Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: giugno, 2014

Eredi

 

Dal fatto che la vita sia in definitiva (come credo) una partita che non si può non perdere, non segue che non si debba giocarla meglio che si può e cercare di perderla il più tardi possibile  (C.A. Sainte-Beuve)

Ad oggi ancora non possiamo decidere come concludere la nostra vita. Beninteso, se apparteniamo ad una classe più ricca e informata si, ma una società dispari inchioda il Paese al palo. Neanche dei nostri beni materiali siamo padroni. I media che annusano l’estate riempiendo i giornali di pettegolezzi, dal calcio alla cronacaccia nera, ci informano che il cantante Sting ha deciso di non lasciare i suoi immensi beni ai figli. Condivido la scelta, ma in Italia ciò non sarebbe possibile. I cittadini vengono trattati come eterni minorenni e perfino della propria casetta e dei propri titoli non possono disporre liberamente. Non c’è testamento che tenga, un diritto familista prevede si una quota disponibile, ma se esiste un coniuge anche separato e figli anche settantenni, ci sono eredi Se poi una persona non coniugata e senza figli, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali ha predisposto un testamento depositandolo da un notaio o in uno studio legale escludendo nipoti e cugini, questi ultimi possono impugnarlo costringendo l’erede designato a spendere tempo e denaro per entrare in possesso di quanto lasciatogli. I tempi sono così lunghi e la giurisprudenza così poco trasparente che il notaio stesso consiglia di dare una fettina della torta al nipote irruente per chiudere la questione che potrebbe protrarsi per decenni. Alla faccia della libertà dell’individuo. Certamente il testamento biologico è o può sembrare più importante, ma anche i beni materiali contano. Molti di noi sono proprietari di una casa che vorremmo lasciare ad un amico o ad un ente piuttosto che al parente col quale, spesso, abbiamo rapporti appena formali… Quanto a Sting, il cui status è comunque particolare, bravo. I genitori che pensano che ai figli, comunque siano, debbano essere garantite case e soldi fanno un danno a loro e al Paese. Ai figli si da gentilezza e affetto per rafforzarli, si scelgono scuole pubbliche e, potendo, viaggi e conoscenza. Non gli si cerca un lavoretto, non si chiedono favori ai colleghi e agli amici per infilarli in qualche posticino. Questa è la cronaca giudiziaria. Figli di politici e imprenditori corrotti che occupano posti di lavoro rubati ai nostri bravi ragazzi. E il Paese accidenti se ne risente ad avere dentro gli uffici fabbriche giornali imprese botteghe… gli incapaci. Ma figli.

Sorella su strisce (Gagosian)

Sorella su strisce 

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Auguri al papa, però…

Il papa è stanco e io gli auguro di rimettersi prestissimo. Però mi offende che i media mettano al primo posto la notizia descrivendo un Paese in apprensione. Anche la lunga agonia di Gran Premio II fu descritta in Vaticalia nei minimi particolari ma bastava vedere i giornali degli altri per comprendere che la notizia non era considerata rilevante per nessuno. Ieri la rai aveva già predisposto lo speciale per la messa in diretta che il papa avrebbe dovuto celebrare al policlinico Gemelli per i malati, un programma molto appetito per i fruitori del servizio pubblico! In contemporanea con la messa (poi celebrata da un sostituto) si svolgevano le conferenze stampa dei leader Ue, neanche quella del nostro Presidente del Consiglio è stata trasmessa integralmente. E’ mancata la diretta del funerale di Ciro Esposito, il giovane tifoso napoletano, probabilmente perché il suo commiato è stato celebrato da un pastore evangelico. Sono state ripetute dai tg più volte le composte parole della mamma e della fidanzata, addirittura una dichiarazione del cardinale Sepe, ma neanche una battuta né una immagine del pastore. In conformità alla monocultura cattolica che regna in Italia a dispetto della Costituzione e anche della revisione concordataria. La rai che è finanziata dal governo e dai soldi dei contribuenti parla solo di cronaca nera e di pettegolezzi sul calcio. Il risibile programma Estate in diretta si occupa dei delitti e indaga: il marito ha ucciso la moglie perché era molto più giovane di lei (leggi, sta sporcacciona perché si è messa con il ragazzino?), l’uccisore di Yara, dapprima descritto come un fervente cattolico, secondo il suo parroco non andava proprio tutte le domeniche a messa; commentando i dati istat sull’aumento dei divorzi, il matrimonio viene disinvoltamente chiamato sacramento dal conduttore (Federico Quaranta) .  Tra i pezzi forti del pomeriggio l’incredibile psichiatra portavoce di don Gelmini che dichiara che le famiglie sono unite solo se c’è la fede cattolica! La rai e i quotidiani principali che non camminano sulle orme del Paese, devono continuare ad essere finanziati anche da me? 

http://www.corriere.it/mondiali/2014/italia/notizie/chiellini-pirlo-parole-liberta-calcio-azzurro-44dfef78-fe08-11e3-8c6c-322f702c0f79.shtml

Uscire dal gregge bis

“Quanto vorrei vedere tutti con un lavoro decente! una cosa essenziale per la dignità umana” (tweet di papa Francesco)

“Si è creduto fino a adesso che la formazione dei miti cristiani sotto l’impero romano sia stata possibile solo perché la stampa non era ancora conosciuta. La verità è tutt’altra. La stampa quotidiana ed il telegrafo che ne diffonde istantaneamente le invenzioni su tutto il globo fabbricano più miti (e lo stupido borghese li accetta e li dirama) in una sola giornata di quanti, una volta, non se ne potessero fabbricare in un secolo” (Karl Marx, lettera a Kugelman, 27.7.1871)

http://www.huffingtonpost.it/2014/06/24/sabrina-ferilli-50-anni-_n_5525303.html?utm_hp_ref=italy

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-06-25/2014062527789087.pdf

http://www.giornalettismo.com/archives/1535659/il-partito-popolare-europeo-si-vergogna-di-alessandra-mussolini/

http://www.corriere.it/spettacoli/14_giugno_25/bruzzone-meluzzi-quando-dieta-tv-803561a2-fc28-11e3-8e7c-9b5f094e2972.shtml

 

Uscire dal gregge

Grande entusiasmo dei media per l’anatema del papa contro i mafiosi scomunicati. Quel che non fu fatto per Hitler e per Videla oggi vale per i malamente italiani (in buona compagnia di qualche cattolico che vorrebbe una Chiesa per tutti….) . Vale ricordare ancora che il papa – i papi – parlano al loro gregge e che la maggioranza degli italiani costretti a subire impotenti il servizio pubblico (che pagano)  che tesse le meraviglie dell’uomo marketing (via la tortura, vergogna ai ladri e corruttori, pentimento per aver protetto gli sporcaccioni che insidiano i pupi) a queste cose c’erano arrivati da tempo , anzi, c’erano proprio nati con questa rettitudine. Ovviamente benvenuto al papa per dire le cose ovvie che tutti pensiamo, ma perché i media si entusiasmano? Meglio sarebbe stato se rivedevano (se avessero rivisto)  un po’ quel brutto convertitevi di Gran Premio II che pure avevano apprezzato nel ’93.

http://triskel182.wordpress.com/2014/06/23/la-scomunica-come-arma-contro-leresia-criminale-vito-mancuso/

http://www.uaar.it/news/2014/06/21/dio-media-televisione-videogame-internet-religione-morelli/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=dio-media-televisione-videogame-internet-religione-morelli

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-06-24/2014062427779511.pdf

http://www.italialaica.it/gocce/51439

 

 

 

Ancora su Pio XII

Abbiamo appena finito di fare gli auguri ai due nuovi canonizzati (e soprattutto a chi in loro confida) che papa Francesco ha annunciato la beatificazione di Paolo VI. Basta? Sembra di no. Dal piccolo quotidiano Il Tempo si è alzata forte la richiesta di velocizzare la canonizzazione di Pio XII. Naturalmente la santità è questione che riguarda la parte più aggrovigliata della Chiesa cattolica e poco importa alle persone normali, ma per quanto un cattolico possa essere fanatico sembra veramente un po’ troppo.  Almeno per il rispetto degli ultimi ebrei sopravvissuti alal Shoah.

http://www.iltempo.it/cronache/2014/06/11/se-roma-non-divento-una-stalingrado-fu-solo-grazie-all-impegno-di-pio-xii-1.1259700?localLinksEnabled=false

Silenzio! Sua santità Pio XII sta insegnando alla morte come si arrota la falce (Indro Montanelli, Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti, Rizzoli)  

Nella difficoltà di valutare l’operato di una persona, la tradizione rabbinica indica che il giudizio non è tanto per ciò che un individuo ha fatto, quanto piuttosto, per ciò che non ha fatto e che avrebbe potuto fare.

Il giudizio sulla figura di Pio XII dovrebbe tenere conto del suo silenzio su tutta la storia d’Europa fin dall’ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania. Pio XII diventa papa nel 1939, ma prima è stato Segretario di Stato e in questo ruolo ha attuato il concordato con il regime nazista nel 1933. Non risulta essersi mai speso in quegli anni a favore dei tedeschi che si opponevano a quel regime, cattolici e non. Anzi, l’allora cancelliere Bruening scrive nelle sue memorie che il Segretario di Stato Eugenio  Pacelli, futuro Pio XII, premette per un intervento di Hitler  a fianco dei falangisti nella guerra civile spagnola. Tra i primi atti del suo pontificato è documentato l’avvicinamento a Charles Maurras (i cui scritti erano stati messi all’indice durante il pontificato di Achille Ratti-Pio XI) promotore del gruppo francese di estrema destra e antisemita Action Francaise. La Santa Sede si riserva di aprire gli archivi bloccando la ricerca storiografica, ma al momento risulta che nessuna parola sia stata scritta da papa Pacelli contro la creazione dei campi di concentramento e poi di sterminio, in cui dieci milioni di ebrei europei, zingari, omosessuali, cittadini russi trovarono la morte. Una precisazione doverosa perché i media italiani confutano che l’unico silenzio di Pio XII abbia riguardato il treno che trasportava 1000 ebrei romani mentre contemporaneamente salvava qualche centinaio di ebrei facendoli ospitare, spesso dietro cospicui compensi, in chiese e conventi di Roma. E’ vero invece che il suo silenzio ha riguardato milioni di ebrei e non, vittime del nazismo.

La beatificazione di Pio XII interessa gli ebrei?  Sicuramente sul piano dei fatti storici sono i più coinvolti emotivamente, ma sul piano religioso la questione dovrebbe riguardare i cattolici ai quali viene indicato a modello una figura come minimo controversa.  Le gerarchie cattoliche insistono che il silenzio di Pio XII sarebbe stato motivato dal fatto che un intervento pubblico da parte del Vaticano,  anziché frenare, avrebbe ulteriormente intensificato lo sterminio in atto nel cuore dell’Europa. Ma questo argomento non spiega perché, neanche dopo la fine della guerra e nel lungo periodo del pontificato (il papa morì nell’ottobre del 1958), non sia mai arrivato alcun riferimento a quanto accaduto. E soprattutto non si comprende perché un analogo timore non frenò il papa, nel luglio del 1949, dallo scomunicare comunisti e socialisti nonostante l’enorme potere allora esercitato dall’Unione Sovietica. Sono domande che dovrebbero porsi tutti, e non solo gli ebrei come mi sembra stia accadendo. tf

Il rabbino e il Papa. L’alleanza mancata contro il nazismo

Stupri

Apri gli occhi e guardami in tutto il mio splendore, perché a questo punto del viaggio hai visto cose tali da esser in grado di sostenere la luce del mio sorriso (XIII Canto del Paradiso)

Nel 1996 in Italia viene riconosciuta la violenza sessuale come reato contro la persona e non più contro la morale

La Caritas, fedele al motto porgi l’altra guancia specie se non è la mia, ha dato il via (per ora in diverse città del nord) all’esperimento denominato Change (e un giorno dedicheremo un trattato al provincialismo di usare l’inglese quando c’è un equivalente italiano). Il programma è dedicato agli offender (ancora!), cioè agli uomini che odiano le donne, spesso mariti amanti fidanzati padri. Sono 28 incontri coordinati da una coppia (maschio/femmina) di specialisti. L’offender si impegna a firmare una promessa a interrompere qualsiasi comportamento di prevaricazione fisica e/o psicologica. Tra le tecniche quella del time out (e ancora), cioè quando la tensione sale si usa una parola concordata con la maltrattata che segnala lo stop. Se il progetto consiste solo in questo sembra un po’ come curare la tubercolosi col formitrol, ma se don Pierino Gelmini riesce a persuadere i tossicodipendenti a smettere con il solo aiuto della preghiera (e soprattutto a convincere la Regione Umbria a sborsare per un pater ave gloria 160 € al giorno per ogni assistito) tutto è possibile. Che la violenza sulle donne sia considerata irrilevante (esagero ma non troppo esageratamente) è una scomoda verità, e assurge agli onori della cronaca solo se riguarda casi di prevaricazione di tipo religioso/islamico. Più o meno come lo stupro che fa notizia solamente se a compierlo è uno sbandato straniero, ma per motivi di ordine pubblico, non per la gravità del reato. In un caso di un paio d’anni fa dove lo stupratore era un giovane dell’esercito italiano, ci fu da parte di quell’istituzione il massimo della copertura e la protezione del carcere militare.

A reagire allo stupro ormai non c’è più nemmeno Calderoli che con il suo consueto garbo proponeva di tagliarlo e zac. Adesso che il nuovo segretario si occupa d’altro nessuno più parla di una cosa che pur se mal detta era di buon senso. Quella che popolarmente viene chiamata castrazione chimica è una misura che affianca la carcerazione con farmaci, ed è in uso in molti paesi (Usa, Gran Bretagna, Scandinavia) con discreti successi.  Ma sembra che anche per questo reato violento che minaccia tutte le donne e a qualsiasi età, sia difficile prendere una decisione.

Quanto alle donne che con troppa facilità dimenticano di esserlo per accodarsi a qualche maschio di partito, non sarebbe male ricordarsi quello che scrive Tacito su Nerone che ripudiata Ottavia per adulterio la esiliò a Ventotene. Però per compiacere la nuova moglie Poppea, fece uccidere Ottavia immobilizzandola con lacci stretti e tagliandole le vene e, per affrettarne la fine, venne immersa in un bagno caldissimo e la sua testa recisa fu offerta a Poppea. Ma anche lei però non sfuggì alla violenza di Nerone che, seccato dalle sue richieste, la uccise con un calcio nella pancia. E il fatto che fosse incinta non fu un freno. Non voglio affermare che tutto il genere maschile sia marcio, ma essere decise e precise, meglio.

Magistrati e responsabilità civile, governo KO

Tribunale

Più Berlinguer di Matteotti

Ma è più attuale Berlinguer di Matteotti? 

Ma è più attuale Berlinguer di Matteotti?

Mauro Del Bue

Diciamo la verità. Lascia sbigottiti il comportamento della stampa, delle televisioni, dei gruppi dirigenti di quel che resta della politica. Al trentesimo della scomparsa di Berlinguer è stata riservata un’attenzione forse senza precedenti, il suo nome è stato addirittura invocato e reclamato dai due principali contendenti della campagna elettorale europea, a lui uno dei più alti dirigenti del Pd ha voluto addirittura dedicare un film. Al novantesimo dell’omicidio di Matteotti solo noi, sparuti reduci di una grande e purtroppo oggi dimenticata tradizione, abbiamo dedicato articoli e iniziative, richiamate quasi da nessuno.

Verrebbe dunque voglia di concludere che si ritiene più attuale la figura di Berlinguer di quella di Matteotti. Naturalmente non nego che la vicenda del primo si inquadri in una fase storica e politica che in molti hanno vissuto personalmente. Che insomma celebrare Berlinguer significa un po’ ricordarsi di una storia vissuta. Eppure c’è dell’altro, sicuramente. Vediamo sinteticamente di analizzare il messaggio politico e la fine dei due.

Enrico Berlinguer, figlio di un senatore socialista, da dirigente della Fgci diviene ancora relativamente giovane un esponente di rilievo nazionale del Pci, vice segretario unico di Luigi Longo, gli succede agli inizi degli settanta. Da segretario elabora la strategia del compromesso storico nel 1973 subito dopo il colpo di stato in Cile, convinto che non si possa governare col 51 per cento, ma solo in Italia a causa della presenza di un forte partito comunista. Sogna un eurocomunismo che non esiste, una terza via tra socialdemocrazia e comunismo insostenibile, considera conclusa la spinta propulsiva della rivoluzione d’ottobre solo dopo il colpo di stato in Polonia del 1980. Rompe l’unità nazionale, dopo avere sostenuto la linea della fermezza durante il caso Moro, e si avventura in una linea di estrema intransigenza fino a sposare l’occupazione della Fiat e il referendum sulla scala mobile, esaltando il quale in un comizio a Padova muore improvvisamente a pochi giorni dalle elezioni europee del 1984.

Giacomo Matteotti, di famiglia agiata, si dedica alla battaglia per l’emancipazione delle plebi rurali del suo Polesine. Avvocato, riformista intransigente, nel 1921 sostiene le posizioni di Turati, si oppone al comunismo e al primo fascismo. Segue Turati, Treves e Prampolini nella fondazione del Psu, dopo l’espulsione dei riformisti su dictat di Mosca, e ne diviene primo segretario. Eletto per la prima volta deputato nel 1919, sferra con temerarietà i suoi colpi contro il fascismo prima con pubblicazioni poi col suo mirabile discorso del 30 maggio del 1924. Lo ammazzano come un cane per le sue idee e forse anche per la sua denuncia contro una losca storia di tangenti pagate a membri del governo e alla stessa monarchia da una società petrolifera. Al suo nome vengono dedicate brigate partigiane durante la lotta di liberazione e i suoi figli Matteo e Giancarlo ne continuano l’opera nei due partiti socialisti, Psi e Psdi, nel dopoguerra.

La vera motivazione dell’esaltazione dell’uno e della dimenticanza dell’altro non può essere fondata sull’attualità del loro messaggio. È più attuale il comunismo sia pure in salsa italiana del socialismo democratico? È più attuale l’eurocomunismo dell’eurosocialismo? È più attuale il comunismo democratico del riformismo? È più attuale chi volle il referendum di chi difese il patto antinflazione? E per l’altro. É più attuale chi si oppose alla scissione di Livorno o chi la volle, e più attuale chi esaltò o chi contestò il mito dei soviet, chi fu espulso dal Psi massimalista su ordine di Lenin a pochi giorni dalla marcia su Roma o chi decretò l’espulsione?

La figura di Matteotti è quella di un vincente, quella di Berlinguer no. Certo bisogna riconoscere al segretario del Pci la rottura, tardiva, con Mosca. Ma non lo strappo con la tradizione e l’identità comunista, che avvenne in Italia solo nel 1989, quando il comunismo era già sparito. C’è solo un motivo per esaltare Berlinguer e dimenticare Matteotti ed è proprio questa sì questione assolutamente attuale. Negare la spinta propulsiva della tradizione socialista italiana e affermare quella comunista. Per il Pd, dove pullulano i quadri con le foto di Berlinguer e di Moro, forse questa è anche una necessità.

Match Point

La leadership del Presidente del Consiglio deriva dalla carica ideale e dalla forza teorica della laicità. Nel suo ultimo intervento ha promesso una lotta senza quartiere ai leghisti di Salvini che cercano di impedire la libera circolazione delle persone e sono ostili alla costruzione di una moschea , ha ribadito i pieni ed uguali diritti di chi crede come di chi non crede, di chi perde la fede e di chi l’ha appena trovata, di chi preferisce il libero pensiero ai vescovi e agli imam. E, infine, ha ricordato che la Repubblica è di una neutralità assoluta per la quale nessuna religione detterà mai la condotta del Paese né gli imporrà mai la sua legge. Fantasia naturalmente, eppure appena ieri il papa ricevendo non so neanche chi ha consigliato di adeguare le leggi al vangelo, manco alla bibbia, al vangelo! L’abile gesuita, il capo della inaffondabile Chiesa cattolica così brava da accantonare i suoi capi per sperimentarne di più esperti, ha conquistato l’Italia. Si, è vero, è piaciuto anche ad altri, ma non facciamoci prendere in giro, è da noi che i media sono pazzi per il papa . Abbiamo bisogno di intelligenza invece che di sentir parlare del diavolo, di reale modernità piuttosto che gioire di chi raggiunge obiettivi già superati da tempo dall’Occidente, di realtà meglio che di preghiere miracolistiche, di informazione invece che di evangelizzazione.

http://www.moked.it/unione_informa/pdfrassegna/indicegeneralerassegna.pdf

http://www.moked.it/unione_informa/pdfrassegna/indicegeneralerassegna.pdf

http://www.moked.it/unione_informa/pdfrassegna/indicegeneralerassegna.pdf

http://www.avantionline.it/2014/06/fenomeno-suor-cristina-non-ce-due-senza-tre/#.U5Vrzvl_vfc

Match point = punto che può far vincere la partita ad uno dei due giocatori aggiudicandosi il punto successivo

fiori per tiziana, giancarlino benedetti corcos

fiori per tiziana, giancarlino benedetti corcos

giancarlino benedetti corcos

giancarlino benedetti corcos

Cortesie per l’estate

La gioventù è una cosa che si impara col tempo, l’esperienza. A tutti è dato di essere giovani, ma a pochissimi di diventarlo e poi di restarlo (Aldo Busi)

Perché no se capita? Si dice sempre che il sesso è un prurito momentaneo mentre è l’amore che non ti da mai pace. Invece non è così: l’amore arriva un paio di volte si e no e (ti) basta per tutta la vita, invece il sesso tutto sommato va avanti (volendo) per l’intera vita. Anche quando si è non ancora all’inverno ma nell’autunno della vita si. Pure meglio perché non si hanno le aspettative le ansie e i desideri della giovinezza. Se poi capita  un Julian Schnabel che ti dipinge il corpo. o il medico che ti cura il ginocchio..

http://www.julianschnabel.com/

9.-P87

Una dorata schiavitù

Raiway è un unicum nel panorama mondiale, come proprietà esclusiva del network. Direi anzi che è una distorsione grave da correggere. Uno dei tanti frutti del dupolio che prevedeva il controllo a due delle reti, degli impianti di trasmissione, delle frequenze, tutto per dividere naturalmente in due la torta della pubblicità… Non sono tagli ma è la vendita di un asset. Un cambiamento nella proprietà di una società che comunque resterà, nella sua maggioranza, nelle mani della Rai (Stefano Balassone, ex vice di Angelo Guglielmi a Rai3, esponente della storica sinistra televisiva)

L’11 giugno la Rai si fermerà compatta per la prima volta nella sua storia contro un governo: sindacati cgil cisl uil ugl, il sindacato interno usigrai.  Protestano per i 150 milioni che il governo chiede in nome della spending review. Uno sciopero che, agli occhi dei cittadini normali, li mostra come degli impettiti ed inutili appartenenti ad una casta costosa  privilegiata e soprattutto, improduttiva. Ma è anche possibile che la codardia tipica del giornalismo italiano li porti a più miti consigli: una assemblea, un comunicato… un rapido riposizionamento a favor di Renzi. E’ pure vero come dicono e scrivono molti, che la Rai ha avuto un ruolo indispensabile per aver unificato linguisticamente il Paese nel difficile dopoguerra ecc ecc, ma siamo all’oggi. Quando è servizio pubblico, quanto servono alla crescita dei cittadini le modeste fiction e l’intrattenimento, perché i  talk politici  sono saldi nelle mani dei soliti tre quattro conduttori, chi ha assegnato alla Rai che si mantiene anche con il canone che io pago il ruolo di evangelizzare gli ascoltatori? Sarebbe il caso che i giornalisti a posto fisso entrati in Rai per essere stati fedeli scendiletto di un rappresentante di corrente di partito e che non intendono aggrapparsi a quella gracile liana di libertà che adesso gli viene porta preferendo la schiavitù dello stipendio alto garantito, riflettessero su questo invece di farci tremare le vene dei polsi per il minacciato sciopero che, per un giorno, ci priverà dei fatti e strafatti del santopadre.  Come detto e scritto più volte i grandi giornalisti Rai  (e i loro colleghi della morente carta stampata)  per fare chiarezza su questi punti, per discutere di una professione che cosi come è niente ha a che vedere con la libertà e l’indipendenza, l’Ordine dei giornalisti e la Fnsi potrebbero indire un bel convegno.  E poi chiudere per sempre.

https://liberelaiche.wordpress.com/2013/06/05/i-giornalisti/

http://www.corriere.it/politica/14_giugno_02/quelle-tv-ostaggio-dc-psi-pci-capolavoro-lottizzazione-cdb8c572-ea26-11e3-acfe-638711a46171.shtml http://www.avantionline.it/2014/05/buemi-la-rai-o-e-di-tutti-o-non-e/#.U4wyLPk0Fcs