Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: novembre, 2014

Dirselo

“Bisogna sapere che nel Paese dei Barbagianni c’è un campo benedetto, chiamato da tutti il Campo dei miracoli. Tu fai in questo campo una piccola buca e ci metti dentro, per esempio, uno zecchino d’oro. Poi ricopri la buca con un po’ di terra, l’annaffi con due secchie d’acqua di fontana, ci getti sopra una presa di sale, e la sera te ne vai tranquillamente a letto. Intanto, durante la notte, lo zecchino germoglia e fiorisce, e, la mattina dopo, di levata, tornando nel campo che cosa trovi? Trovi un bell’albero carico di tanti zecchini d’oro quanti chicchi di grano può avere una bella spiga” (C.Collodi, Le avventure di Pinocchio, cap. 18)

I recenti raid punitivi nelle degradate corrotte abbandonate dispari periferie romane (nei campi rom che non dovrebbero esistere secondo l’Ue e come sottoscritto dall’allora ministro dell’Interno Maroni nel 2012 e con un campo nuovo di zecca per poche persone costruito e gestito da un collaboratore dell’ex sindaco Alemanno) e per centri di accoglienza per i rifugiati (gestiti da sant’Egidio come spesso accade a Roma, il primo ente appaltatore delle miserie umane che rendono) avrebbero bisogno di parole giuste. La cronaca italiana di questi anni è prodiga di episodi più o meno gravi che recano un indubbio stigma razzista.  La donna che si è inventata uno stupro da un nero, poi derubricato a molestie da parte di un romeno (comunque grave) è una roba intrisa di pregiudizi, e le persone che hanno partecipato al pogrom hanno agito al posto di istituzioni che ritengono inefficaci. Sono episodi gravi, ancora più pericolosi in un periodo di dura crisi che nutre rancori, invidie, tabù. La timidezza nel denunciare a piena gola il razzismo montante, fare finta di non vedere che certi episodi sono pane e companatico per l’affermazione di leader alla testa di squadracce, è una forma di complicità (e grazie agli abitanti dell’Infernetto che non sono andati al corteo fatto nel loro quartiere da casa Pound e da Borghezio). Non è un segno d’amore negare che il nostro Paese ha coperto e approvato secoli di antigiudaismo cattolico, ha praticato un colonialismo feroce e predatorio, e, negli ultimi decenni, ha emanato leggi e circolari discriminatorie e meschine nei confronti dei migranti. Nessuno di noi ama sentirsi dire che è razzista, ma se ci facessimo un breve e sincero esame, ci renderemmo conto di quante preclusioni abbiamo. Soprattutto nei confronti degli zingari rom nomadi sinti, (lo 0,3% in Italia)  anche se è caricaturale sforzarsi di usare la definizione giusta per citarli quando da destra a sinistra si pensa che siano un popolo di ladri. Nei loro confronti è viva una forma di razzismo etnico: è ovvio che ci sono zingari onestissimi, ma a nessuno frega niente, i rom sono un problema sociale che va estirpato, non meritano né un futuro né hanno diritto a poter sperare in una vita alternativa per sé e i loro figli, e infatti li mettono nei campi e la nostra classe dominante non si prende neanche la briga di richiedere i fondi a loro destinati dalla Ue come hanno fatto in Spagna Francia Germania dove per l’appunto non esistono campi ma case. I nazisti sterminarono gli zingari e gli ebrei insieme, perché razze inferiori neanche buone per la sudditanza ma solo per la morte. Della Shoah gli ebrei hanno – con fatica e negazione dei più – testimoniato, del Porrajmos manca pure la memoria. Quelli tra di loro che ce l’hanno fatta, cercano di farlo dimenticare che appartengono a quell’etnia lì (dal calciatore al deputato all’attrice al ricco circense).  Non ci porta nelle strade il fuoco che viene usato per mandarli via: per loro mai una parola, neanche da quei capipartito e capisindacato che non perdono una piazza. Anche la Chiesa cattolica (che lucra su miserie per mantenere lo status quo), che ha la superbia di affermare che protegge gli ultimi e che sulle etnie non ha mai scherzato, ripete, per silenzi reticenze e tardive prese di posizione, le pagine più schifose della sua storia: antisemitismo, pedofilia, complicità con le dittature, furto. E un papa chiacchierino non fa primavera! I media di regime, come sempre volenterosi carnefici, non risparmiano caratteri cubitali: importanti giornali (e giornalisti) avallano che se a Roma l’Atac non funziona e le strade sono lerce e i conti sono rossi è perché spendiamo per gli zingari (che sono e restano sempre lo 0,3% in Italia). E ancora, cosa è la faccia feroce ostentata dal risibile Alfano (che ha battuto i pugni in Europa per non restare dietro a Meloni e Salvini) ai giovani nordafricani che sbarcano in massa sulle nostre coste per poi andare oltre? Eppure l’Italia potrebbe esibire un volto gentile a quei giovani disperati, esaminare le posizioni di ognuno, accogliere gli aventi diritto e rimpatriare gli altri, mostrando un paese accogliente ma rispettoso delle leggi, mentre si  preferisce gridare all’invasore e farsi invadere per insipienza legislativa.

E’ meglio abbandonare il mito degli italiani brava gente. E l’unica strada è riconoscere quanto sbagliamo quando giudichiamo e parliamo con superficialità e ignorando la compassione. Non dirsi le cose sgradevoli ci porta nel baratro. Pubblico e privato.

A voi,

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-11-28/2014112828957932.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-11-28/2014112828956817.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-12-04/2014120428955981.pdf

http://www.huffingtonpost.it/2014/11/26/matteo-salvini-leader-lega_n_6223940.html

http://www.uaar.it/news/2014/11/27/bbc-parla-debaptism-italia-sbattezzo/

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_27/policlinico-solo-medici-obiettori-stop-interruzioni-gravidanza-53a771c0-7644-11e4-8593-6ac58034c3d7.shtml

L’autunno di Nichi

via degli Zingari, rione Monti

via degli Zingari, rione Monti

Il passato è il prologo

 

Avete presente Mario Monti presidente del Consiglio? Pare che nessuno lo ricordi con benevolenza, eppure gli italiani – i romani soprattutto – hanno un motivo per ringraziarlo, perché con pacatezza e buonsenso decise che il nostro Paese non doveva concorrere per le Olimpiadi. Raccontò di come i giochi di Atene misero uno scivolo all’enorme voragine greca e come il premier Cameron gli confidò degli sforamenti dei costi previsti per quelle di Londra, anche a causa degli appetiti famelici dei comitati olimpici, il Cio. Di mio aggiungo che non è compatibile con la modernità pensare che lo sport competitivo abbia un ruolo prioritario nella società. E’ insopportabile che le istituzioni abbraccino e solidarizzino continuamente con i viziati ginnasti, garantiti atleti di Stato come nella Urss e nella Ddr carabinieri finanzieri guardie carcerarie pagate per gareggiare (e che sono anche testimonial di marchi di lusso ballerini modelli presentatori deputati e non esitano di chiedere di detassargli i premi che in altri Paesi non esistono), persone per le quali un decimo di secondo fa la differenza, non sono certo un bell’esempio da indicare ai nostri figli. Il giorno dopo la decisione di Monti i romani acciaccati nella metro e nei bus tiravano gran sospiri di sollievo per lo scampato pericolo. Secondo i politicanti e i media di regime invece, va forte l’idea che l’italiano ha bisogno dello sport per vivere, spasima per lo stadio nuovo con relativa colata di cemento (tra l’altro a Roma è stata individuata una zona che ha criticità idrogeologiche), tutta roba che serve come l’acqua minerale nelle bottiglie di plastica quando c’è il rubinetto di acqua pulita e fresca. Inutile ricordare che Roma le Olimpiadi le ha avute (nel ’60, altri tempi, dove magari se magnava ma con meno ingordigia) e recentemente quelle invernali a Torino e quindi l’Italia ha già speso. Tutti i grandi eventi – mondiali di calcio mondiali di nuoto – hanno lasciato imbarazzanti cadaveri nelle nostre città, anzi gli scheletri dei manufatti hanno danneggiato le sfortunate case circostanti. Anche se, per la verità, rimane la curiosità di come i nostri politici sognanti accoglierebbero le eventuali opere che in genere si fanno in queste occasioni. A Roma ad esempio ancora ci sono quelli che non digeriscono il bell’Auditorium e la copertura dell’Ara Pacis e hanno tagliato le gambe alla Nuvola nei rimpalli tra sindaci. Chissà come si strapperebbe le penne la classe dominante romana col codazzo dei scrivani di regime. Proviamo a pensare cosa direbbero davanti a The Eye-full Tower (the Orbit), torre scultura di Anish Kapoor e Cecil Balmond inaugurata per le Olimpiadi di Londra. The Orbit è una audace costruzione firmata da Kapoor, uno tra i maggiori scultori contemporanei, e Balmond prestigioso strutturista, una torre alta 115 metri in tubi di acciaio rosso in cui si accede da una porticina che da una idea claustrofobica della salita verso l’alto. Si staglia sullo skyline londinese rivaleggiando con il Big Ben (la Clock Tower rinominata Elisabeth Tower per volontà di Cameron, Clegg e Miliband all’indomani del giubileo di diamante della regina) e il Millennium Dome. Simbolicamente assimilabile alla Torre Eiffel , ma anche somigliante alla Torre di Babele dipinta da Bruegel il Vecchio nel 1563 (a Vienna nel Kunsthistorisches Museum) , o alla torre di san Pietroburgo progettata da Vladimir Tatlin dopo la Rivoluzione d’ottobre (1917), e il cui modello è stato esposto a Roma presso il museo dell’Ara Pacis durante una bella mostra sulle Avanguardie russe. Per avere una più chiara idea di The Orbit (115 metri) è bene sapere che la Tour Eiffel è alta 324 metri, la Piramide di Giza 138, la Statua della Libertà 93 e il David di Michelangelo 5. E’ evidente che the Orbit che ho visto a Londra (dopo la fine delle Olimpiadi) a me è piaciuta molto, ma a Roma sicuramente coprirebbe qualche chiesa con l’ombra e qualche sindaco ubbidiente proporrebbe di buttarla giù. Un altro motivo per non fare sogni stupidi sui giochi.

https://www.google.it/search?biw=1034&bih=875&tbm=isch&source=univ&sa=X&ei=p5J1VLL_Mo7A7AblpYGgAg&ved=0CCAQsAQ&q=Link%20the%20Orbit%20torre%20scultura%20di%20Anish%20Kapoor%20e%20Cecil%20Balmond

http://www.huffingtonpost.it/catherine-deneuve/essere-donna-bello_b_6225818.html?utm_hp_ref=italy

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-11-27/2014112728948081.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-11-27/2014112728954141.pdf

 

Tempesta sul divorzio lampo

Come prevedibile il Senato ha accolto spaccandosi (l’Ncd sdegnosamente scandalizzato, trenta obiettori del Pd…) il divorzio senza il lungo periodo di separazione, così come avviene nel resto dell’occidente. Il rapporto di coppia è forse uno dei più significativi per la vita di una persona, l’unico comunque che ci scegliamo liberamente, diversamente dai legami che abbiamo con la famiglia e con i figli. Anche nel più futile dei fidanzamenti c’è l’idea che sarà per sempre, ogni matrimonio che si celebra è per l’eternità, ma siccome non siamo perfetti come ci vediamo nei sogni capita che non è così. Le rotture sono quasi sempre dolorose, umilianti come tutti i progetti che non riusciamo a portare a termine. E’ importante per questo che il momento della separazione sia il più veloce possibile, un bel taglio netto per buttare giù l’edificio cadente, e poi con calma senza spade che ci pendono sulla testa rimuoveremo le macerie per ricostruire. Il lungo periodo di separazione – sostengono quelli che divorzierai con dolore – servirebbe per riflettere (lo Stato etico ci vede eterni bambini che devono essere guidati) e magari arrivare ad una riconciliazione. In realtà questo periodo esaspera i due protagonisti della coppia che non si sentono liberi di poter entrare in una fase nuova della vita. Poi ci si divorzia e se si è intelligenti e fortunati si arriva a comprendere che l’amore si trasforma ma non finisce. Però questo non c’entra con la legge.

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Family Act

 

L’Ncd, il raccogliticcio partito di Alfano, incredibilmente ministro dell’Interno, pretende che la famiglia sia al centro della rivoluzione fiscale. Ad oggi nessuno si è mai sognato di attaccare le famiglie, se non forse la crisi economica che mozzica i polpacci anche di anziani soli e di singoli che, chissà perché, da alcuni partitocrati sono percepiti come gaudenti con la coppa dello spumante in mano. Invece, come è noto a chiunque non indossi gli occhiali del pregiudizio, le persone sole pagano già più dei nuclei famigliari oltre a dare per servizi che non utilizzeranno mai (ad esempio le scuole). Ma non solo soldi, anche più peso elettorale. Infatti, per bocca di Sacconi, l’Ncd richiede che chi sia titolare di una famiglia numerosa possa avere un voto in più per ogni figlio minore. La qual cosa al momento sembra una sciocchezza e basta, ma bisogna sempre tenersi pronti al peggio. L’entusiasmo per la crescita demografica che dovrebbe secondo i nobili proponimenti dell’Ncd salvarci anche dalle contaminazioni degli immigrati sembrano riecheggiare un periodo storico nefasto e, ahimè, vicino. Come scriveva Giuseppe Bottai, ministro dell’Educazione nazionale e energico propugnatore della politica razzista : Era naturale e logico, era necessario che, dopo aver considerato l’aspetto “quantitativo” del problema e tracciato il piano della battaglia demografica, la politica del Duce passasse ad impostare e definire l’aspetto “qualitativo” dello stesso problema, ora che con la creazione dell’Impero la razza italiana è venuta in contatto con altre razze e deve perciò essere tutelata da ogni pericolosa contaminazione di sangue

https://liberelaiche.wordpress.com/2014/10/22/bonus-bebe/

https://liberelaiche.wordpress.com/2014/10/18/le-famiglie-numerose/

 

Cambiamenti?

 

Il papa ha annunciato che andrà a Torino per l’ostensione della sacra sindone. Il tessuto è quello regalato dai Savoia alla Chiesa e che si presume sia stato il sudario dove fu avvolto Gesù. Appartenendo all’irrazionale le reliquie i miracoli i santi… sono cose inutili da discutere. Chi crede crede. Però la storia della sacra sindone è un po’ imbarazzante per un paese come il nostro che si vanta di avere un patrimonio storico e archeologico tra i più importanti al mondo. Nel 2009 poi c’è stata la parola definitiva su questo tessuto. Nello scavo di una tomba al Campo del Sangue, l’orto di Gerusalemme che Giuda comprò con i famosi trenta denari del tradimento secondo il racconto dei vangeli, è stato trovato un sudario dell’epoca di Gesù: La squadra di archeologi israeliani, americani e canadesi, che li ha studiati a lungo, è arrivato a una conclusione: “è un tessuto a trama molto semplice, ottenuto con l’uso soltanto di due fili intrecciati”, quanto basta a dimostrare che l’altro e ben più celebre sudario è un falso, “perché il suo ordito è molto più complesso e con più fili, e fu introdotto solo in epoca successiva”. Il team internazionale, che ha pubblicato la sua ricerca negli Usa, sulla rivista PloS One della Public Library, ha trovato questo sudario nei pressi della tomba di Hannah, il sacerdote che processò Cristo. Avvolgeva la salma d’un uomo morto di lebbra. E’ in cotone, tessuto a mano con un sistema semplicissimo usato nella Giudea del I secolo; secondo il professore Orot Shamir, un metodo ben diverso dalla torcitura della Sindone, tipica invece della Grecia o dell’Italia. Se in quello conservato nel Duomo di Torino ci si vuol vedere l’impronta di Cristo, liberissimi, però mettere in discussione l’archeologia, magari dal servizio pubblico, meglio di no.

http://www.uaar.it/news/2014/11/05/soddisfazione-per-decisione-della-corte-giustizia-sulle-agevolazioni-imu-alla-chiesa/

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-11-06/2014110628770911.pdf

Gli spacconi

Chi non ha mai messo lo tzitzit in vita, non si può far seppellire avvolto in un tallit. Ammantarsi di ciò che non si è o non si è stati non è concesso, neanche dopo la morte.(rav Benedetto Carucci Viterbi)

Le cose che non mi piacciono di Matteorenzi sono tante, ma siccome mi voglio distinguere non le dirò. Ma scriverò che mai la Cgil ha minacciato e fatto scioperi generali durante gli ultimi venti anni. Continua a non suggerire idee per creare posti di lavoro ma stronca solo le poche proposte governative e strumentalizza il dolore dei lavoratori che non è stato lontanamente in grado di prevedere, venendo meno alla sua denominazione e alla nobiltà della sua missione originaria. E scriverò anche che i vari dissidenti del Pd – la maggioranza dei quali sono emersi solo per essere dissidenti oltre al grande ritorno del funzionario sindacale sindaco padre eurodeputato possibile candidato alla presidenza della regione – magari avessero usato la loro acrimonia per contrastare B. che hanno tenuto ben saldo sulla poltrona per anni anni anni. Questa specie di centrosinistra che è la dissidenza del Pd non è destinata a perdere come dice l’attuale segretario del partito, ma proprio non vuole vincere. Sembrano degli invidiosi, in realtà sono consapevoli della loro incapacità e preferiscono non mettersi alla prova, così le loro idee non consumate dall’uso si conservano intatte. Ignorano, o peggio sanno, questi parassiti strapagati nonostante l’incapacità che hanno dimostrato in più legislature, che se si porta il Paese al voto la loro parte politica non avrà più la possibilità di vincere. Consegnati mani e piedi alla balordaggine della destra italiana, che non ha niente di liberale ma è fascista arretrata incolta clericale razzista… E basta mangiare croissant in tempi di guerra.

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-11-05/2014110528766192.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-11-05/2014110528761819.pdf

E le nostre ragazze?

 

Fra tutte le forme di coraggio emerge quello delle ragazze. Senza questo coraggio ci sarebbero pochissimi matrimoni e pochissime delle avventure che cambiano e rinnovano tutto (Colette)

“C’è qualcosa che mi prende quando guardo verso ovest…” (Led Zeppelin)

Dove saranno Greta e Vanessa, le due giovanissime donne che si erano recate in Siria portando denaro e medicinali alla popolazione civile bombardata? All’indomani del loro rapimento ci furono le consuete palate di fango degli editorialisti di Libero e Il Giornale preoccupati dal fatto che il nostro Paese avrebbe dovuto sobbarcarsi il peso di una eventuale richiesta di denaro per liberare due stupidelle. Si potrebbero aprire dibattiti sull’opportunità di pagare riscatti per i rapiti – alcuni Paesi rivendicano di non farlo –  ma gli editoriali non sollevavano questa discussione. Oltre alle due giovani sono nelle mani dei rapitori alcuni operai specializzati che operavano in Libia, un sacerdote… Leggendo le scarne notizie che le riguardano, Greta e Vanessa sembrerebbero due sprovvedute: scarsa esperienza in zone di guerra, nessun contatto con ong e organismi internazionali, un eccesso di simpatia per una fazione, ma certamente  spinte dalla bontà e compassione per quel popolo martoriato. Sicuramente il nostro ministro degli Esteri (uno dei tanti che si sono susseguiti in un breve lasso di tempo) avrà sotto controllo la situazione e, ce lo auguriamo vivamente, oltre alla consueta telefonata ai due marò ne avrà fatta una anche ai parenti delle ragazze. La Farnesina, come in altre analoghe circostanze, chiede il silenzio stampa per espletare al meglio le difficili trattative. Ma se si comprende che non bisogna interferire con le mediazioni, lascia basiti la dimenticanza sulle due giovani. Nel caso di Daniele Mastrogiacomo e in quello più recente di Domenico Quirico i loro giornali erano ben attenti a tenerli vivi nella memoria, e la Chiesa ricorda continuamente i suoi missionari rapiti. Greta e Vanessa, che sicuramente sono ragazze generose idealiste coraggiose belle, meriterebbero qualche ritrattino in più, qualche fiocchetto sul bavero dei rappresentanti delle istituzioni, un servizio in uno di quei tanti programmi che dalla mattina alla sera si dedicano alle ricette e alla cronacaccia nera. O anche da qualche palco di XFactor o pista di Ballandoconlestelle o cucina della Clerici inviare un abbraccio ai famigliari e agli amici. Ci dimentichiamo delle persone buone nello stesso modo “in cui ci dimentichiamo del sangue che ci scorre nelle vene”. Greta e Vanessa, qualsiasi cosa ne pensi il quotidiano Libero, sono le nostre ragazze.

roseto comunale nel mese di maggio

roseto comunale nel mese di maggio

Theo Van Gogh

 

Un Paese con migliaia di pensieri diversi/Un Paese pieno di tolleranza/15 milioni di persone insieme su una piccola terra piatta/Dove nessuno ti dirà mai cosa fare ( jingle della pubblicità di una banca olandese mirata a mostrare l’amore per tutti i correntisti)

Dieci anni fa,il 2 novembre 2004, l’omicidio di Theo Van Gogh che oggi avrebbe la mia età. Era un autentico intellettuale olandese discendente del grande pittore Vincent. Venne ucciso la mattina del 2 novembre con otto colpi di pistola e poi sgozzato da Mohammed Bouyeri, un estremista islamico olandese di seconda generazione, mentre si recava in bicicletta alla Column Film, nella zona ovest di Amsterdam, per lavorare al montaggio del film 0605 dedicato al leader nazionalista Pym Fortuyn, ucciso il 6 maggio 2002 da un fanatico animalista . Era da poco uscito il documentario di Van Gogh Submission che mostrava il maltrattamento delle musulmane. A scatenare l’assurda reazione forse il fatto che sul corpo dell’attrice erano scritti alcuni versetti del Corano; sul cartiglio lasciato accanto al corpo martoriato di Theo minacce all’Occidente, alla deputata olandese di origine somala Ayaan Hirsi Ali sceneggiatrice del film, odiosi avvertimenti agli ebrei. Chi oggi andasse ad Amsterdam, può vedere il monumento The Schreeuw, la sagoma fuggente di una persona, all’interno del parco (Oosterpark) dove avvenne l’omicidio, ma gli abitanti del quartiere hanno ottenuto di non avere né targhe né nomi accanto all’installazione “per non urtare suscettibilità”. Secondo l’attore Hans Leewen accettando di non mettere una targa, spersonalizzando il monumento, il governo ha introdotto il reato di blasfemia. Eppure la piccola Olanda a molti tra noi sembrava un perfetto modello di multiculturalismo: ognuno con le sue abitudini e cultura, a ognuno senza chiedere. Ma invece che benessere e sviluppo per tutti, una parte significativa di immigrati ha formato una sottoclasse che ha rifiutato i valori dell’Occidente addirittura diventando ostile verso il Paese ospitante, regredendo nei costumi ben oltre la situazione esistente nel loro paese di provenienza, spuntando le ali a quei molti stranieri che si spostano per lavorare e migliorare le proprie condizioni sociali. Nel 1992 c’era stato un campanello d’allarme: un aereo si schiantò su un quartiere di Amsterdam abitato da immigrati illegali e il governo promise il permesso di soggiorno a tutti quelli che avevano perso le loro cose. Il giorno dopo ben quattromila persone, molte arrivate da altre capitali europee, si presentarono dando vita a scontri violenti durati per giorni. Pim Fortuyn, assessore comunale socialdemocratico di Rotterdam, sosteneva che l’islam fosse una religione e uno stile di vita troppo arretrato per una società avanzata come l’olandese che minacciava, ad esempio, alcune pacifiche scelte come l’omosessualità. In pratica avvertiva che il pacifico paradiso olandese era finito. Fu ucciso mentre i sondaggi lo davano in testa, aveva fondato il partito nazionalista, alle elezioni che si stavano svolgendo. .Invece di fare una disamina attenta delle denunce di Fortuyn e Van Gogh si disse che stimolavano gli istinti più bassi delle persone (onderbuikgevoelens). Oggi il deputato laburista Ahmed Marouch, già portavoce delle moschee marocchine dichiara: “noi dicemmo che l’omicidio di Van Gogh non poteva essere legato all’islam,. ma sapevamo che per Bouyeri lo era”. Una parte dei principi di Fortuyn e Van Gogh, sono stati raccolti da Geert Wilders e plasmati a suo modo. Oggi le sue idee xenofobe hanno successo in Europa, anche in Italia. Sembra questa situazione ricalcare quel vecchio proverbio del medico pietoso e delle piaghe purulente. Il multiculturalismo rimane un tabù, entrandoci la religione sarà difficile porci mano. Non sapendo in Italia porre un confine tra quel che è di Cesare… è prevedibile tempesta.

Ian Buruma, Assassinio ad Amsterdam, Einaudi http://www.einaudi.it/libri/libro/ian-buruma/assassinio-a-amsterdam/978880618720