Solo qui

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rondolino

Fabrizio Rondolino  “Probabilmente l’immagine più impressionante della disperazione all’inizio del ventunesimo secolo non va cercata nell’arte o nella letteratura, e neppure nella musica pop. Va cercata in una singola fotografia”. Così un teologo anglicano, Mark D. Thompson, ha commentato The Falling Man, una delle fotografie più famose, discusse e criticate fra quelle scattate l’11 settembre 2001 a New York – e di gran lunga la più significativa, la più emblematica. Perché nella “disperazione” che ha costretto Jonathan Briley, cameriere 43enne del ristorante Windows of the World, a gettarsi dalla finestra del 107° piano della Torre Nord per non morire soffocato, brilla anche il suo esatto rovescio – la libera volontà. Sono circa 200 le donne e gli uomini che quel giorno hanno deciso di gettarsi nel vuoto, ben sapendo naturalmente che si sarebbero sfracellati al suolo. Le autorità non hanno classificato queste morti come ‘suicidi’ ma, al pari delle altre vittime, come ‘omicidi’: e c’è in questa scelta burocratica una saggezza etica che non deve andare smarrita. Le donne e gli uomini che si sono gettati dalle Torri in fiamme, infatti, non hanno scelto di morire: hanno scelto di non morire bruciati o soffocati. Hanno preso una decisione. Nelle condizioni date (e che condizioni!), hanno preso in mano il proprio destino, e hanno orientato il proprio futuro – sebbene si trattasse di un futuro brevissimo, e scontato. Non so come mi sarei comportato in una tale occasione. Non ne ho idea. Come milioni di abitanti del pianeta Terra, sono salito anch’io sulla Torre Nord, con mia moglie e mia figlia, e questo basta, più spesso di quanto vorrei, a farmi sgradevolmente sentire un ‘sopravvissuto’. Non c’ero, ma avrei potuto esserci: da questo punto di vista, la forza simbolica del terrore scatenato l’11 settembre è davvero senza precedenti.Non so come mi sarei comportato, ma nell’immagine dell’uomo che cade c’è l’unicità della persona, del singolo, dell’individuo che di fronte al dispiegamento di una forza immensa e anonima – quella forza distruttiva, apocalittica e grandiosa che è l’unica protagonista di tutte le altre immagini dell’11 settembre – reagisce con un atto di libera volontà, e per ciò stesso vanifica e svuota di significato la mostruosa macchina di distruzione in atto. Per questo The Falling Man, scattata alle 9:41:15 dal fotografo dell’Associated Press Richard Drew, è la fotografia dell’11 settembre: perché in questa foto non c’è né un aereo né un grattacielo in fiamme né una nuvola di fumo né un cadavere, ma un uomo – un uomo che cade.

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Piccola anima, smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere nei luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti… (Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar)

Foulard in seta Hermes

Foulard in seta Hermes

Flavia Perina La storia complicata. Testo: Mette tristezza sull’online di Repubblica e persino sul Post, che solitamente è preciso, leggere le biografie di Giorgio Albertazzi che stemperano in giri di parole la sua adesione alla Rsi e la sua scarcerazione grazie all’amnistia Togliatti. La storia è storia. Egli si arruolò lì. E lo spiegò più volte. «Per chi come me leggeva Salgari e l’Avventuroso, era cresciuto nel mito di Baracca e di D’Annunzio, dei trasvolatori dell’Atlantico e dei calciatori bicampioni del mondo, il fellone era Badoglio che scappava». Spiegò anche che le stesse cose che lo impegnarono allora, «l’anticlericalismo, l’idea sociale della Carta del lavoro e della partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende, l’istinto dell’anarchia e della libertà» nel dopoguerra «mi spinsero a impegnarmi con la sinistra». La storia è storia. E quella italiana è complicata. Spiegarla forse non si può, ma raccontarla bene sì.

 

 

 

Dolce bio di Tamara Younis

Dolce bio di Tamara Younis

 

Francesco in gita non ha prezzo!

Francesco in gita non ha prezzo!

Riccardo Caponigro

Riccardo Caponigro

Il caso di Giulio Regeni è una questione politica, non di onore patrio

http://www.internazionale.it/tag/giulio-regeni

Tar condanna Lombardia a risarcire Beppino Englaro

Tar condanna Lombardia
a risarcire Beppino Englaro

Stemma MdP

Stemma MdP

Purim

Schermata 03-2456731 alle 11.47.01Suddiviso in dieci capitoli, la Meghillat Ester (Rotolo di Ester) è un testo biblico che racconta la storia di Ester, giovane donna ebrea che – divenuta moglie del re Assuero – salverà il suo popolo dall’annientamento voluto dal consigliere del re persiano, il perfido e violento Amman. La lettura della Meghillah segna il momento fondamentale del Purim ed è ascritta tra le quattro prescrizioni proprie di questa ricorrenza assieme al dono di cibo a parenti e amici (“Mishloach Manot”), all’assistenza ai bisognosi (“Tzedakah”) e al pasto festivo. Due sono i momenti di raccolta in sinagoga: la sera del 13 e la mattina del 14 del mese di Adar. Durante la lettura è abitudine fare rumore ogni volta che viene pronunciato il nome di Haman. Scritta originariamente in ebraico, la sua stesura definitiva – a opera di ignoti – è collocata verso la fine del secondo secolo prima dell’era volgare in Mesopotamia e con tutta probabilità a Babilonia. Ricca di simbologie, la Meghillah – unico testo biblico assieme al Cantico dei Cantici in cui non compare il nome di Dio – contiene al suo interno segreti e riferimenti allegorici non facilmente intuibili senza una guida esperta che possa esplicarne i significati più reconditi. “Non sono ossessioni paranoiche. La ricerca delle millot mafteach, di quelle parole che aiutano a fare i collegamenti serve a una comprensione più esaustiva” spiega il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, accettando di svelare per i nostri lettori alcuni segreti di un testo profondo, affascinante, radicato nella storia ma ancora straordinariamente attuale.

meghillah מגילת אסתר, Meghillat Ester. Il fascino di uno dei testi più allusivi e misteriosi della tradizione ebraica inizia dal significato che si cela nel suo nome. “È un testo in codice”, esordisce rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma. E grazie al rav cercheremo di svelare alcuni dei misteri contenuti nella storia della regina Ester, del benedetto (baruch) Mordechai e del maledetto (arur) Haman. Un viaggio nelle radici delle parole ebraiche, nei riferimenti biblici, nelle millot mafteach – parole chiave – del racconto che ogni anno gli ebr

– See more at: http://moked.it/blog/2014/03/14/purim-5774-dentro-i-segreti-della-meghillah-con-il-rabbino-capo/#sthash.Wu8Cpu1W.dpuf

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Groundbreaking Pew Survey Almost Half of Israeli Jews Back Transfer or Expulsion of Arabs
Survey by Washington-based think tank, criticized for vague wording of question on expulsion, also shows decline in proportion of Israeli Jews and Arabs who believe peace between Israel and a future Palestinian state is possible.
read more: http://www.haaretz.com/israel-news/1.707589

http://moked.it/blog/2016/03/13/datim-haredim-hilonim-i-volti-di-uno-stato-che-si-confronta-con-le-incomprensioni-interne/

http://moked.it/blog/2016/03/12/consapevolmente-divisi-il-paese-vuole-lunita/

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CAPODANNO. La retorica dell’anno “nuovo” e l’ipocrisia delle ricorrenze.  continua a leggere qui

http://www.nicovalerio.blogspot.it/2016/01/capodanno-la-retorica-dellanno-nuovo-e.html

Tel Aviv, una estate senza fine Sull’onda del premio assegnato nel 2011 da Mtv a Tel Aviv come città più gay-friendly, l’Ente del turismo israeliano mira ad attrarre le persone omosessuali a visitare la città. Si sa che il Paese è stato il primo a non avere riserve sugli omosessuali nell’esercito, a proteggere dagli assalti dei fanatici ultraortodossi procedendo anche ad esemplari arresti i festosi gay pride, a riconoscere le unioni civili (il matrimonio in Israele è solo religioso, ma le unioni civili etero e omo danno gli stessi diritti e doveri) a consentire l’adozione a singoli e omosessuali. Un governo di destra sostenuto da micropartiti religiosi, non vietò un paio di anni fa, al ministro degli Affari sociali ad andare in tv per condannare le critiche che venivano da alcune frange di religiosi gerosolimitani che trovavano scandaloso che la rete nazionale trasmettesse Ballando sotto le stelle (da noi è su Rai 1), dove si esibiva una coppia di ballerine Una vacanza a Tel Aviv, per giocare a pallavolo sulla spiaggia bianca e passeggiare sul lungomare pieno di negozietti e chioschi che offrono spremute di melograno e cartocci di cuscus, scivolare nel boulevard di cipressi che sbocca verso il mare, ammirare i palazzi Bauhaus degli anni ’30, i ristoranti e i locali notturni… tutto ciò vivendo serenamente la propria omosessualità.  Dove sta lo scandalo? Secondo un editoriale del NYT di un paio di anni fa trattasi di pinkwashing, ovvero una operazione di lavaggio attraverso una politica liberal per coprire le violazioni dei diritti dei palestinesi. L’aggettivo è piaciuto a molti fancazzisti nostrani che lo ripetono a pappagallo a ogni occasione.  Molti omosessuali che temono il fondamentalismo islamico e cristiano, guardano ad Israele come un paese che potrebbe unirli e proteggerli, sottovalutando però gli stolti che il subdolo scopo del sionismo è quello di armarli in una sorta di crociata contro l’islam. Un discorso delirante – seppure consentito e soprattutto senza pericolo di ritorsioni – ma che è parso realistico a molti commentatori nostrani che usualmente dipingono quel paese in preda ad un delirio religioso. Un editoriale razzista e omofobo perché dipinge gli omosessuali, anche israeliani, come persone che non hanno a cuore i palestinesi, che come tutti hanno diritto a tutti i diritti, compreso quello di avere uno Stato e poter vivere la loro sessualità liberamente, cosa che oggi gli viene negata. Per vedere comunque di persona il consiglio è di andare sul posto.

 

 

 




 

 

E’ bello per essere bello Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze greco, 54enne consapevole di sé. Camicia aperta niente cravatta jeans aderenti… se avesse un cavallo lo monterebbe a pelo. Come Alexis Tsipras non ha prestato giuramento nelle mani del prete, ma si guarda dal toccare le esenzioni fiscali alla Chiesa ortodossa, se possibile ancora più saprofita di quella cattolica. Manco per la testa gli è passato di scandalizzarsi che nel governo greco non c’è nessuna donna. Da vero bullo… gli do altri due anni da maschio che piace, poi anche per lui il destino comune degli ex belli che ai giardinetti raccontano “a me una volta mi ha fatto gli occhi dolci perfino Lagarde”

Le  12.53  a Dubai il 9 gennaio

Alan Turing (1912-1954)

è uno dei grandi matematici del XX secolo, pioniere dell’intelligenza artificiale. Durante la guerra lavorò a Bletchley  Park alla decifrazione dei codici militari di Hitler. Il film The Imitation Game di Morten Tyldum con Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Mark Strong Era nato a Londra nel 1912 e nella sua breve carriera accademica aveva pubblicato lavori che hanno cambiato la nostra vita, dando impulso, con la sua ricerca, all’intelligenza artificiale. Veniva da una famiglia della middle class, non uno studente brillante ma piuttosto un bambino prima e un ragazzo poi, solitario, molto sensibile, affascinato dai misteri della natura. Respinto dal preside della sua scuola perché utilizzava metodi non convenzionali per risolvere complessi quesiti matematici. Fortunatamente la scuola finì e il giovane entrò al King’s College di Cambridge, un ambiente dove la matematica e le scienze che amava  erano il pane quotidiano. E neppure essere diversi sembrava un gran problema. Il giovane seguì le lezioni di Keynes, e di Wittgenstein e si applicò al “problema della decisione”, arrivando alla “macchina di Turing” un sistema in grado di svolgere alcune funzioni della mente umana.  Era un originale che, come ha ricordato il matematico Piergiorgio Odifreddi, lavorava a maglia e giocava a tennis completamente nudo, e per queste stramberie il sistema accademico non lo premiò come il suo genio avrebbe imposto.  Arrivò la guerra mentre il matematico lavorava alle sue macchine.  L’intelligence lo assunse per decrittare i codici con i  quali comunicavano i comandi nazisti. Dalla necessità di gestire una quantità elevata di numeri e combinazioni presero il via, nel corso degli anni successivi, le elaborazioni scientifiche che aprirono la porta alla progettazione dei primi computer. Nel 1952 un amorazzo occasionale gli rubò il portafoglio. Lui lo denunciò, nel contempo denunciando la sua omosessualità. Venne processato e condannato: o la prigione o la castrazione chimica. Scelse la seconda opzione, ma gli estrogeni stravolsero la sua vita. Si suicidò mangiando una mela dopo averla intrisa nel cianuro, in ricordo di Biancaneve, una favola che amava.  Gordon Brown, primo ministro nel 2009,  dopo mezzo secolo, su sollecitazione di scienziati, studiosi, cittadini, associazioni lgbt mobilitate dall’informatico John Graham-Cumming e dal Daily Telegraph,  ha chiesto scusa ad una persona che ha contribuito al  buon esito della storia decifrando i codici di Hitler (“A nome del governo britannico e di coloro che vivono liberamente grazie al lavoro di Alan, sono fiero di dire: perdonaci “)    Il suo nome era Alan Turing il cui dramma si consumò negli anni in cui primo ministro era Winston Churchill. Una statua di Turing (brutta) è nei giardini di Manchester. tf

The Imitation Game, il trailer del film su Alan Turing con Benedict Cumberbatch

 

 

 Hai mai avuto un amico zingaro? Si ed è lui. Ha 22 anni ed è già sposato e ha un bambino. Lui è nato a Firenze ma vive a Roma dove studia e lavora. Abita in una qualche periferia romana , non in una casa popolare, ed è perfettamente integrato anche se evita di dire, quando si presenta per i soliti lavoretti che fanno i giovani, che è un sinti. Qui è nel giardino della biblioteca di piazza dell’Orologio, dove va a studiare quando ha l’intervallo dal bar dove oggi lavora.

zing

 

 

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dalle stelle

dalle stelle

 

alle stalle

alle stalle

Sportivi

La vita è come dipingere un quadro, non come tirare una somma (O. Wendell Holmes jr, The Class of ’61)

Un paio d’anni fa durante una conferenza stampa tristissima il marciatore olimpico Alex Schwazer scoperto positivo al doping, piangendo ammise di essere finalmente libero da uno sport  che ormai lo faceva solo soffrire. Ai tempi era fidanzato con la pattinatrice olimpica Carolina Kostner, ovviamente interrogata sui fatti. Qualche giorno fa i giornali hanno riportato stralci di quelle dichiarazioni, dove Carolina ha raccontato che quando dormiva col fidanzato lui indossava una maschera collegata ad un macchinario – una tenda ipossica in grado di abbassare la percentuale di ossigeno e proibita dal ministero della Salute –  riferito qualche piccola omissione sull’ abituale domicilio di Alex, detto di qualche incontro col suo medico – lo stesso del ciclista Lance Armstrong radiato per doping dopo aver vinto sette Tour dei France – sostenuto che non l’ha mai visto assumere farmaci e ha spiegato, diplomaticamente furbesca, che i fidanzati non stanno mai 24 ore su 24 insieme. Lo vuole coprire? Forse, ma una ex fidanzata deve mettersi al posto del Coni che è parte civile nel procedimento Schwazer? Non è possibile che la storia dei due ragazzi sia finita anche perché lei “deve” continuare a gareggiare? L’amore cambia ma non finisce, e Carolina non parla più.

Lo sport superata una certa soglia fa buchi grossi nella testa, se la nuotatrice olimpica Federica Pellegrini ha sentito il bisogno di dichiarare che se il suo amante, anche lui nuotatore, dormisse con una maschera sul viso lo denuncerebbe immediatamente. Libera lei come tutti di pensarla come crede e di comportarsi di conseguenza, ma era il caso di dichiarare?  Se la competizione sportiva è talmente importante che la delazione sembra cosa ovvia (i fidanzati si lasciano quando non c’è un comune sentire senza per forza denunciarli), questi viziatissimi atleti – non dimentichiamolo, le persone nominate fin qui sono state e sono ancora guardie carcerarie poliziotti finanzieri carabinieri, atleti di Stato come nell’ex Urss e nella Ddr – sono veramente gli ultimi da additare come esempio ai nostri ipotetici figli. Per loro la vita si misura su un decimo di secondo, per tutti gli altri il senso della vita è più complesso difficile ma anche ricco e per qualche minuto splendido. E infine, le ultime olimpiadi disputate hanno dato la possibilità di ricordare un premier italiano non solo per l’incredibile Tasi, ma anche per la sua imbarazzante presenza tra l’assenza dei leader occidentali.  http://www.carolina-kostner.it/I-Home.htm

 

 

Tiziana in estate con l'impermeabile

Tiziana in estate con l’impermeabile

 

 

 

(Guida minimissima) Se fate una gita a Berlino come adesso usa sicuramente vi farete un giro a Mitte a Kreuzberg e Neukolln, quartieri battutissimi dai turisti, specialmente italiani che lì si sono comprati la casa. I motivi di questa colonizzazione immobiliare sono misteriosi. A Berlino si va se si ama l’arte contemporanea e si vogliono conoscere giovani artisti ai quali vengono offerti spazi e possibilità che Roma neanche si sogna. I musei sono curatissimi e le gallerie tante (anche se non come a Londra), Come omaggio alla sua storia recente credo sia opportuno fare una visita al Museo della DDR www.ddr-museum.de . Sono ricostruiti minuziosamente appartamenti dell’epoca, si possono vedere le auto le armi… Nel quartiere Mitte in Karl-Liebknecht-Str 1 (davanti al duomo).  Più insolita è la visita nei sotterranei. Si accede dalla fermata metro di Gesundbrunnen il cui bunker 8 rappresenta il punto d’accesso. Sottoterra si possono scegliere diversi percorsi. Uno è dedicato alla difesa  dei civili durante la Seconda guerra. Il sottosuolo è utilizzato anche per la fermentazione della birra e per la posta pneumatica (come a Parigi). Emozionanti i tunnel scavati durante gli anni del muro: pochi successi e molti bloccati dalla Stasi www.berlin-unterwelten.de  E’ possibile avere in pieno centro una area verde senza per forza doverci mettere le panchine pagandole milioni di euro come a Roma? Il Tempelhof Park (oltre 300 ettari) è nato dalla riconversione di una area inizialmente destinata ad aeroporto ( in realtà lo è stato, era il ponte aereo con il quale l’Occidente riforniva Berlino ovest). E’ stato oggetto di un referendum cittadino (2006) voluto dal sindaco Klaus Wowereit* (sinistra dell’Spd). I tedeschi appena vedono un raggio di sole si spogliano, fanno grigliate e i bambini (più silenziosi dei nostri) pattinano.  Passeggiata romantico-infantile al Volkspark Friedrichshain , il primo parco comunale di Berlino costruito nel 1846. All’interno una fontana barocchissima con le statue personaggi delle favole dei Fratelli Grimm. Patrimonio dell’Unesco è il distretto di Treptow-Kopenick (periferia est). Quartiere costruito nel 1912 dall’architetto Bruno Taut: le facciate delle case sono dei veri e propri quadri. E poi l’intero quartiere di Prenzlauer-Berg (confinante col muro , Germania ovest) . Abitato da giovani, artisti, stranieri (molti italiani che subito si notano). Fermata metro Eberswalderstrasse, linea U2. Ovviamente mille altre cose (le installazioni sulla memoria, il quartiere degli ebrei askenaziti…), questa è una guida minimissima. *Per decisione del sindaco gli studenti hanno l’ora di etica all’indomani di un episodio increscioso in una famiglia turca che riteneva troppo occidentale una figliola. Gli studenti possono richiedere l’insegnamento dell’ora di religione che è rigorosamente al di fuori dell’orario scolastico.

 

 

La bellezza

La bellezza

 

 

 

 

 

 

marco

marco