Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: ottobre, 2014

Elena Ceste

Tutto cambia tranne il cuore umano, dicono i vecchi saggi, ma si sbagliano (Denis de Rougemont)

Il 25 ottobre Elena Ceste avrebbe dovuto festeggiare il suo trentottesimo compleanno, però intorno a lei non c’erano i suoi figli con dolci e regali ma due anatomopatologi per l’autopsia. Mancava da casa da gennaio. Secondo il marito dopo una notte inquieta lei gli aveva chiesto di accompagnare i bambini a scuola, e al suo ritorno non c’era più, in terra i suoi abiti e gli occhiali da miope. Lui ha sempre raccontato che l’hanno portata via, un uomo forse. La televisione l’ha fatta a pezzi: aveva rintracciato compagni di scuola tramite facebook, con un paio si è vista, si è appartata in un luogo buio con uno, forse è stata ricattata per delle foto compromettenti, un film porno di sicuro, almeno due amanti. Era molto religiosa e anche il sacerdote è stato compulsato dai giornalisti e “lo sventurato rispose” che anche in confessione Elena non aveva proprio raccontato tutto secondo lui. Forse la donna non era soddisfatta del suo matrimonio? Forse i suoi sogni di ragazza non si erano avverati? Pare che non avesse confidato a nessuno le crepe che minavano la sua casa, men che meno ai genitori, nell’illusione che tacendo i fantasmi sparissero? O per non mettere in discussione quel che ci si aspetta da una mamma e una moglie? Per non svelare a nessuno che l’amore coniugale era tutta una bugia?  E’ possibile che una donna così giovane FOSSE  così impastoiata nelle convenzioni?  Può capitare di innamorarsi disamorarsi soffrire un po’…sembra che ci cada il cielo addosso, ma non è vero, resta al suo posto. Perché da piccole non ce lo spiegano mentre ci danno il biberon da succhiare? Perché per le donne è così istintivo regalare l’amore a chi non lo merita né lo capisce né ce ne vuole? In attesa dei risultati tossicologici si brancola nel buio e i salotti televisivi continuano a fare illazioni sul caso Ceste, senza commentare però che la donna era a meno di due chilometri da casa e nonostante le ricerche di cani molecolari polizia carabinieri volontari protezione civile non è stata trovata, così come successo per le piccole Yara Gambirasio e Sara Scazzi.  L’unica cosa sicura è che un’altra bella donna marcisce inutilmente sotto terra.

http://27esimaora.corriere.it/articolo/neppure-un-funerale-per-rayhnehe-i-suoi-organi-non-sono-stati-donati/

https://www.google.it/search?q=carrie+con+gli+abiti+da+sposa&biw=1024&bih=628&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=j0VGVPiJHNXtatiVgugD&ved=0CCAQsAQ

L’ex fidanzato della Boschi torna dal passato e si fa intervistare da Chi

pistoletto

pistoletto

Petite Chérie

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Incuriosita de sapé che c’era,/una Colomba scese in un pantano,/s’inzaccherò le penne e bonasera./Un Rospo disse: -Commarella mia,/ vedo che, pure te, caschi nel fango…/- Però nun ce rimango – /rispose la Colomba. E volò via.

“Tra la stucchevole e radical chic Leopolda e la piazza san Giovanni, come non stare con la piazza nonostante Camusso e compagni?” . Questa perfetta sintesi – secondo me beninteso – è del senatore Renato Brunetta. Acido e terreno come spesso gli accade, miele rispetto alle coltellate sferrate dalla Camusso e dalla vecchia nomenclatura , quella che sta bene come sta, al nuovo pd. E’ evidente che i lavoratori hanno sempre e solo ragione, ma veramente Camusso pensa che i lavoratori siano solo quelli che con notevole dispendio della Cgil sono arrivati a Roma con pullman treni navi e forniti di uno zainetto con cappellino e occhiali?  Quelli che hanno sfilato per le strade invocando l’articolo 18 ma che nonostante  beneficiari di quel comma raccontano storie di umiliazioni e brucianti sconfitte.  La piazza, come i talk show, ha bisogno di un nemico e Renzi con la sua sicura arroganza sembra perfetto. Addirittura le sue immacolate camicie bianche sembrano motivo di fastidio per la capa Cgil “noi sventoliamo i nostri abiti da lavoro” Deve essere perché non indosso una tuta che il sindacato non si è mai occupato di me, non ha mai preso in esame i miei contratti e i lenti pagamenti degli enti delle aziende dei giornali. Quei leader hanno convinto molti di noi che tra i miti hanno le conquiste dei lavoratori, che i sindacati difendono i privilegi e non i precari, i garantiti e non i disoccupati, gli strilli in piazza e non una idea (e una previsione)  come ci si aspetterebbe da un ente che si occupa di lavoro e ha uffici studi dedicati al tema.  Io voglio sperare che Renzi abbia idea di quello che fa, perché avere come slogan che il futuro è solo l’inizio di paura ne fa parecchia.  Che almeno riesca a spazzare via quelli che dicono che la sinistra è dove si siedono loro già sarebbe un passino in avanti. Spesso per andare avanti bisogna un po’ dimenticare quello che eravamo.

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/posto-fisso-non-pi-proclama-petto-fuori-balcone-87298.htm

http://www.huffingtonpost.it/2014/10/26/leopolda-fassina-renzi_n_6049858.html?1414339524&utm_hp_ref=italy

http://www.selpress.com/istitutotreccani/immagini/271014C/2014102727909.pdf

http://www.mtvnews.it/news/esteri/iran-donna-impiccata-ha-chiesto-in-testamento-di-donare-organi/

 

… a riveder le stelle

 

Conterò poco, è vero: diceva l’Uno ar Zero ma tu che vali? Gnente : proprio gnente. Sia ne l’azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcludente. Io, invece, se me metto a capofila de cinque zeri tali e quale a te, lo sai quanto divento? Centomila. E’questione de nummeri. A un dipresso è quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore più so li zeri che je vanno appresso. Trilussa,1944

La base dei Cinquestelle condivide le idee xenofobe di Grillo sui clandestini? E le epurazioni comunicate con tre righe dal blog? Restano a galla solo quelli che non disturbano i manovratori Grillo e Casaleggio. Secondo il giornalista Marco Imarisio si salvano “gli obbedienti e sottomessi, loquaci solo per sparare innocue castronerie”. Quel che oggi si vede è che da quel Movimento, dal quale doveva nascere la nuova classe politica che avrebbe soppiantato la casta corrotta e sprecona, sembrano uscire solo “polli da batteria”.

Bonus bebè

Considerato il nulla esistente anche gli 80 € promessi alle mamme per tre anni sono un successo. Soprattutto se ricordiamo il recente passato in cui una parlamentare del pdl oggi ncd raccontava che gli aiuti alle donne sole non andavano bene perché danneggiavano la famiglia (sic). Ma le donne che hanno un bambino avrebbero bisogno dell’aiuto per qualche ora di un infermiere specializzato per assistere il neonato. Non tutte hanno una nonna una zia una tata che le guida in un momento così complesso. Le mamme avrebbero bisogno di bonus per baby sitter che gli consentano di avere del tempo per sé. Soprattutto le mamme avrebbero bisogno di avere l’asilo nido e  non pagarlo (anche per dare un senso alle tasse che paghiamo)

Anastasia-Chernyavsky-nuda-figli

Sul matrimonio

 Mentre, una notte, se n’annava a spasso, la vecchia Tartaruga fece er passo più lungo de la gamba e cascò giù co’ la casa vortata sottinsù. Un Rospo je strillò: Scema che sei! Queste sò scappatelle che costeno la pelle… Lo so, rispose lei, ma prima de morì vedo le stelle.(Trilussa)

Ha ragione il sindaco Marino quando dice che qualunque atto può annullare un pezzo di carta , ma nessuno può cancellare lo stupore di sabato 18 ottobre al Campidoglio. Anche per chi come me ha visto la sala piena di coppie con i loro figli gli amici e i parenti festanti solo in tv e sui giornali, c’è stata l’illusione di vivere in un paese normale. Per poco però, perché la piazza del Campidoglio, di cui con tutta evidenza non comprendono neanche la bellezza né conoscono la storia dell’imperatore Marco Aurelio sotto a cui si sono raccolti, era macchiata da chi non vuole il benessere la felicità la normalità per chiunque, ma rivendica solo per sé la ragione. Ai fanatici senza idee ma col manganello, senza nessuna sorpresa si sono uniti i neri corvi della Cei, mostrando che il papa nuovo non è che una illusione. Gerarchie ecclesiastiche come il ministro dell’Interno, che vivono “nel corrosivo sconforto di un uomo che una volta era al centro delle cose e ora sono al centro di nulla”

Qualche tempo fa, non ricordo nemmeno dove, scrivevo che Israele, tra i primi paesi a riconoscere le coppie omosessuali consentendo l’adozione, probabilmente era stato facilitato dal fatto che l’unico matrimonio in quel Paese è religioso. Ma essendo a maggioranza laica ha dovuto provvedere a una legislazione sull’unione civile che ha spianato la strada alle coppie omosessuali. Naturalmente, come sempre se non si parla male di Israele i lettori del Paese cattolico insorgono, sono stata subissata di improperi per aver citato lo Stato ebraico che consente solo matrimoni religiosi. In realtà la semantica conta, se vediamo scannarsi i partitocrati e la Chiesa romana sulla parola matrimonio dimenticando quel che è: un semplice contratto. Personalmente credo che sarebbe meglio che l’unione omosessuale non si chiamasse matrimonio, vocabolo che sconsiglio anche agli etero che scelgono il civile, cioè l’unico che conta e che lo Stato italiano per via del concordato che dovrebbe abolire consente a malmostosi preti di leggere gli articoli del codice dall’altare. Nuovi diritti lontani dalle religioni che possono tenersi stretta la parola escludente. Vediamo in questi giorni in cui il Sinodo sulla famiglia cattolica apre qualsiasi tg quanto indietro siano nel riconoscere i cambiamenti della società, si tenessero pure i vecchi vocaboli. Lo Stato non deve decidere se l’omosessualità è un vizio schifoso o uno dei tanti modi in cui si esprime la sessualità, ma deve soltanto prendere nota che è un fatto che riguarda molte persone e deve garantire che chi lo desidera possa sistemare le questioni col suo partner, cioè possa amarla/o e contemporaneamente riversargli la pensione e lasciargli la casa senza i nipoti di centesimo grado a rivendicare denari. .C’è solo da sperare che Renzi non si faccia mettere i piedi in testa dai pretacci – cosi neri contro la Patria e la modernità come scrive il poeta romano – e si sbrighi con questa legge possibilmente chiamandola in italiano. Non resta che sperare che non succeda come a Prodi nel 1996 che aveva preparato un disegno di legge (Dico). La Cei intervenne volgarmente nel fiacco dibattito addirittura affermando “nessun politico che si proclami cattolico può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società”. Prodi rispose che era un cattolico adulto, ma il solito Max D’Alema* fu lesto a fargli la cianchetta approfittando del malefico Ruini. Come scrive Sergio Romano “l’intervento della Cei ebbe un duplice effetto negativo: privò l’Italia di una legge utile e dimostrò che il suo sistema politico poteva essere paralizzato da una interferenza ecclesiastica”. Vedremo Renzi cosa farà, mentre i sindaci è giusto che continuino a testimoniare con atti di disobbedienza civile, conferendo alle coppie un minimo di identità amministrativa. E anche, perché no, rendere ancora più ridicolo l’inutile Alfano (già servo sciocco di una stella cadente).

*il frutto non cade mai lontano dall’albero. Come dimenticare che l’orrido baffino è l’erede di quel Togliatti che volle l’articolo 7 osteggiato dai socialisti.

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-10-20/2014102028629880.pdf

Le famiglie numerose

Nella manovra economica sono previsti sgravi per le famiglie numerose. Ma sono poche per fortuna e non solo per quello che costano a tutti quelli che hanno saputo dare una regola alla propria vita. Un ricordo sempre per Alemanno – incredibilmente ancora in circolazione – che da sindaco di Roma e da fascista, propose di aumentare la pressione fiscale sui singoli e sulle coppie con pochi figli a favore della famiglie numerose.

Tra la prima e la seconda guerra mondiale il declino della fecondità in Europa fu motivo di preoccupazione per i politici che vedevano sia una causa che un sintomo del declino dell’Occidente. In quegli anni nacque l’interesse per una nuova scienza, la demografia, che studiava l’andamento della popolazione. La prima politica demografica di ampio respiro venne da un paese che da poco aveva iniziato a conoscere la denatalità, l’Italia. La precocità di questa politica venne accelerata dall’instaurarsi della dittatura fascista; “la forza è nel numero”, era lo slogan mussoliniano che esigeva la crescita della popolazione insieme all’indottrinamento politico e ideologico. Per prima cosa si cercò di imporre alla popolazione italiana un modello demografico, esortando ad una maggiore fecondità e alla migrazione verso particolari destinazioni, scoraggiando, anzi vietando del tutto, la contraccezione e l’aborto. La politica demografica fascista piacque alla Chiesa: le due istituzioni si trovarono d’accordo sui mezzi impiegati per aumentare le nascite, specie quando, dopo gli accordi dei Patti Lateranensi, la neonata struttura per la tutela della maternità e l’infanzia (Onmi), venne, di fatto, appaltata al clero. Come ci racconta la storia della popolazione italiana, il fascismo non riuscì a bloccare la scelta delle donne di regolare la dimensione della propria famiglia, così come pochi decenni dopo, la Chiesa romana non la spuntò con la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. In sintesi estrema il controllo della sessualità riproduttiva delle donne è il cardine delle dittature.

Nel regno di Vladimir Putin dove secondo le proiezioni demografiche i russi tra venti anni saranno poco meno di 100 milioni, è in corso una campagna che ha stanziato 10mila dollari per il secondo figlio in bonus per l’istruzione. Oggi, la russa che desidera abortire, deve firmare un modulo che la informa dei rischi che potrebbero verificarsi per la salute fisica e psichica, e negli ospedali gli assistenti sociali dissuadono dall’intervento. L’incesto e lo stupro sono le uniche cause che consentono l’accesso gratuito all’intervento. Alla Duma è stata depositata una proposta di legge di deputati nazionalisti che vorrebbero equiparare l’aborto ad un reato penale, esattamente come ai tempi di Stalin. L’URSS, che era stato il primo paese a liberalizzare l’aborto, lo riammise soltanto con Krusciov (’54-’64), e diventò, vista la mancanza di altri metodi, un contraccettivo. Una donna nel corso della sua età riproduttiva abortiva sette–otto volte (ma anche di più) in condizioni disumane. Con Gorbaciov (’85-’92) venne imposta l’anestesia, sconosciuta per la gran massa delle donne, e la signora Raissa Gorbaciova diede impulso a ong, anche straniere, per l’educazione alla contraccezione. La Romania di Ceausescu mise in atto una delle più criminose politiche demografiche nell’Europa moderna. Le donne erano sottoposte periodicamente a visita ginecologica per individuare aborti clandestini. Senza successo però, non riuscendo a modificare la volontà delle romene. Testimonianza preziosa è il duro film di Mungiu (Quattro mesi, due settimane…) che ha ricevuto a Cannes il Prix de l’education (assegnato dal ministero dell’Istruzione e per questo il film è stato visto durante l’anno scolastico in tutte le scuole francesi). In Cina fino a due anni fa, le donne erano obbligate a un solo figlio in città, due nelle campagne, oggi si chiude un occhio su un figlio in più. Nel 2007 l’ex rivoluzionario Daniel Ortega per riconquistare la presidenza in Nicaragua recepì il bando all’aborto voluto dalla Chiesa e accolto dall’ex papa Benedetto XVI. Qualcuno ricorderà  come quel paese fu profondamente scosso dalla morte per emorragia di una giovane donna alla quale fu rifiutata l’interruzione di una gravidanza extrauterina perché i medici erano stati minacciati di essere radiati..Circa 70 paesi ancora oggi vietano l’aborto, anche se è permesso, o si arriva ad uno strappo, in caso di pericolo di vita della donna. In Italia la legge 194 prevede l’aborto in caso di pericolo per la salute fisica e/o psichica. Inoltre contempla l’obiezione di coscienza dei medici e del personale coinvolto nell’intervento (anestesisti, infermieri, portantini). Una legge frutto dell’ipocrisia italiana, ma che, nonostante i suoi limiti e i continui attacchi partitici e clericali, la forza delle donne ha trasformato in un successo.

Elogio del compromesso

Per sopravvivere al fanatismo bisogna imparare a mediare. Di più, a volte è opportuno arrivare al compromesso che non è la deviazione dai propri ideali e principi, ma comprendere le ragioni dell’altro, rinunciare a un pezzetto di qualcosa e continuare a camminare, perché senza mediazione c’è solo la morte la fine il nulla. I fanatici presumono di essere migliori di avere ragione di sapere la verità e vorrebbero – per enorme altruismo? – avere un mondo perfetto dove tutti pensano uguale.  Nel mondo di chi discute c’è spazio per i diritti di tutti, anche quelli di chi vuole mangiare a crepapelle e sprezzantemente è chiamato cicciabomba.

https://liberelaiche.wordpress.com/2013/08/21/atti-contro-natura/

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_ottobre_12/nozze-gay-marino-sabato-effettuero-trascrizioni-965f7036-521c-11e4-b208-19bd12be98c1.shtml

Il bicchiere mezzo pieno

Quando un pesce viene preso all’amo si dimena sguazza s’agita. Ad un occhio esterno sembrerebbe avere una gran vitalità, ma l’amo lo sta già soffocando, e quelli sono i suoi ultimi attimi di vita. Il ministro dell’Interno assomiglia a quel pesce. Emette ordinanze chiedendo ai prefetti, che il presidente del Consiglio ha dichiarato di voler eliminare, di agire sui sindaci. Fa la voce grossa dichiarando cosa è il matrimonio secondo la Costituzione, ma se siamo in Europa e nel mondo bisognerà pure fare qualche aggiustamento camminando con le persone. Renzi dovrebbe approfittare della momentanea apertura o confusione di Silvio in love per varare presto quanto di più simile ci sia al matrimonio anche per le coppie omosessuali.

Gran vitalità anche nel sinodo sulla famiglia, ma pure là vale la storia del pesce morente. Approfittando dell’empatia che è riuscito a stabilire con i media il papa propone aperture prima che tutti i buoi escano dalle stalle. Un problema che il pastore argentino conosce bene: in America latina infatti i cattolici sono tallonati dagli evangelici, e anche da noi molti si dicono cristiani piuttosto che sudditi della Chiesa di Roma, denunciando chiaramente che il bubbone non è teologico ma è nello strapotere e cattivi comportamenti delle gerarchie. E’ anche per questi cattolici che se domani uscisse un giovane rottamatore (probabile che alla sx sfuggirà pure questo treno) che nel suo programma elettorale annunciasse di tagliare tutte le regalie alla Chiesa perderebbe si i favori delle gerarchie ma non quello della popolazione. E sono di più, ed è finito anche il tempo dei cretini che per paura di non risuscitare vota come dice il prete. 

Forza Francesca…

Whoopi Goldberg sulle nozze gay: «Arriveranno che vi piaccia oppure no»

http://www.uaar.it/news/2014/10/09/violenza-negli-occhi-chi-guarda/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=violenza-negli-occhi-chi-guarda

Don’t feel the troll 2

 

Perfino nello spot che ricorda i 90 anni della radio la rai ha deciso di aprire con il papa (Giovanni XXIII e la carezza ai bambini) e chiudere con il papa (Francesco che invoca la pace). Veramente esagerato lo spazio dedicato dalla rai e da tutti i media vaticaliani al sinodo sulla famiglia. La gran rivoluzione annunciata sembrerebbe considerare non più abominevoli cose che sono pacifiche nel mondo normale e perfino in seno a tante comunità di fede. Purtroppo i tanti talk hanno evitato di parlare del caso del vescovo detenuto in Vaticano per pedofilia (dopo l’aut aut delle Nazioni Unite). La rai in particolare avrebbe potuto assolvere al suo dovere di servizio pubblico informando i genitori sui rischi che i loro figli potrebbero correre frequentando i religiosi, così come si mettono in guardia su tutte le caramelle offerte dagli sconosciuti. Invece, di questo caso non si parla più e anche i cani hanno compreso che il furbo gesuita travestito da mite francescano ha ordinato l’arresto perché lo scandalo non poteva essere parato. Silenzio su quel caso, meglio portare l’attenzione sulla comunione ai divorziati! Finita la guerra fredda (?) lo scontro tra civiltà è la caratteristica principale del nostro tempo?  Per evoluzione intendo la mia, non quella di chi deve richiamare il suo gregge a non maltrattare gli anziani e i migranti. A tutt’oggi il mondo cattolico è incompatibile con la modernità. Servirebbe che l’informazione non alimentasse i troll . Ma per conquistare visibilità il folletto cattivo che abita i boschi di chi non ha idee si addice alla perfezione ai media di regime!

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-10-07/2014100728519772.pdf

Nobel: per i bookmaker Papa Francesco favorito per la Pace

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-10-07/2014100728521221.pdf

http://www.huffingtonpost.it/2014/10/07/sentinelle-libri_n_5943806.html?utm_hp_ref=italy

il negozio hm in via del corso, roma

il negozio hm in via del corso, roma

Don’t feel the troll

 

Per rendere omaggio a san Francesco, dichiarato nel 1939 patrono d’Italia, il presidente del Consiglio si è recato ad Assisi. Tra gli altri rappresentanti istituzionali il sindaco di Roma e il presidente della Regione Lazio che hanno accompagnato l’olio laziale che terrà accesa la lampada in onore del santo per tutto l’anno. Questi tre altissimi rappresentanti dello Stato italiano si sono ben guardati dal fare un secondo di presenza alla Breccia di Porta Pia il 20 settembre. Ci chiediamo perché l’Italia non va, la risposta più semplice è che forse non l’amiamo. Non ricordare il 20 settembre – e aver cancellato perfino dalla memoria dei testi scolastici il brevissimo ma luminoso capitolo della Repubblica Romana – quasi che quella data fosse vissuta come una frattura,  mostra aperta ostilità verso lo Stato e le sue leggi, e si alimenta anche dei rancori “coltivati dai preti in tante prediche domenicali e allusioni nel resto della settimana”.  Renzi Marino Zingaretti sono andati a rendere omaggio alla terza Camera italiana. Quella accanto a Montecitorio e a Palazzo Madama composta da più di 300 vescovi, finanziata dallo Stato attraverso l’8 per mille e mille altri modi, e sostenuta da quotidiani settimanali rai. E’ evidente che i rappresentanti della Chiesa cattolica hanno la libertà di intervenire su tutto come preferiscono invece che parlare di spiritualità come ci si aspetterebbe da una fede religiosa, ma solo se restano una voce, anche autorevole,  tra le altre. Questo però presupporrebbe che fossimo veramente uno Stato liberale.

Anche della famiglia è importante parlare, quotidiani settimanali rai ne parleranno perché c’è il Sinodo dei vescovi. Perché riconoscono , oggi, solo la famiglia come Chiesa comanda

E’ opinione corrente che gli italiani sono convinti che la famiglia sia un valore. In effetti il nostro è il paese più familista dell’Occidente: più che in altri paesi ci si fa carico dei genitori anziani e i figli fino a tardi rimangono a casa. I divorzi, sebbene in aumento, sono al livello più basso in Europa, così come i bambini nati fuori dal matrimonio o da madri sole. Sembrerebbe un quadro idilliaco che potrebbe pure piacere al signor papa, ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti sono le donne che portano il peso di anziani, anziani fragili, figli che non se ne vanno da casa, nipotini. A mantenere subalterno il ruolo delle donne concorrono perfino i sindacati (come i partiti muffiti e stantii, niente a che vedere con le lotte del mitico Di Vittorio ma anche il più contemporaneo Lama) che non hanno mai dato il loro contributo di idee né per coniugare lavoro e servizi, né per equiparare l’età della pensione a quella dei maschi, cristallizzando il genere femminile al ruolo di Cenerentola per di più con la pensione bassa per i minori contributi versati .  L’Istat dice che più del 70% del lavoro domestico e di cura resta a carico delle donne e questa ovvietà non ha mai turbato più di tanto la partitocrazia che pure si ingozza di quote rosa, una espressione che almeno per rispetto della lingua dovrebbe essere ritoccata in quote di genere. Ma, per uscire dalla retorica e dai quadretti oleografici di cui faremo scorpacciate nelle giornate del sinodo sulla famiglia bisogna raccontarsi la verità.  E’ vero che la famiglia deve essere sorretta, ma invertendo l’esistente. E’ vero che i giovani attribuiscono valore ai legami famigliari, ma non è più sopportabile che se una coppia – o una donna – desidera un bambino deve incatenarsi ai nonni perché il nido non c’è. Due terzi dei giovani pensa che sia più opportuno convivere piuttosto che sposarsi, oltre il 20% ritiene il matrimonio un istituto superato e la metà delle donne sotto i 35 anni non ritiene indispensabile avere figli, mentre l’altra metà rifiuta che la maternità sia un dovere ma piuttosto una scelta che si può procrastinare fino ai 40-45 anni.  In uno Stato normale (ci piacerebbe poter dire liberale) le politiche devono assicurare che ogni cittadino realizzi il tipo di unione/famiglia che desidera, e, è appena il caso di ricordarlo, il genere non può essere un ostacolo al dispiegamento delle libertà di ognuno come vuole la politica. Ed è famiglia anche chi decide di vivere da solo. Ben sette milioni di italiani fanno questa scelta, e in tutte le fasce di età. Naturalmente tra loro anche vedovi/e  che, talvolta, hanno una fragilità sociale che non deve essere ignorata. (e per la mia esperienza i singoli sono persone molto meno egoiste e grette di chi vive in due). Il Sinodo sulla famiglia sarà l’ennesima occasione per i media vaticaliani di raccontare una famiglia che non c’è più. La grideranno a gran voce in nome del “diritto naturale” e magari convinceranno pure qualcuno. Servirebbe che la classe dominante non alimentasse i troll. Ma per avere un po’ di visibilità il folletto cattivo che abita i boschi di chi non ha idee si addice alla perfezione a chi dirige!

http://www.giornalettismo.com/archives/1624025/populismo-debole-monsignor-galantino/

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-10-06/2014100628514336.pdf

 

se non ci vedi metti gli occhiali

se non ci vedi metti gli occhiali