Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: novembre, 2013

Se niente importa

Giuseppe_Di_Vagno

Giuseppe Di Vagno? Un illustre sconosciuto. Il socialismo? Una parola che deve essere sostituita perché non c’è più spazio per le ideologie e figuriamoci per la memoria. È più o meno questo il senso di un emendamento (A. C. 1092) presentato dai grillini a un progetto di legge (relatore il socialista Marco Di Lello)  in discussione in questi giorni nella VII commissione della Camera, la commissione cultura, per l’“istituzione del premio biennale di ricerca Giuseppe Di Vagno per la conservazione della memoria del deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921″.

Alla parola socialista pare che i grillini siano insorti manco temessero il contagio della lebbra e abbiano chiesto con l’emendamento di “sopprimere le parole: ‘per la conservazione della memoria del deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921′”; “sopprimere la parola socialista”; “sostituire le parole socialismo con la cultura sociale, economica, ambientale”… Un intervento che segnala la straordinaria ignoranza di chi è stato destinato a una commissione dove ci si occupa di cultura e non di scontrini della buvette di Montecitorio

Ma tant’è, per i grillini ‘socialismo’ e ‘ cultura sociale’ sono la stessa cosa.

A sollevare il caso è stata l’onorevole del PD, Michela Marzano a cui va dato atto di aver raccontato l’accaduto sul suo blog. Commenta la deputata: “Fanno della fine delle ideologie uno dei loro cavalli di battaglia. Fanno della valorizzazione delle competenze una bandiera. Accusano tutti gli altri di essere corrotti, incompetenti, ladri e buffoni … e poi? Poi crollano sotto il peso delle contraddizioni e dell’ignoranza. Poi mostrano di che pasta sono fatti. Poi si ridicolizzano, ridicolizzando al tempo stesso le Istituzioni …” “Perché questo attacco? potrebbe dirmi qualcuno a questo punto, cominciando già ad insultarmi su twitter … prima ancora di aver finito di leggere questo post, oppure di aver capito quello che sto scrivendo dopo averlo letto …” “Loro – spiega la deputata – i magnifici colleghi del M5S, sono post-ideologi”, ma “ da quando in qua essere post-ideologici significa cancellare la storia? Cari colleghi del M5S, prima di fare prediche, riflettete per favore. Gli Italiani non si meritano quest’ignoranza e quest’arroganza …”

Commenta Riccardo Nencini, il segretario del PSI: “Per i grillini Giuseppe Di Vagno era un illustre sconosciuto e la parola ‘socialista’, un termine desueto e facilmente sostituibile con ‘cultura sociale’. Si comincia spulciando gli scontrini della buvette di Montecitorio e si finisce riscrivendo i libri di storia. D’altra parte non c’è da stupirsene perché la cultura del M5S non va più in là dei discorsi di Beppe Grillo, che com’è noto, sono rinomati per la profondità dell’analisi, la ricchezza dei riferimenti culturali, la purezza dell’eloquio.”

Redazione Avanti!

http://www.avantidelladomenica.it/site/ArtId__2459/523/434-Tiziana_Ficacci_-_Ma_nell_M5S_c_e_anche_l_antiebraismo-.aspx

http://www.ibs.it/code/9788860881137/

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Disuguaglianze inaccettabili

“In ogni sfera della vita pubblica di questo Paese – ha detto l’ex Primo ministro conservatore John Major – troviamo gente che ha frequentato scuole private o che è cresciuta in famiglie benestanti. Il nostro sistema scolastico dovrebbe permettere ai giovani di emanciparsi, non chiuderli nella classe dalla quale provengono. Abbiamo bisogno di loro, di ragazzi che possano utilizzare fortuna, intelletto e duro lavoro per sviluppare al massimo le loro potenzialità”. Questo in Gran Bretagna. E in Italia? La scuola per tutti e l’obbligo scolastico prolungato,  serve per cancellare lo svantaggio di partenza nelle condizioni sociali, la cultura come privilegio di pochi, le disparità di conoscenze come destino  inevitabile di una società che promuove il rango piuttosto che il merito. Perfetto no? E invece quelli che hanno i soldi, che sono spesso politici intellettuali e giornalisti, cioè la nostra classe dirigente, mandano i loro figli nelle scuole private lasciando agli altri la scuola sfasciata dequalificata svalutata.  Una scuola così cristallizza la divisione sociale favorendo quelli che con i soldi rendono eterno il proprio privilegio. E’ inevitabile chiedersi perché alcuni esponenti di partiti – che col collo torto magari votiamo pure – siano così incoerenti, tanto da scegliere per i loro rampolli costose scuole private-religiose. Quasi che la scuola non contasse più per la formazione, l’istruzione, la crescita, ma piuttosto rappresenti uno status symbol dove i figli delle elite non corrono il rischio di contaminarsi con la plebaglia. Che nonostante le croste noi (io in special modo) preferiamo. tf

16/10/10 – Nick Clegg, vice primo ministro inglese, è al centro di durissime polemiche, accusato principalmente di incoerenza.  Come è noto il politico LibDem si  dice ateo, e grazie anche a questa sua dichiarazione, percepita come una maggiore neutralità di giudizio, si è conquistato il voto dei musulmani* . Clegg, sposato con una spagnola cattolica, ha tre figli che ha battezzato, ma in campagna elettorale ha teso a interpretare questo fatto come un piccolo omaggio alla cultura della sua compagna. In Inghilterra i credenti – escludendo i musulmani – non sono tantissimi (si dichiarano tali solo il 10%)  e tra questi solo il 2% sono cattolici.  Una volta arrivato al governo l’ateo Clegg ha iscritto suo figlio al London Oratory, prestigiosissima scuola cattolica.  In Gran Bretagna le scuole cattoliche non sono come le nostre Villa Flaminia o san Giuseppe Demerode, dove l’unico requisito per essere accolti è avere un cospicuo conto bancario, ma viene richiesto agli studenti di appartenere ad una parrocchia di quartiere, con tanto di dichiarazione da parte del parroco, e la provata fede dei genitori. Come non bastasse  Clegg ha anche forzato sul domicilio, in quanto la scuola è a Chelsea, mentre lui e la sua famiglia abitano a Putney. E a Londra la ripartizione territoriale degli studenti  è rigidissima.  La scuola scelta dal vicepremier è considerata integralista rispetto ad altri istituti cattolici, gli studenti sono obbligati a pregare più volte al giorno oltre a frequentare la messa giornalmente. Gli insegnanti sono di livello altissimo, il che rende possibile un curriculum prestigioso per accedere alla fine del corso di studio ai più autorevoli college universitari.  I talk show, i giornali, ma anche gli elettori, stanno martellando Clegg perché dia spiegazioni credibili sulla scelta, che oltre ad essere incoerente sul piano etico mostra un eccesso di classismo, ahimè tipico tra i borghesi piccoli piccoli, quelli del vorrei anche se non potrei.  E’ molto interessante questa “curiosità” sulla vita privata dei politici.  Curiosare in questo privato qui, sarebbe importante anche nel nostro amato Paese.  Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Birminghan è la città con il più alto numero di musulmani: 170mila abitanti di fede islamica e 116 moschee. In questa città ha preso forza il Bnp (British National Party) e si è radicato il fondamentalismo pachistano. Qui Clegg ha preso molti voti

http://www.campedel.it/schede/262853.PHP

http://www.edizpiemme.it/libri/storia-di-una-professoressa

http://www.nessundogma.it/libro/cliteur-la-visione-laica-del-mondo/

MARIA MANTELLO – L’infeudalizzazione delle nostre coste

http://www.thefrontpage.it/2013/11/11/litalia-spiaggiata/