferiscono il buon ortopedico piuttosto che l’onesto, ammesso ci sia, vicino di casa. Dite che non ci sono politici onesti? Magari a cercarlo qualcuno ancora si trova e in più con qualche conoscenza.  

Socialisti Gaudenti “Non hanno mentito. Tacere è diverso che mentire”. Lo ha detto l’assessore capitolino alla Semplificazione, Flavia Marzano, commentando così la mancata comunicazione da parte del sindaco, Virginia Raggi, delle indagini aperte ai danni dell’assessore all’Ambiente, Paola Muraro. Lo streaming dovrebbe essere meglio di uno spettacolo di cabaret.

Peppino Caldarola Sapevano tutti. Sapevano tutto. Tutto ‘sto casino per dare Roma in mani di dilettanti, legati a poteri forti, vittime delle proprie macchinazioni. Ora teniamoceli fino a che reggono. La “punizione” di Roma dara’ all’Italia la possibilità di non commettere lo stesso errore. Grillo e i 5 Stelle sono la cosa più vecchia, oscura e incompetente apparsa sulla scena.

Giuseppe Scanni Prima di parlare delle balle raccontate ora dalla Muraro, ora dalla Raggi, ora dai componenti del mini direttorio e anche dal Grillo che tace, mi chiedo quale sia la ragione di tanta stoltezza. Chi potrebbe immaginare in una società,se non trasparente almeno loquace e pettegola, come quella nella quale viviamo, che possa essere tenuta riservata una notizia di evidente interesse che coinvolge un numero imprecisato di soggetti? Poiché né Muraro e tanto meno Raggi son creature cresciute in una salubre fattoria alto atesina, nutrite a base di yogurt e racconti sugli elfi, è probabile che altre siano le ragioni. Paura della epurazione? Quando nel 1789 in un ex convento parigino dei domenicani, Saint Jacques, Jacobus in latino, i giacobini fondarono prima il Club bretone, che trasformarono poi in Société des amis de la constitution, si accertatono innanzi tutto che l’accesso al Club fosse precluso agli appartenenti alle classi più numerose e fosse riservato alle élites; poi che vigesse una rigida disciplina pena l’epurazione. Prevalentemente “legalista” sino al 1790 il Club ebbe come motto LA LOI ( la legge), rapidamente evolvendosi da legalista a giustizialista, da monarchico a repubblicano ed intransigente. Già dall’inizio del Terrore si divise in correnti, sostanzialmente governative o rivoluzionarie, che si combatterono senza esclusione di colpi e di ghigliottina. Il grillismo non ha la dignità storica e sanguinaria dei giacobini, ma ,come tutte le parodie , pur trasformando le tragedie in commedia , deve ,per sopravvivere,sacrificare sulla pubblica ara chi non ha corrisposto ai canoni comportamentali stabiliti dal suo piccolo gruppo di associati ed ancora più piccolo di dirigenti ( sinistramente ed evocativamente chiamato Direttorio). Sul ring pugilistico ” andare in bambola”, diventare ” bambolina” significa essere stordito dai colpi ricevuti, non connettere , mettersi nelle mani dell’avversario; è la condizione che impone all’arbitro di fermare il round e di iniziare il conteggio per decretare l’eventuale Knock out tecnico. Non è quindi sessismo dire che Raggi non è andata in bambola ,anzi, non essendo mai finita bambolina, ha trovato una strada per uscire dall’impiccio: coinvolgere il DIrettorio.Il 31 luglio,quando già era da almeno due settimane informata dell’inchiesta , dopo il blitz del 29 ( geniale!) con telecamera al seguito della indagata Muraro nell’Ama diretta da Fortini,Raggi dichiarò la propria fiducia nell’assessora :”Sta facendo un ottimo lavoro”. Il 2 agosto in una cena,alla quale parteciparono Luigi Di Maio,Alessandro Di Battista, Roberto Fico; Carla Ruocco, Carla Sibilia, Daniele Frongia, la sindaca chiese lumi sul comportamento da tenere, visto che la capa gabinetto, Ranieri, richiesta di un consiglio, non sottovalutò la portata penale dell’inchiesta ( altro che la sceneggiata di addebitarle una valutazione di “accuse generiche” mosse dalla Procura, definizione questa” giuridicamente inesistente”- ha, al contrario, affermato Ranieri intervistata da un quotidiano). Il Direttorio cadde in trappola. Il 4 agosto Beppe Grillo,Di Battista, Di Maio, Fico, Ruocco e Sibilia impostarono un hashtag ed un post sul blog di Grillo : “per difendere il sindaco di Roma da retroscena e notizie false sui rapporti con Virginia e assessori nel tentativo di screditare l’operato del sindaco nella speranza (vana) di spaccarci”. Il 5 settembre nella Commissione Parlamentare che la interroga , Raggi si lascia scappare di aver informato il mini Direttorio ma non personalmente Grillo ( che infatti non era presente alla cena del 2 agosto); i commensali , nello stesso giorno, si affrettano a dettare alle ( una volta) disprezzate agenzie il loro diniego ad aver mai saputo ( creaturelle) quel che accadeva , dimenticando le successive dichiarazioni ed il coinvolgimento di Grillo dopo un giorno intero di meditazioni . Ed ora che farà il movimento para giacobino? Epurerà tutto il Direttorio? multerà Grillo, continuerà con la stupenda interpretazione del “io non so,sono forestiero”,facendo finta che non ci saranno più Direttòrii di qualsiasi taglia a “vegliare”sulla supposta bambolina, ufficialmente responsabile delle sue azioni? come se anche il più smarrito tra gli elettori italiani non sapesse che il fallimento di Raggi nella Capitale ipotecherebbe seriamente l’OPA su Palazzo Chigi. Così il terrore scivolò sul terreno della realtà.

http://forum.roma.corriere.it/una_citta_mille_domande/05-09-2016/saper-scegliere-su-roma-2893455.html

https://liberelaiche.wordpress.com/2016/07/06/i-primi-raggi-clericali/

https://liberelaiche.wordpress.com/2016/07/07/finalmente-raggi/

https://liberelaiche.wordpress.com/2016/07/08/raggi-di-famiglia/