Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: giugno, 2015

Di sinistra

Un professore uscito dall’adunanza di un Istituto di alta cultura, in cui erano quel giorno cancellati i nomi di illustri israeliti ebbe a dire: “eppure eravamo tutti contrari”. Alla nostra osservazione del perché avessero ciò fatto, ebbe a rispondere: “siamo tutti pecore, così ridotti dopo sedici anni di regime assolutista”. In alcune facoltà universitarie i rettori e i presidi, come sommo di coraggio, ebbero a dire parole di saluto e “di rispetto” ai colleghi insigni “uscenti” (ma realmente cacciati col decreto). Un mio tentativo di organizzare una protesta  fra i professori non ha fatto un sol passo” (Ernesta Bittanti Battisti, Diario 1938 – 1943, Manfrini, Trento) 

L’origine del termine italiano è nel latino murus, che definiva le fortificazioni militari, mentre le mura delle abitazioni civili venivano chiamate parietes. Un muro, quindi, non è mai una scelta neutra: indica la paura di chi lo costruisce, tanto più grande quanto più la struttura è alta. Quattro metri di muro innalzati lungo il confine tra due Stati europei sono un bel po’ di paura. Sarebbe il caso di capire se il pericolo maggiore sia al di fuori di esse oppure dentro, con un popolo intero che accetta di sentirsi, da ora in poi, perennemente sotto assedio (Alessandro Masi, Sette)

“Ad esempio le persone con le lentiggini non sono considerate una minoranza da quelle senza lentiggini. Non sono una minoranza nel senso in cui la intendiamo. Perché? Perché una minoranza si considera tale solo quando costituisce una minaccia, vera o presunta, per la maggioranza” (C. Isherwood, Un uomo solo)

Alcuni ricercatori dell’Università di Chicago hanno effettuato un test sui ratti. I topolini avevano di fronte due situazioni: potevano mangiare la cioccolata oppure liberare un altro ratto imprigionato in un tubo. Alla fine, gli animali preferivano liberare il loro simile e poi condividerla con lui. Partendo da questa ricerca Peter Singer, filosofo dell’etica presso l’Università di Princeton, si chiede se sia possibile produrre un farmaco che crei compassione in chi non prova questo sentimento. E’ una domanda interessante quella di Singer, perché è frequente la suprema indifferenza degli esseri umani di fronte a una evidente e tragica sofferenza di altri esseri umani. E’ normale che ognuno pensi quel che crede, ma è lecito chiedersi se la vita abbia un senso quando non si riesce a provare empatia per i simili. La crisi sociale che viviamo influisce sulla vita politica della sinistra che registra una contraddizione pesante: per vincere deve allargare la sua influenza al centro, ma per recuperare credibilità deve avere idee valori programmi che sono propri della sinistra. Oggi sarebbe di sinistra avere una posizione chiara sui migranti, non un fatto transitorio e che finirà domani, ma uno spostamento di popolazione che comporterà modifiche permanenti al nostro stile di vita. Dispersi per l’Europa e il mondo, ma molti rimarranno qui con noi, dandoci il contributo del loro lavoro, ad esempio partecipando al pagamento delle nostre pensioni. E’ essenziale che chi vive con noi abbia i nostri stessi diritti condividendo possibilità e speranze. L’integrazione è quindi l’unica strada percorribile, ma per questo noi per primi dobbiamo avere regole certe mostrando, ad esempio, un paese rispettoso delle leggi e senza favoritismi religiosi (la religione superato un certo limite non è un collante ma un innesco) di nessun tipo, anzi confinando i fideismi nel privato. Come chiederlo ad altri quando in Italia un teocrate spaccone spadroneggia?  Fondamentale sarebbe anche arrivare al più presto alla cittadinanza, chi nasce qui è italiano – ricordiamoci che questo ha fatto grande gli Stati Uniti – e chi qui viene dopo un breve percorso diventa cittadino con benefici e doveri che il passaporto comporta.  Per attivare queste misure si deve spendere è ovvio. Se l’Ue continua ad essere lenta, il nostro governo potrebbe fare a meno di versare il contributo annuale all’Unione con quei soldi finanziando i programmi di integrazione. Questo sarebbe di sinistra, ma soprattutto giusto.

http://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2015/06/27/che-cosa-si-aspetta-per-aiutare-la-tunisia___1-vr-130251-rubriche_c136.htm

http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=120921&typeb=0&ai-confini-della-realta

e se fosse questo tipo di famiglia a renderci infelici?

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-06-29/2015062930650543.pdf

Vincino

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Come per Lavinia e Francesco…

“Papà”, domandò ancora Giannina, “perché le tombe antiche fanno meno malinconia di quelle più nuove?” “Si capisce”, rispose. “I morti da poco sono più vicini a noi, e appunto per questo gli vogliamo più bene. Gli etruschi, vedi, è tanto tempo che sono morti, che è come se non siano mai vissuti, come se siano sempre stati morti”. E Giannina rispose: “Però adesso che dici così mi fai pensare che anche gli etruschi sono vissuti, invece, e voglio bene anche a loro come a tutti gli altri” (Giorgio Bassani, Prologo de Il giardino dei Finzi-Contini)

Nei giorni scorsi la ministrA della Salute Beatrice Lorenzin ha avuto due gemelli. Che la vita sia dolce per i piccoli Francesco e Lavinia e per chi gli vuole bene. In una intervista al Corriere della Sera la ministrA, non più giovanissima, ha raccontato che ha passato l’ultimo mese lavorando dal suo letto e che tornerà nei prossimi giorni al lavoro insieme ai piccolini che troveranno attenzioni nel nido del Ministero. Ha raccontato di essere stata assistita “come una donna qualunque” nella maternità del Fatebenefratelli Villa san Pietro sulla via Cassia, facendo l’epidurale, un tipo di anestesia che addormenta il corpo dalla vita in giù e consente di partecipare attivamente e senza dolore al parto. Non si tratta di un intervento sofisticato, già la regina Vittoria nel 1885 sperimentò qualcosa di analogo. Ma per la nostra sanità l’epidurale non è per tutte, in alcune regioni costa 0 ma solo per le donne dai 39 anni in su, in altre si paga dai 400 agli 800 €. Se la donna soffre troppo ma non dispone di denaro le viene offerto gratis il cesareo che si fa in anestesia generale e che costa molto di più: in soldi per le regioni e alle donne per la salute (punti, dolori post chirurgici, cicatrice…). Oggi in Italia un bambino su 4 nasce con il cesareo, mentre meno del 10% sono i parti con l’epidurale. Di questo 10% solo il 5% in ospedali e cliniche convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Questi dati sicuramente sono a conoscenza della ministrA, sarebbe equo che permettesse a tutte le donne la scelta che ha fatto lei. Ma l’intervista ha un tono soft e non pone domande, piuttosto fa parlare Lorenzin sulla bellezza dell’allattamento al seno e su quanto sia unico irripetibile essere mamma, il più importante momento della vita di ogni donna. Cose che potrebbero pure essere condivise sebbene sia un po’ arrogante pensare che la maternità sia indispensabile per la vita di una donna. Quello che è fondamentale per una donna è avere la libertà di scegliere se fare o no figli, decidendo in che tipo di famiglia farli crescere, disponendo anche come farli. Invece dall’intervista apprendiamo che uno degli ultimi atti della ministrA è stato quello di firmare un piano sulla fertilità. Ma che vuol dire? Sembra un ritorno alla politica fascista: dietro le misure demografiche – la forza è nel numero uno dei tanti slogan di Mussolini – vi era un desiderio di crescita della popolazione e di conservazione della famiglia numerosa rurale, la promozione di un modo di vita apparentemente tradizionale artificialmente imposto o controllato dall’alto. L’Istat ci racconta un modello diverso: non si raggiunge il tasso di sostituzione che è ripianato solo dalla natalità degli immigrati comunque in calo. Dobbiamo strapparci le vesti per questa flessione della “razza italica”?  Ancora oggi ci commuoviamo ammirando il genio degli Etruschi misteriosamente scomparsi, qualcuno domani penserà degli italiani lo stesso? Intanto, per lasciare una bella traccia di sé, sarebbe entusiasmante se la ministrA Lorenzin deliberasse che l’epidurale è gratis per tutte, si mostrerebbe una fenditura nel blocco degli egoismi che si stanno mangiando il Paese.

Tasso di sostituzione: è il numero di figli per donna necessario per lasciare invariato l’ammontare delle generazioni e, nel lungo periodo, della popolazione Tasso di fecondità totale: numero medio di figli per donna in base ai tassi osservati e/o stimati in un dato periodo Speranza di vita alla nascita: numero medio di anni che un individuo può attendersi di vivere alla nascita in base ai tassi osservati  e/o stimati in un dato periodo Cohort component: metodo di calcolo delle proiezioni demografiche che considera la generazione (coorte) come unità di base da seguire nella sua evoluzione

17/06/2015

Intervista a Beatrice Lorenzin: Al ministero abbiamo il nido. Subito al lavoro con i bimbi

Corriere della Sera, 17/06/2015
Margherita De Bac
Per le mamme lavoratrici bisogna fare “molto di più. Non è una questione di congedi. Serve un cambiamento culturale che porti a valorizzare la donna nel periodo più importante della sua vita considerando il suo ruolo sociale specie in una fase di denatalità del Paese”. Lo afferma il ministro della salute Beatrice Lorenzin, che ha appena dato alla luce due gemelli. Ad esempio, continua il ministro, “Il part time è uno degli elementi chiave. La maternità rende più produttive”.

 

Solo per italiani

Alice: “Per quanto tempo è per sempre?” Bianconiglio: “A volte anche solo un secondo”

Il Presidente della Repubblica dopo aver finalmente aperto le porte del Quirinale (dal 23 giugno) tutti i giorni, libera anche la tenuta di Castelporziano , 3 km di macchia mediterranea con ben 1.082 specie botaniche. La tenuta ospiterà la villeggiatura di disabili e bambini che a gruppi di trenta  ruoteranno per tutta l’estate. Prima di lui soltanto il presidente Saragat ci beneficò con un chilometro di spiaggia. Grazie Presidente, siamo contenti anche se questo ritardo, e per la tenuta e per il bellissimo e prezioso Quirinale, risulta inspiegabile. Ancora più indefinibile però risulta la distrazione dei media che hanno confinato questa notizia in brevissime, soprattutto se la confrontiamo con il rullar di tamburi con cui sono stati annunciati all’universo mondo i trenta posti letto concessi da sua banalità, ovviamente su territorio italiano e presumiamo in locale esentasse, per clochard (un termine del piffero col quale si distingue il povero ammesso al sacro soglio). E’ vero che c’è sempre qualcosa di più serio e emergenziale su cui dibattere, ma la squilibrata stonata asimmetrica brutta informazione dei giornaloni e della rai merita sempre una menzione speciale. Sembrava di aver toccato il fondo quando i tg rai hanno preferito aprire con un risibile viaggio papale a Napoli piuttosto che con il Presidente del Consiglio che accoglieva le salme degli italiani uccisi a Tunisi dai terroristi. Ma no, perfino il rientro sulla Terra dell’astronauta Sam Cristoforetti è stato oscurato dal papa che ha ricevuto gli ambasciatori della Fao ai quali ha ripetuto le solite ovvietà. Ma veramente disgustosa è stata l’informazione che ci ha trattenuto, minuti e minuti righe e righe, sull’adunata degli scout e la lezioncina sulla colonizzazione da parte dei paesi occidentali e senza repliche relegando in secondo piano il gay pride – che non è una manifestazione contro qualcuno – e soprattutto la terribile situazione dei profughi che cercano di uscire dal nostro Paese. Con questo tipo di informazione che privilegia il populismo papale al quale la classe dominante senza idee è felice di accodarsi, non ci si può stupire se siamo diventati uno dei paesi più ridicoli d’Europa. Ovviamente una menzione speciale è alla rai che ha una programmazione fatta quasi esclusivamente di cronaca(ccia) nera: quando passo in viale Mazzini rimango sempre stupita del fatto che c’è ancora la mia scuola media, la Col di Lana e tutti i miei ricordi intatti, e il cavallo di bronzo non ancora dipinto di biancogiallo

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/02/02/sergio-mattarella/

http://www.quirinale.it/

Fare “buoni affari”

Qualunque cosa si pensi del fenomeno migratorio e delle politiche di gestione dello stesso, è indubbio che ci girano intorno molti, troppi soldi, da una parte e dell’altra del canale di Sicilia. Proprio per questo motivo, sarebbe opportuno che chi si batte con veemenza per l’accoglienza dei migranti non si occupasse poi della gestione operativa dell’accoglienza stessa. Che viene lautamente remunerata dallo Stato.

E invece è ciò che accade con parte della sinistra e con la Chiesa cattolica. E con entrambe nello stesso tempo, perché sono anni che organizzazioni delle due realtà fanno business e politica insieme senza che i confini tra i due ambiti siano mai molto chiari. L’ex presidente di Legacoop Giuliano Poletti, ora ministro del lavoro, vanta ben quattro partecipazioni al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. Quel meeting dove Pierluigi Bersani andò a svendere un secolo e mezzo di impegno sociale progressista sostenendo che “la vera sinistra nasce dalle cooperative bianche dell’Ottocento”. Sic.

Quel che è certo è che il volontariato di sinistra, nell’Ottocento, volava enormemente più in alto delle cooperative che, in nome dell’accoglienza, oggi mungono senza sosta le finanze pubbliche. Che siano bianche, rosse oppure rosa (e, quindi, dotate di molte spine). Che agiscano lecitamente o illecitamente. Il quadro che emerge dalle ultime rivelazioni è semplicemente sconfortante. E lo dovrebbe essere soprattutto per il mondo cattolico, i cui vertici predicano la propria morale al mondo un giorno sì e l’altro pure. Chiedilo a loro, se è proprio il caso di farlo…

Continua a leggere qui

http://www.uaar.it/news/2015/06/11/accoglienza-interessata-detta-legge-viola/

Astensione

 

“Ai prefetti che portano nuovi clandestini in Lombardia e ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali come disincentivo alla gestione delle risorse” (presidente Regione Lombardia)

“Quanti barconi arriveranno? Quanti disperati potremo salvare? Quanti moriranno annegati sotto i nostri occhi mentre stiamo andando a tavola? E questo quando non c’è più posto per altri migranti perché sono già troppi quelli già accolti…. L’angoscia di cui parlo non può avere fine perché i barconi continueranno ad arrivare e i migranti a sbarcare, non si può fermare chi fugge da un incendio… in tal senso l’Italia è un Paese malato, condannato a una malattia psichica, né si intravede una cura possibile al suo stato d’angoscia. L’Europa non può capire cos’è questa angoscia, che non può essere sopportata più a lungo e che strariperà… che infetterà come una peste le persone, soprattutto gli strati più poveri della popolazione” (Raffaele La Capria)

Scegli dunque la vita (Deuteronomio 30:19)

Perché in pochi vanno a votare ? Grossa domanda per tante risposte. Una potrebbe essere la dimenticanza della politica sui diritti civili: la politica abdica e subentra la giustizia(!). Lo abbiamo visto sulle unioni di fatto, la fecondazione assistita  – qualcuno pagherà per la legge 40, quella che oltre a disprezzare la salute ha stabilito la divisione in classi sociali e tutto con il volenteroso aiuto della Cei guidata da Ruini?- , il fine vita, la salute… Elenca con precisione sull’annosa questione delle unioni omosessuali Massimo Teodori : “nel 2010 la Corte costituzionale esortava il Parlamento a disciplinare con estrema sollecitudine i diritti delle coppie gay. Nel 2013 la Cassazione apriva la possibilità che i figli venissero cresciuti dalle coppie gay come indicava la Corte di Strasburgo. Nel 2014 il Tribunale dei minori di Roma sanciva la possibilità di adozione da parte della madre biologica della figlia del partner (stepchild adoption). E nel 2015 la Cassazione di nuovo decretava che l’unione tra le persone dello stesso sesso può acquisire un grado di protezione e tutele equiparabili a quello matrimoniale.” Dove la politica manca intervengono le Corti, per non parlare dei registri comunali. Non possiamo dire con certezza che questo sia giusto, ma è una doverosa supplenza. E ancora: in questa ultima tornata non si è votato né nel Lazio né a Roma. Per evitare il cardiopalmo soprassediamo su mafia capitale – anche se è doveroso ricordare che il sindaco Marino non è levatrice di questa schifezza ereditata da precedenti amministrazioni, in particolare quella di Alemanno -, ma certo è che i cittadini romani, i più tassati del Paese, dovrebbero avere almeno un po’ di confusione a recarsi ai seggi dopo che il Presidente della Regione e il Sindaco promettono risorse basiche solo in occasione del giubileo straordinario, dall’autobus al potenziamento dei posti letto in ospedale. Niente contro i pellegrini connaturati a questa città che li ha sempre ben accolti,  ma cosa deve pensare il romano che ogni giorno mette radici aspettando gli autobus quando scopre che qualche centesimo può uscire per favorire uno Stato estero?

http://www.uaar.it/news/2015/06/04/quel-che-resta-della-legge/