Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: marzo, 2015

Chi attenta alla famiglia?

Siccome l’omosessuale è furbo come una volpe e potrebbe approfittare del suo status di singolo –  l’unico al momento che può avere in Italia – per adottare un bambino, cosa si fa? Si vieta l’adozione ai singoli sia mai che quella donna o uomo pronto a diventare genitore sia un pericoloso omosessuale. Non uno stupratore corruttore assassino, un omosessuale. Per chiarire, se oggi un singolo desidera avere un figlio gli basta recarsi fuori dalla penisola e può farsi inseminare, affittare un utero, adottare un bebè, e tutto non facendo outing sulla propria sessualità. Occorrono soldi però che non tutti hanno. Quindi la scelta che i nostri parlamentari hanno fatto vietando l’adozione ai singoli discrimina per reddito.

I singoli sono idonei all’affido ma non all’adozione, impedendo in questo modo  all’affidato di entrare a pieno titolo nella famiglia che gli consentirebbe, ad esempio, di fare parte  dell’asse ereditario.

Sulla famiglia non si può essere così leggeri. Ricordiamoceli bene questi delinquenti che impediscono ai bambini di nascere e a tanti bambini di uscire dagli orfanotrofi. Alcuni (con buffi vestiti) dicono perfino di farlo per salvare la famiglia. Quale?

http://www.uaar.it/news/2015/03/28/nuovo-numero-lateo-omofobia-religioni/

 

 

 

Angelina

L’alba ci colse come un tradimento; come se il nuovo sole si associasse agli uomini nella deliberazione di distruggerci. I diversi sentimenti che si agitavano in noi, di colpevole accettazione, di ribellione senza sbocchi, di religioso abbandono, di paura, di disperazione, confluivano ormai, dopo la notte insonne, in una collettiva incontrollata follia. Il tempo di meditare, il tempo di stabilire erano conchiusi, e ogni moto di ragione si sciolse nel tumulto senza vincoli, su cui, dolorosi come colpi di spada, emergevano in un lampo, così vicini ancora nel tempo e nello spazio, i ricordi buoni delle nostre case. Molte cose furono allora fra noi dette e fatte; ma di queste è bene che non resti memoria (Primo Levi, Se questo è un uomo)

angelina2

Secondo Umberto Veronesi  Angelina Jolie ha fatto la cosa giusta decidendo di farsi asportare le ovaie e le tube  per scongiurare l’insorgere di un tumore, opinione che aveva già espresso a seguito della doppia mastectomia fatta dall’attrice nel 2013. Quando il test genetico risulta positivo dimostra una predisposizione nello sviluppare sia il tumore al seno che quello all’ovaio. Se da una parte la percentuale di guarigione dal tumore al seno è più elevata, il tumore all’ovaio è più grave e quindi più difficoltoso guarire ed è più veloce a dare metastasi. Nonostante la percentuale (per Angelina) di sviluppare il cancro ovarico fosse più bassa (50% rispetto all’87% del tumore al seno),  Veronesi non ha dubbi: è meglio l’asportazione, anche se aggiunge: “Non dobbiamo dimenticare l’eventuale desiderio della donna di avere un figlio, che deve essere affrontato nel momento in cui si effettua il test e viene condotta un’ analisi a fondo della situazione”. Jolie nell’ articolo scritto sul New York Times parla di diverse opzioni per poter trattare un paziente  portatore del gene difettoso. Fra queste serrati controlli periodici, pillola anticoncezionale, medicina omeopatica. “L’assunzione della pillola anticoncezionale, se presa tutti i giorni e a lungo, può ridurre la percentuale di rischio del tumore all’ovaio”, conferma Veronesi, che specifica, “a mio parere, qualora si effettui il test genetico e questo risulta positivo, la pillola non riduce la percentuale di sviluppo del tumore”. Perciò l’opzione dell’asportazione rimane la più risolutiva, ma non è da sottovalutare il risvolto psicologico che un intervento del genere può avere nella vita di una donna. La scelta di Angelina Jolie è stata trattata dalla maggioranza dei media italiani come una eccentricità da vip, una ricca viziata che oltre alle labbra (originali quelli della bellissima però, quindi in grado di suscitare invidia) si rifà pure le budella! In realtà è una prassi comune l’esame del Dna  per la ricerca dell’eventuale gene mutato Brca1 e Brca2 che, se prescritto in presenza di familiarità come nel caso della bellissima artista,(e della mia amica Silvia)  è rimborsato dal sistema sanitario nazionale. Costa, esattamente come costa tanto il farmaco per l’epatite C, ma tra Stato e cittadini esiste un patto non scritto: il cittadino paga le tasse e lo Stato fornisce i servizi essenziali: l’economico emocromo, il costoso autotrapianto del midollo se si è così sfortunati da averne bisogno (come il mio amico Francesco), i test genetici.  Una stampa meno cialtrona della nostra ha consentito ad Angelina Jolie Pitt di scrivere un lunghissimo articolo sull’autorevole NYTimes, da noi le star, si pensi alle ridicole interviste a Simona Ventura che compie 50 anni, al più raccontano come potare le rose. La scelta di Angelina avrebbe potuto occupare qualche minuto del  programma rai La vita in diretta,  che riempie parecchie ore dei pomeriggi di chi resta in casa. Ma lì in genere si parla di guarigioni miracolose*, non c’è posto per la verità che ci salverebbe la vita. Carbonara anche l’informazione sul fondamentale vaccino per il papilloma virus,  che le bambine devono effettuare prima dell’attività sessuale e anche questo a carico del Ssn.. Un Paese timoroso di tutto, che sceglie di parlare solo di cronaca rosa nera, oltre a farci marcire la testa ci ammazza. La conoscenza è potere, scrive Angelina. Alla quale, come a tutti i malati e ai parenti e amici che respirano con loro, questo blog augura di farcela.

*se mai la Santa Sede dovesse istituire un premio per migliore megafono delle sue parole  – non so poi quanto ben riferite  – immagino che se lo aggiudicherebbe la rai. Che in barba all’equità delle diverse filosofie di chi paga il canone – e anche della Costituzione – potrebbe dipingere di bianco e giallo il cavallo di viale Mazzini  

 

 

 

I volenterosi carnefici della guerra santa

 

Chi (come me) si accontenta della vita terrena e di trattenere nel cuore le persone che non hanno avuto il privilegio di invecchiare, rispetta chi crede nell’aldilà avendo fiducia di riabbracciare i propri cari, ma è giusto che per questa speranza si debba far passare per fessa la gente con la storia del sangue che si coagula e si scioglie? Il matrimonio tra religioni e politica fanno disastri in qualsiasi parte del mondo. Risponderà qualcuno, ma quelle sono le degenerazioni della religione. Sarà pure vero, ma il tralignamento quando si ha a che fare con l’irrazionale il fantastico l’immaginario… è probabile. Quindi sarebbe più che mai il caso che le religioni, ovunque nel mondo diventate una branca della politica, siano relegate allo spazio privato intimo e solitario. Per i media italiani, rai in testa*,  perfino il commovente rientro delle salme da Tunisi a Ciampino salutate laicamente per tutti noi dal Presidente del Consiglio, hanno avuto ritagli perché nello stesso giorno si è preferito mostrare particolareggiatamente e con lunghe dirette il viaggio napoletano del papa.  Che oltre ai soliti comizi sulla pace nel mondo il lavoro per tutti e le brutture che fanno schifo – non esitiamo a definire populisti quei leader che non indicano anche la soluzione – ha puntato il dito contro “le colonizzazioni ideologiche della famiglia… queste cose che ci sono in Europa e vengono d’oltreoceano come la teoria del gender che fa confusione e mette sotto attacco la famiglia”.  Bel segno di moderazione e di rispetto per i napoletani che fanno scelte di vita diverse. Bella roba vedere giornalisti partitocrati sindaci e sedicenti intellettuali battere le mani al papa quaqua. Come scrivo spesso, politici e media contribuiscono a creare una atmosfera confortevole e sicura ai religiosi – anche ai terroristi in nome del fideismo – perché promuovono l’idea della fede come verità assoluta, obbligandoci poi tutti ad un rispetto eccessivo delle religioni.

E il contagio si propaga con facilità. La cantante israeliana Noa (e con lei altri artisti scrittori e gente comune) è stata accusata da alcuni israeliani fanatici di non essere una buona ebrea. Incredibile, intanto perché questi israeliani mutuano l’atteggiamento europeo che identifica gli ebrei con Israele, e usano l’ebraismo come una sciabola politicizzandolo. Oggi Martin Buber non potrebbe più scrivere : “Rabbi Yeoshua intervenne nella discussione sostenendo che nella bibbia è detto “la Legge non è in cielo”. Gli studenti gli chiesero cosa intendesse dire. “Significa che dal momento in cui la Legge ci venne data sul Monte Sinai, non abbiamo più bisogno di voci celesti per decidere”. E gli studenti chiesero, come la prese Dio? E il Rabbi rispose che non si adirò affatto, ma sorrise e disse: “i miei figli mi hanno messo in minoranza”.  Non so di altra religione i cui libri sacri abbiano osato arrivare a una conclusione come questa.”. Qualche fanatico brucerebbe quelle pagine.

*se mai la Santa Sede dovesse istituire un premio per migliore megafono delle sue parole  – non so poi quanto ben riferite  – immagino che se lo aggiudicherebbe la rai. Che in barba all’equità delle diverse filosofie di chi paga il canone – e anche della Costituzione – potrebbe dipingere di bianco e giallo il cavallo di viale Mazzini

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-03-24/2015032429862617.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-03-24/2015032429860997.pdf

http://www.brogi.info/2015/03/donne-libere-e-medio-oriente-dopo-laggressione-a-noa-a-tel-aviv-impedito-alla-poetessa-libanese-joumana-haddad-di-entrare-in-bahrein-per-una-conferenza.html

Sei felice?

“Sei felice?”

Qualche volta, pochi istanti, un batter di cigli.

Il 20 marzo di ogni anno è la Giornata Internazionale della Felicità, istituita dall’Onu nel 2012 con la motivazione che “la ricerca della felicità è un fondamentale obiettivo umano”.  Fu per primo il regno himalayano del Bhutan a misurare il benessere nazionale con l’indice Gnh, Gross National Happiness, invece che con parametri soltanto economici. Ancora prima gli Stati Uniti nella Costituzione hanno scritto che i diritti inalienabili della persona “sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità”.

Siete felici? Sembra incredibile, ma se ponessimo questa domanda la maggioranza risponderebbe si. Per secondi, attimi. Io? Si, qualche volta, pochi istanti, un batter di cigli.

House of cards

1)Tutto ciò che va su due gambe è nemico 2) tutto ciò che va su quattro gambe o ha ali è un amico 3) nessun animale vestirà abiti 4) nessun animale dormirà in un letto 5) nessun animale berrà alcolici 6) nessun animale ucciderà un altro animale 7) tutti gli animali sono uguali… Poi passarono un po’ di anni e iniziarono a succedere cose strane e uno degli animali si ricordò di quei punti scritti sul muro e andò a leggere. Non vi era scritto più nulla, fuorché: Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni animali sono più uguali degli altri (George Orwell, La Fattoria degli Animali)

Nella seconda stagione di House of Cards (visibile su Sky e in chiaro su Sky TG24), Frank Underwood che ha conquistato la Casa Bianca con l’intrigo e l’omicidio, entra in chiesa e chiede al prete di farsi assolvere. Quello rifiuta e allora Underwood sputa nell’occhio del crocefisso, poi per timore di venire scoperto lo pulisce ma l’arredo cade e si frantuma in mille pezzi, il presidente raccoglie da terra un orecchio di Cristo e beffardamente dice, così mi ascolti. E’ una scena grottesca. Forse volgare o gratuita, non offensiva. Anzi, se proprio bisogna dare un giudizio, bravo il prete che non si è abbassato davanti al presidente americano, non è usuale vedere religiosi con la schiena così dritta col potere. Pierluigi Battista sul Corriere della Sera racconta di come molti cristiani americani si siano sentiti turbati dalla scena e giurano di non vedere più la serie, e scrive: “così si manifesta il dissenso, si protesta e si usa il telecomando… è spregevole domandarsi se la vittima invece di un crocefisso fosse stato qualcosa che riguardava Maometto?… L’oltraggio a una religione non è il pretesto per abolire la libertà d’espressione”.  Battista la fa facile, oggi il cristianesimo non taglia la testa ma lo ha fatto fino a ieri,  e presentare questa religione come tollerante è quanto meno una esagerazione. Pur non avendo il pessimo gusto di sputare ad una immagine di Cristo, non è detto che questo deve adornare le scuole pubbliche o i tribunali. Dirlo equivale a mettersi ai margini della società, eppure in Italia con la revisione concordataria non esiste più una religione di Stato. Tuttavia non c’è politico né giornalista che sia in grado di aprire o chiudere un discorso senza citare papa Francesco qua qua. Libere le persone di credere a quel che vogliono nel loro privatissimo, ma giusto sarebbe dire che le religioni sono una branca della politica e oggi l’unica causa di conflitti sanguinosi. Perfino una guerra di confini, come è quella tra israeliani e palestinesi, si è trasformata nel corso del tempo in dispute religiose. Perfino il populismo-razzismo italiano usa la croce e i pupazzi del presepio come arma. Il papa qua qua ha deciso di celebrare l’annosanto, una mazzata tra capo e collo per i romani e gli italiani che invece di avere la comprensione e la vicinanza dei propri amministratori per le spese che, come per tutti gli eventi vaticani devono sobbarcarsi che le ricadute economiche se ci sono non si vedono mai, li hanno visti gasatissimi per l’evento, auspicabile sarebbe che i media invece di fare i portavoce del  papa definissero l’evento per quello che è: un grande evento spirituale per i cattolici – imparassero il significato della misericordia sarebbe un bene per tutto il mondo, che ad oggi il cattolico compassionevole ancora non si conosce – ma una cosa che riguarda una parte della popolazione . Non si può essere costretti a mangiare tutti dallo stesso piatto

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-03-19/2015031929818630.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-03-19/2015031929820184.pdf

http://moked.it/blog/2015/03/19/israele-la-sfida-di-re-bibi/

https://www.google.it/search?q=il+museo+del+bardo+.+tunisi&biw=1280&bih=899&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=vp0KVbvSA4_jarrMgJAF&ved=0CEMQsAQ

http://www.uaar.it/news/2015/03/17/onu-ricordano-che-non-possiamo-farci-diritti-nostri/

il papa annuncia il giubileo ma la città mica è sua

 

Papa Francesco ha annunciato a sorpresa un nuovo Anno Santo. Rientra tra le prerogative del Papa fare un Giubileo quando lo ritiene utile anche se una volta la tradizione ne prevedeva uno ogni mezzo secolo e invece da un po’ di tempo in qua si succedono con una certa frequenza: ce n’è stato uno nel 1975, nel 1983, nel 2000 e ora nel 2015. Leggo dalla stampa che dopo qualche calcolo a spanna e in tutta fretta, il Sindaco di Roma Marino e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Del Rio, hanno stimato in circa un miliardo di euro le spese indispensabili perché Roma possa affrontare la sfida dei probabili 25 milioni di pellegrini in arrivo. Ho letto anche del plauso dei vertici del Governo, degli albergatori e dei ristoratori romani, ma ho la sensazione che siano stati un po’ frettolosi. Com’è noto, i pellegrini che arrivano a Roma sono convogliati e trasportati dall’efficientissimo sistema turistico vaticano, che provvede con le sue strutture – esentasse – nella stragrande maggioranza dei casi, anche all’ospitalità, pasti compresi. Alla Capitale resta certamente la ‘monnezza’ da smaltire, il trasporto urbano, le spese per l’adeguamento della viabilità, delle strutture o la costruzione ex novo di altre, la sicurezza e l’assistenza igienico-sanitaria. Insomma che sia un ‘affare’ è sicuro, ma che lo sia per Roma è tutto da dimostrare. Ma comunque mi chiedo: il Papa non doveva non dico chiedere il permesso, ma almeno concordare col Sindaco e col Governo questa festa in casa d’altri prima di annunciarla? Almeno per educazione.  Carlo Correr

PS: e a chi dice che il Giubileo farà crescere il turismo del 15-18% bisognerebbe rispondere che investendo bene un miliardo di euro, facendo funzionare bene il patrimonio culturale ecc, quella crescita ci sarebbe tutti gli anni, non solo quando c’è un Anno  Santo 

da

http://www.avantionline.it/2015/03/il-papa-annuncia-il-giubileo-ma-la-citta-mica-e-sua/#.VQk1D44k1-M

http://forum.roma.corriere.it/una_citta_mille_domande/15-03-2015/la-verita-sarebbe-una-virta-2633414.html

http://forum.roma.corriere.it/una_citta_mille_domande/17-03-2015/giubiltasse-del-contribuente-romano-2634664.html

Aspettando il 17 marzo

I  coloni, molto simili alla loro controparte estremista tra i palestinesi, sembrano aver dimenticato che i diritti – per quanto divini – se privi di legittimità internazionale devono restare confinati alle sacre scritture, non entrare a far parte del programma di governo  (Amos Oz)

Martedì 17 si vota in Israele. Il governo uscente  è stato uno dei peggiori della storia del Paese, e parecchi sarebbero i motivi per non votare ancora Benjamin Netanyahu. Specialmente perché ha fermato il processo di pace e accelerato l’annessione della Cisgiordania, ha guidato una guerra priva di senso a Gaza, ha messo a rischio l’amicizia e il sostegno con gli Usa – schierandosi apertamente con i repubblicani e accettando il loro invito al Congresso, rompendo la tradizione Usa di non ricevere nessun Primo ministro durante la campagna elettorale e irritando moltissimo il presidente Obama – e si è alienato ancora di più il già fiacco rapporto con l’Europa, ha fatto scelte non prestigiose in economia, e, soprattutto , ha sostenuto il disegno di legge che definisce Israele “Stato nazionale del popolo ebraico” e non più “Stato ebraico e democratico”, come è sogno e ambizione  di tutti gli ebrei della diaspora.  E’ importante ricordare che i palestinesi fanatici sarebbero felici di una rielezione di Netanyahu perché sanno che inviso all’Occidente come è, molte simpatie sono rivolte alla loro causa. E ancora, non è più rinviabile la separazione netta tra Israele e Palestina come desiderano i moderati israeliani e palestinesi. Diversamente ci sarà un solo Stato, quello palestinese. Ma non di tutti i palestinesi, solo di  Hamas.

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-03-15/2015031529788122.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-03-15/2015031529787768.pdf

aggiustamenti

 

Il pilota di Formula 1 Fernando Alonso durante un incidente in pista ha, presumibilmente, preso una forte scossa che gli ha cancellato dalla testa gli ultimi anni. Nessun ricordo sulle sue vittorie in questa disciplina e forse anche altro. Fa pensare. Vivremmo meglio se alcuni eventi traumatici  che ci ossessionano li potessimo cancellare? In genere per uscire dagli assilli si ricorre alla psicoanalisi perché quel che ci spaventa se portato a galla e osservato con attenzione, smette di perseguitarci. Ma se potessimo annullare,magari con un pillola, le brutture invece che ricordarle? Non tutto, qualcosa, come eliminiamo dal nostro smartphone le foto venute male. Pensiamo a uno stupro, una guerra, un delitto, una persona che credevamo amica…  Senza i lunghi faticosi tempi di una analisi sarebbe moralmente inaccettabile?

 

Solo i vescovi hanno ragione titola Il Fatto quotidiano: Come prevedibile nella vicenda della assoluzione di B. per il caso Ruby, i vescovi hanno preso posizione dicendo che la legge è una cosa la morale altra. Complimenti, iniziano a tenere separate le cose. Il problema è che noti giornalisti e notissimi giustizialisti sono già appesi alle mozzette che acclamano come re. Per equità sarebbe opportuno dirsi che questo processo Ruby  è stato un lungo viaggio nell’inferno: abbiamo assistito in silenzio al linciaggio di giovani donne – mignotte? Possibile, ma le donne non devono poter scegliere la loro vita anche se non è quella che sceglieremmo per noi o che vorremmo per le nostre figlie? – abbiamo sentito una nostra stimata congenere dire cose eccessive perfino per Salvini – la furbizia mediorientale tipica della sua nascita – e soprattutto abbiamo girato il collo dai veri peccati di B.: frode fiscale, uso della politica a fini personali… E’ bello un Presidente del Consiglio che si circonda di giovani donne per cene eleganti? Sicuramente no, ma comportamenti volgari non sono un reato. Invocare lo Stato etico è tornare al medioevo dove i colpiti alla fine sono solo persone comuni. Sarebbe meglio smetterla con queste chiacchiere e pensare ai dolori del Paese

 

Auguri principesse

Come più volte ho scritto, per chi ha qualche anno e ha vissuto il momento indimenticabile del femminismo, dove indipendentemente dall’età dalla cultura dall’appartenenza ideologica e politica si era sorelle, rappresenterebbe una grande opportunità trasmettere alle nostre figlie quello che ci ha insegnato il femminismo: la compattezza di genere. Questo è il punto fermo per infrangere gli ostacoli posti dalla complicità tra maschi. Purtroppo capita spesso che le donne che riescono a imporsi per le loro capacità invece di promuovere le altre, quelle rimaste indietro, se ne dimenticano, come se temessero la concorrenza. Le donne che perdono la memoria delle donne, anche in politica e nei diversi schieramenti, prima o poi ci rimettono

http://www.uaar.it/news/2015/03/06/parita-tra-donne-uomini-nellunione-europea-andiamo-avanti/

Matrimoni

Finché si stringono in mano le ortiche non si sentono le punture. Il dolore inizia quando si allenta la presa. (Gertrude Stein)

Le persone moderate che non aspirano alla vita eterna accontentandosi di partecipare al meraviglioso ciclo della natura, hanno generalmente una maggiore attenzione alla memoria dei loro morti. Rinunciando all’idea di una vita eterna un domani forse chissà, fanno. Per ricordare Alberto Amodei – l’amico di via dei Cappellari che glossava argutamente le mie ore perse con il pittore Giancarlino “che con gli schizzi del pennello mi ha affrescato il portone e qualche giacca” – la moglie Rosanna gli ha dedicato un libro dove ripercorre la storia del loro legame affettivo: dal matrimonio alla nascita di Angelica, dalla separazione agli ultimi due anni durante i quali è stata al fianco di Alberto per vivere con lui la malattia. Rosanna che si occupa di salute benessere diete, in questo libro si misura con la solitudine della malattia, le cure palliative, l’affetto che è il respiro del malato. E quel tratto dei Cappellari abitato da un Emanuele metà restauratore e metà meglio non dire, dal gallerista pian dei Giullari, dallo studio di Giancarlino Benedetti Corcos… tutti a respirare con lei pensosa e tirata che andava dal suo Alberto.

Il libro, oltre a ricordarci un amico, ci consente riflessioni sul matrimonio (o sinonimo). Stare da soli è probabilmente più facile, ma se si riesce ad avere un rapporto di amicizia affetto complicità con qualcuno, si è invincibili. Specialmente quando si diventa un po’ più grandi  quando le cose si fanno più lente e tranquille, quando la memoria diventa una collaborazione.  L’importanza della costruzione di un rapporto così  fatto, si comprende quando già si sono spezzate diverse storie alle quali per pudore non si è dato seguito, o peggio per un ingiusto incidente o malattia si è persa la persona che avevo scelto come  revisore attento dei miei numerosi colpi di testa. Il giornalista del Corsera Paolo Conti, già autore di un buffo libretto che indaga sugli amori delle persone di mezza età e oltre avvalendosi delle numerose lettere dei lettori del suo giornale (quante cose interessanti pensano le persone comuni che non hanno bisogno di passare per belli), richiesto sul tema pensa che indagare sui matrimoni che non finiscono anche quando sono già finiti è una idea da coltivare. E’ bello parlare di  quelle persone che sono o sono state per noi l’estate.  

http://www.librimondadori.it/libri/e-sono-corsa-da-te-rosanna-lambertucci

http://www.hoepli.it/libro/batticuore/9788817079853.html

la pesciarola -giancarlino benedetti corcos

la pesciarola -giancarlino benedetti corcos