Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: ottobre, 2015

quando è utile ribadire l’ovvio

Carne sì o carne no? «Il mio consiglio da vegetariano da sempre è quello di eliminare del tutto il consumo di carne, e questo per motivi etici e filosofici. Detto ciò, lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità Oms sulla cancerosità della carne rossa e trattata non ci coglie di sorpresa». Così l’oncologo Umberto Veronesi, in un’intervista all’ANSA, commenta l’indicazione dell’Oms, precisando come tutti gli studi che vanno nella direzione di identificare nuovi possibili fattori di rischio per il cancro sono comunque un «grande passo avanti».

«L’identificazione certa di una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre e comunque una buona notizia in sè, perchè aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione. In questo caso dunque – avverte Veronesi – non si tratta della ‘vittoria’ di una parte sull’altra, ovvero dei vegetariani contro i carnivori, ma di un passo avanti della Ricerca».

Il maggiore problema nel trattare l«emergenza cancro’ infatti, spiega, »è proprio quello di riuscire a identificare tutte le cause di questa malattia: la Ricerca potrà dire di aver vinto il cancro non quando avrà trovato un singolo farmaco rivoluzionario ma quando sarà in grado di non fare ammalare più le persone, e questo obiettivo si potrà realizzare solo quando avremo trovato tutte le cause alla base dei tumori«. Dunque, insiste l’oncologo, »di fronte all’identificazione di una nuova ulteriore causa non ci dovrebbero essere polemiche, ma ciò che va considerato è invece l’impatto scientifico ai fini della futura eliminazione della malattia«. Detto questo, prosegue Veronesi, »sottolineo che la notizia che arriva dall’Oms è scientificamente importante ma non ci coglie impreparati, poichè non fa che confermare i risultati di vari studi epidemiologici che già andavano in questa direzione«. Ora, avverte, »si tratta di avere un supporto di tipo istituzionale a delle indicazioni che diamo da anni in merito all’opportunità di ridurre drasticamente il consumo di carne, come d’altronde indica pure il Codice europeo contro il cancro«.

Veronesi si dice dunque d’accordo con il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica Carmine Pinto, secondo cui quello dell’Oms è un invito a tornare alla dieta mediterranea, ma da vegetariano convinto si spinge oltre: »Personalmente – afferma – dico che il consumo di carne va comunque eliminato del tutto, e questo, per quanto mi riguarda, per due motivi fondamentali: amo gli animali e dunque non li mangio e perchè la carne è un alimento assolutamente non sostenibile dal punto di vista ambientale«. Basta un dato, conclude l’oncologo, per capire la portata di quest’ultima affermazione: »Per ottenere un chilo di carne pronta al consumo occorrono circa 20mila litri di acqua, ma per ottenere la stessa quantità di cereali ne occorrono meno di mille«.

https://liberelaiche.wordpress.com/2014/03/10/non-urtare-la-sensibilita/

https://liberelaiche.wordpress.com/2013/04/08/la-sofferenza-degli-animali/

http://www.ilpost.it/2015/10/27/oms-carne-cancerogena-rossa-lavorata-cancro/

http://www.huffingtonpost.it/2015/10/26/veronesi-carne-intervista_n_8391158.html

Giuditta Tavani Arquati, l’eroina romana

Roma, 23 ottobre 2015, ore 10.30, Villa Glori,  Piazzale del Mandorlo – ore 10.30  Il fatto d’armi di Villa Glori 

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Domenica 25 Ottobre 2015, alle ore 16.00, in via della Lungaretta, sarà deposta una corona di alloro in onore dell’eroina Giuditta Tavani Arquati

Se altri non si moverà, ci moveremo noi; spetta a noi il far insorgere Trastevere (Giuditta Tavani nella cronaca di Felice Cavallotti)

Straordinaria donna caduta per la libertà di Roma dall’ormai agonizzante regno temporal-secolare del papa-re il 25 ottobre del 1867. Giuditta fu il vessillo di una parte, minoritaria, ma presente, della popolazione romana ansiosa di liberarsi dall’ormai cadaverico regno di Pio IX. Una monarchia assolutista, sanguinaria, feroce con gli ebrei, che si reggeva soltanto perché così voleva Napoleone III, imperatore di Francia. Gli chassepots d’oltralpe erano riusciti a sconfiggere Garibaldi a Mentana e, il governo del neo regno d’Italia, dopo le sconfitte patite in mare a Lissa e in terra a Custoza, non era nelle condizioni migliori per tentare il colpo grosso di entrare a Roma. Il Veneto era stato appena passato dall‘Austria alla Francia e da questa all’Italia. L’imperatore francese in quel momento era un buon amico dell’Italia ma teneva incollata la mano sul Vaticano. Purtroppo le attese dei Patrioti romani andarono deluse perché la gran parte del popolo non si mosse neppure quando Garibaldi era sotto le mura di Roma. Ma vendettero cara la pelle: come non ricordare il sacrificio dei fratelli Cairoli e quello degli ultimi condannati a morte, Monti e Tognettiper mano del boia pontificio Mastro Titta? Accanto a loro emerse prepotentemente Giuditta Tavani Arquati, erede di una delle poche famiglie romane di orientamento mazziniano e, dunque, repubblicano.
Una piazza di Trastevere è a lei dedicata; in via della Lungaretta, al civico 96 c’è la lapide che ricorda l’episodio: è casa Ajani, già sede del lanificio omonimo in cui, asserragliata con il marito e altri patrioti, si difese, pure essendo incinta, sparando contro le guardie pontificie che, grazie ad una soffiata, avevano sorpreso i rivoluzionari. Cadde trafitta da un colpo di baionetta mentre, pistola in mano, difendeva strenuamente le sue idee di libertà. La storica Associazione a lei dedicata, ogni 25 la ricorda. Questa cerimonia, iniziata dall’amministrazione guidata dal sindaco Ernesto Nathan, interrotta negli anni del fascismo – in cui addirittura fu calcinata la lapide su espressa richiesta della Santa Sede – ricorda le radici risorgimentali di Roma. Tiziana Ficacci

https://liberelaiche.wordpress.com/2013/10/20/giuditta-tavani-arquati-la-nostra-eroina/

Negli anni anni intercorsi dal 25 ottobre 1867 siamo sicuri che i diritti di libertà abbiano compiuto passi decisamente in avanti nel nostro Paese? Siamo convinti che il potere reale del papa-re sia stato definitivamente sconfitto e con esso tutti i gravissimi errori che partono dal 29 febbraio 1929, poi confermati nello sciagurato articolo 7 della Costituzione repubblicana e ribaditi nell’incompiuta revisione del concordato del 1985?
Assistiamo con preoccupazione alla continua rincorsa di forze politiche e dei volenterosi media alle tesi del papato. 
Anziché assistere al posizionamento adeguato degli insegnamenti della parte migliore del Risorgimento, fra cui emergono le figure di Tavani Arquati tra Mazzini e Garibaldi, rileviamo che si lavora per inserire la storia nelle nebbie della memoria: restituzione maggiorata con gli interessi  del potere del papa-re.

Date e celebrazioni come questa del 25 ottobre meritano di essere ricordate. E a Roma è molto importante perché è qui che fin dal 1840 si sono espressi i primi moti di ribellismo al soffocante totalitarismo pontificio. tf

https://liberelaiche.wordpress.com/2013/10/20/2090/

e anche

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/04/giuditta-tavani-la-ribelle-di-trastevere-che.html

http://www.sovraintendenzaroma.it/per_approfondire/centri_di_documentazione/centro_di_documentazione_dei_cimiteri_storici/il_cimitero_del_verano_e_le_guerre_del_xix_e_xx_secolo/monumento_sepolcrale_di_giuditta_tavani_arquati

http://uaarroma.altervista.org/roma-laica/roma-laica-storia-giuditta-tavani-arquati.php

Chi attenta alla famiglia

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/03/29/chi-attenta-alla-famiglia/

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/01/31/la-famiglia-liquida/

La tomba di Giuseppe spiegata agli ignoranti

IlPost Venerdì 16 ottobre i principali giornali internazionali hanno raccontato che un gruppo di giovani palestinesi ha incendiato la Tomba di Giuseppe, un luogo di culto venerato dagli ebrei che si trova nei pressi della città di Nablus, in Cisgiordania. Sul posto si trova un edificio in pietra nei dintorni del quale – secondo la tradizione ebraica – è sepolto Giuseppe figlio di Giacobbe e nipote di Isacco, a sua volta figlio di Abramo. Per capirci: è lo stesso personaggio biblico la cui storia è raccontata nel film d’animazioneGiuseppe il re dei sogni, prequel del celebre film d’animazione Il principe d’Egitto. L’incendio di venerdì è stato contenuto e nessuna persona è rimasta ferita: le autorità israeliane hanno però detto che l’edificio ha subito dei gravi danni e che verrà ristrutturato.

La Tomba di Giuseppe è da secoli un luogo visitato dai pellegrini delle tre più importanti religioni monoteiste: Cristianesimo, Ebraismo e Islam. Negli ultimi quindici anni è finito più volte sui giornali a causa di eventi collegati agli scontri fra palestinesi e israeliani, e la sua condizione attuale è piuttosto particolare: il sito è frequentato quasi solo da ebrei ma si trova in Cisgiordania, cioè nella porzione interna dello stato palestinese. I pellegrini ebrei che lo frequentano devono farlo in accordo con le autorità palestinesi: esattamente il contrario di quanto accade ad esempio per la Spianata delle moschee di Gerusalemme, il luogo di culto più importante per i musulmani ma da anni gestito e pattugliato dalle autorità israeliane.

Il Giuseppe che secondo gli ebrei è sepolto vicino Nablus non è la stessa persona di San Giuseppe, considerato il “patrigno” di Gesù Cristo e vissuto, secondo la tradizione, centinaia di anni più tardi. La storia di Giuseppe è attestata sia nel libro della Genesi dell’Antico Testamento (considerato sacro sia dagli ebrei sia dai cristiani), che nella tradizione scritta ebraica e nel Corano, con piccole variazioni. Secondo i punti salienti della storia, Giuseppe fu il dodicesimo e penultimo figlio di Giacobbe, a sua volta nipote di Abramo, una delle figure più importanti dell’Antico testamento e della tradizione ebraica. Secondo la Bibbia, Giuseppe divenne il favorito di Giacobbe e questo provocò la gelosia dei suoi fratelli maggiori, che un giorno per sbarazzarsi di lui lo vendettero a un mercante di schiavi. Giuseppe finì a lavorare come schiavo per un ufficiale del faraone d’Egitto, ma dopo varie vicissitudini si guadagnò la fiducia dello stesso faraone grazie alla sua abilità nell’interpretare i sogni (riuscì a prevedere con largo anticipo una grave carestia che avrebbe colpito l’Egitto). Giuseppe fu così tanto apprezzato dal faraone che fu nominato “governatore” d’Egitto: anni più tardi, quando i suoi fratelli andarono in Egitto per cercare del cibo durante la carestia, Giuseppe li riconobbe e alla fine li perdonò per averlo venduto.

Come molte figure bibliche, non è chiaro se il personaggio di Giuseppe sia esistito realmente o abbia un qualche fondamento storico. Gli storici e gli archeologi dibattono da secoli se la presenza degli ebrei in Egitto raccontata dalla Bibbia abbia qualche fondamento: alcuni storici legati all’ebraismo ne sono convinti, altri ammettono che le prove archeologiche e documentarie sono scarsissime se non inesistenti. In questo quadro, è praticamente impossibile stabilire se e quando il corpo di un uomo di nome Giuseppe sia stato portato nell’odierna Nablus dopo la sua morte, come raccontato nella Bibbia (che comunque non parla del luogo esatto di sepoltura di Giuseppe). Sin dal quarto secolo dopo Cristo, comunque, ci sono numerose attestazioni di culto sul luogo della presunta sepoltura da parte di ebrei, cristiani e musulmani. Un edificio in pietra dalla struttura simile a quella attuale è visibile in disegni e fotografie risalenti all’Ottocento e al Novecento. Oggi all’interno dell’odierna Tomba di Giuseppe non ci sono resti umani ma un cenotafio, un monumento funebre che ricorda la persona morta. Non è nemmeno chiaro se il luogo dell’edificio odierno corrisponda a quello di cui parlano le primissime fonti.

In tempi recenti, la Tomba di Giuseppe fu conquistata da Israele al termine della Guerra dei Sei giorni, nel 1967. Negli anni successivi gli israeliani presidiarono la Tomba con un avamposto dell’esercito e un centro studi sulla tradizione ebraica. Nel 1995, in seguito ad alcune disposizione secondarie degli accordi di Oslo, Nablus e la tomba di Giuseppe passarono sotto il controllo palestinese, sebbene le forze israeliane continuarono a sorvegliare il sito. Da allora ci sono stati numerosi episodi di violenze da parte di palestinesi, il più famoso dei quali accadde nell’ottobre del 2000 durante la Seconda “intifada”: poche ore dopo che l’esercito israeliano si era ritirato perché riteneva il sito troppo difficile da difendere, decine di palestinesi bruciarono e spaccarono pezzi dell’edificio, che venne ristrutturato solamente nel 2010. Ancora oggi le visite dei pellegrini ebrei alla Tomba sono strettamente sorvegliate anche dalla polizia israeliana.  http://www.ilpost.it/

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=59961

 

La solitudine di Israele

13.10.2015 Terrorismo in Israele: non esiste Paese che non reagirebbe ad attacchi quotidiani contro i propri cittadini
Lucida analisi di Furio ColomboTestata: Il Fatto Quotidiano
Data: 13 ottobre 2015
Pagina: 10
Autore: Furio Colombo
Titolo: «Terza Intifada, ricordiamoci come è cominciata»

BISOGNA ESSERE preparati al fatto che già adesso ci sono due parti di questo nuovo episodio di guerra intorno a Israele. II primo è: cominciano le pugnalate e le uccisioni per le strade di Gerusalemme. È un fatto di cronaca come tanti, in Medio Oriente, e se ne parla non più di tanto, sia perché in quell’area del mondo accade ben altro, sia perché l’iniziativa è di Hamas, non di Israele e quindi manca la notizia.

Fra poco Israele darà una sua risposta. Non sappiamo ancora se sarà o apparirà eccessiva, ma dubito che sarà diversa da quella che adotterebbe il governo belga o finlandese se qualche gruppo, ideologico o etnico, cominciasse a prendere a coltellate i cittadini di quei Paesi (pensate alla Francia, sostenuta dalla solidarietà di tutti, ai tempi di Charlie Hebdo).

No, qui comincerà la seconda narrazione. E non avrà a che fare con il problema: come si risponde al pericolo di essere accoltellati in strada uno per uno? Si dedicherà, temo, alla “vocazione coloniale di Israele”. E ai fatti si aggiungerà il ricordo dei tanti episodi di una lunga e sanguinosa vicenda che comprende tutte le repressioni di Israele, ma non include mai tutti gli attacchi subiti da Israele (le bombe sugli autobus delle scuole per anni, a Gerusalemme), fin da quando, dalle alture del Golan, si sparava dentro le finestre delle abitazioni israeliane di frontiera, mirando al tavolo della cucina all’ora dei pasti.

Forse la vera testimonianza della tragedia che Israele e la Palestina sono obbligati a vivere, a causa del ben organizzato terrorismo, è portata in Italia dai tanti palestinesi che si trovano tra coloro che si salvano dalla traversata sui gommoni. Non se la sentono di vivere governati da militanti di una guerra perenne che può finire solo con la eliminazione di Israele. Si pensi a quello che accade in tutti i paesi intorno al territorio di una nuova Intifada: un mondo di vendetta continua, in cui si paga sempre e solo con la vita.

Poteva Hamas restare fuori dalla grande stagione di sangue? Può Israele pretendere di non vedere il pericolo? Si può indicare un popolo che, in quelle condizioni, non cercherebbe difesa dei suoi cittadini? Scrivo tutto ciò nell’anniversario del feroce rastrellamento nazista e fascista di tutti gli ebrei trovati, di notte, nel Ghetto di Roma (16 ottobre 1946) e morti quasi tutti ad Auschwitz. Indirizzi e nomi delle famiglie offerti ai soldati tedeschi dalla Questura di Roma. Il silenzio, che ha impedito ogni difesa, dalla migliore società italiana, religiosa e laica, che non ha avuto nulla da obiettare.

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-10-14/2015101431451917.pdf

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=41&sez=120&id=59900

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-10-14/2015101431452645.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-10-14/2015101431452667.pdf

http://www.economist.com/news/middle-east-and-africa/21673611-palestinian-unrest-probably-will-not-escalate-full-blown-uprising-it-also-hard

http://www.cnlive.it/tv/2015/09/08/rabin-last-day.html

Su Marino (correzioni)

Tristo chi se presenta a li cristiani/scarzo e cencioso. Inzino  pe’ le scale/lo vanno a mozzicà  puro li cani (G.G.Belli)

Marino si è dimesso ,. Ora la metro sembra nuova (http://www.spinoza.it/)

http://nicovalerio.blogspot.it/2015/10/prova.html

La questione Marino ci racconta più di quanto vorremmo sapere del nostro Paese. Dando per scontata la sua ingenua inadeguatezza nell’affrontare lupi e vampiri romani e vaticani, e anche la sua inesperienza nello scegliersi uno staff adeguato, e alla quale è equo aggiungere anche un pizzichetto di sfortuna, sarebbe più che ingeneroso definire uno sfascio questa sua breve esperienza come sanno i romani onesti e che conoscono la città. Se una responsabilità va cercata è nel suo partito di provenienza che non è (o non è stato) in grado di scegliere la classe dirigente. L’incredibile tritacarne mediatico è un caso clinico più che politico. Il linciaggio a cui è sottoposto dai giornali che hanno avuto bisogno della magistratura per sapere di mafia capitale – eppure uno di quegli affaristi si dava del tu con i giornalisti che stazionano fissi al Campidoglio – è indegno. Insopportabile che politici dello stesso partito del sindaco precedente  che andrà a processo fra qualche settimana rivendichino questo e quello (Meloni che è stata ministro senza che nessuno sia in grado di ricordare qualcosa del suo lavoro, Marchini che non ha partecipato a un consiglio…, non sono questi  fatti  gravi danni erariali?). Se Marino ha commesso degli illeciti è giusto che sia giudicato dalla magistratura, ma non dal branco, non dai tweet volgari e senza mittente. E’ insopportabile che un Paese che si commuove per le banalità insulse del papa si ecciti con il capro espiatorio.

UNA BATTAGLIA CHE ANDAVA COMBATTUTA

http://www.brogi.info/2015/10/marino-si-e-fatto-fregare-anche-sul-vino-vintage-tunina-pagandolo-55-euro-invece-di-30.html

http://www.italialaica.it/news/articoli/54716

http://www.huffingtonpost.it/2015/10/12/pier-ferdinando-casini-gongola-per-il-caso-marino_n_8278602.html?utm_hp_ref=italy

venerdì 09 ottobre 2015

Cerchio

“Farò i nomi, tiro giù tutti, farò il tour delle trasmissioni televisive”.
E il cerchio si chiude, sul rapporto tv e politica.

di Luca C.

Risposta

Marino potrebbe trasformare la sua vendetta in un format.

 

Parecchi osservatori ritengono che il Vaticano abbia segnato un punto sulla Francia perché non è riuscita a piazzare l’ambasciatore designato dichiaratamente omosessuale. Non so quanto sia grave per la Francia non avere un suo ambasciatore, ma il Presidente che non ha voluto fare altri nomi ha mostrato il rispetto delle leggi del suo Paese e di tutti i cittadini. Opportuno sarebbe che la nostra classe dominante si domandasse chi sono i vicini sedicenti misericordiosi (pericolosissimi per i romani). L’Italia già più volte ha dimostrato che il suo sistema politico si paralizza per le interferenze ecclesiastiche.

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-10-11/2015101131430296.pdf

 

 

Half the Sky

 

L’origine del termine italiano è nel latino murus, che definiva le fortificazioni militari, mentre le mura delle abitazioni civili venivano chiamate parietes. Un muro, quindi, non è mai una scelta neutra: indica la paura di chi lo costruisce, tanto più grande quanto più la struttura è alta. Metri di muro innalzati lungo il confine tra due Stati europei sono un bel po’ di paura. Sarebbe il caso di capire se il pericolo maggiore sia al di fuori di esse oppure dentro, con un popolo intero che accetta di sentirsi, da ora in poi, perennemente sotto assedio (Alessandro Masi, Sette)

E’ inevitabile che l’Occidente cambierà per i rifugiati che arrivano e arriveranno. L’islam avrà peso? E’ possibile, ma l’esodo in corso è di per sé una sconfitta per l’islam fanatico, la religione che si fa Stato, quello che produce il terrorismo. Chi fugge respinge questo assioma e non vorrà certo riprodurlo dove approda e apprezzerà, ancora più di chi qui vive, società aperte e tolleranti. In sintesi estrema è l’Occidente e non solo la fame che attrae chi arriva. Forse si verificheranno attriti tra questi nuovi cittadini e chi invece tra loro desidera ricreare ghetti religiosi. Perché questo non accada sono indispensabili politiche di integrazione che comprendano soprattutto le donne, ovunque motore di ogni cambiamento. E l’Occidente? In Italia molti temono l’islam fingendo di ignorare quanto la religione cristiana – e segnatamente la cattolica – abbia percorso una strada simile a quella in un passato non poi così lontano. Da noi politici e media contribuiscono a creare una atmosfera confortevole e sicura ai religiosi – anche ai terroristi in nome del fideismo – perché promuovono l’idea della fede come verità assoluta, obbligandoci poi tutti ad un rispetto eccessivo delle religioni. Ma conosciamo come i media non descrivano la società italiana che è ampiamente secolarizzata. L’interesse maniacale che i media hanno per il papa e le sue dichiarazioni (parole parole parole) non è condiviso dalle persone comuni, esattamente come i musulmani non sono interessati a conquistare il mondo per soddisfare un califfo. Ovunque le persone desiderano vivere tranquillamente. E’ banalissimo da scrivere, ma è così.

 

Quel che è di Cesare

Il pastore cerca sempre di persuadere il gregge che il loro interesse e il suo coincidono (Stendhal)

A dire il vero, non ho alcuna visione d’avvenire, neanche a un anno di scadenza, a maggior ragione a vent’anni. E’ già abbastanza difficile vivere al presente… Le profezie non mi interessano (avendo avuto a suo tempo qualche problema con i profeti, francamente non aspiro a questo mestiere). Qualunque sia l’impegno che mettiamo ad analizzare le probabilità, so che l’unica cosa di cui possiamo esser sicuri è che quel che accadrà supererà le nostre facoltà di previsione. Sarà forse meglio di quanto speriamo o peggio di quanto temiamo. La Storia ci prende sempre di sorpresa. Posso dire cosa mi piacerebbe vedere: meno religione, più giustizia, meno reality, più benevolenza, più intelligenza e meno calcio… Ma se non avessi diritto che a un solo auspicio, meno religione mi andrebbe benissimo. Molta meno religione. Preferibilmente, che la religione non ci fosse affatto. Questo abbasserebbe il livello di idiozia mondiale di almeno una buona metà. Forse di più. Sarebbe sufficiente (Salman Rushdie, La Règle du Jeau)

“Io sono non credente, però il papa è infallibile” (Matteo Orfini, presidente Pd) 

Si sta avverando la volontà di D’Alema che implorava la Chiesa e il papa– un altro in quel momento – di provocare una crisi di governo per le olgettine chiedendo una ingerenza nella vita politica del Paese. Adesso politici e giornalisti ritengono che il papa sia l’unico a parlare di certe cose. Si badi, parlare e le parole ai nostri politici da un lato entrano e dall’altro escono , esattamente come ai vescovi italiani hanno fatto solletico le battute gesuitiche (sinonimo di ingannevole) sul pagamento delle tasse per i lucrosi alberghi. Sulle scuole private invece no, quelli vanno bene, ma vanno bene anche al fondatore de la Repubblica che addirittura verserà l’8 per mille alla Chiesa perché è più laica dello Stato, evidentemente ritenuto non adatto a ricevere soldi che, almeno teoricamente, spenderebbe per tutti.. Si spalancano le bocche in oooooo di meraviglia perché il papa  ha pianto per i reati di pedofilia compiuti dai vescovi di Filadelfia (quelli italiani invece sono immuni da questo reato orrendo), facendo finta di ignorare quanto anche papi diventati santi per mano di Francesco siano stati analfabeti in materia di rigore morale, trasparenza, emersione, verità.  Applausi per l’orrendo intervento sul sindaco Marino, come se ci servisse il bollo papale per comprendere la sua inadeguatezza. E così il papa che piace a tutti, che si occupa lui da solo di ambiente e non parla di sovrappopolazione, che parla , come tutti, alle Nazioni Unite, ha anche il tempo per pettegolare sul sindaco di Roma. Ma davvero anche questo lascia indifferenti i commentatori vaticaliani?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/01/papa-francesco-le-doppie-verita-della-chiesa-e-della-stampa-compiacente/2086169/

http://www.italialaica.it/gocce/54644

http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=124288&typeb=0&aborto-e-matrimoni-gay-bergoglio-fa-miracoli-anzi-no

http://www.huffingtonpost.it/2015/10/02/avvenire-ignazio-marino_n_8231760.html?1443782328&utm_hp_ref=italy

malavoglia66 giovedì, 01 ottobre 2015

Papeide

Come non bastasse, in questi tempi medievali di Roma decadente e di mafia capitale, avere due Papi (oscuri segni millenaristici) eccoti anche l’Antipapa Marino. Nessuno l’ha capito: Marino non si è imboscato, è volato a Filadelfia nel suo ruolo di contendente lo scettro di Pontifex maximus, come aspirante princeps romano; ma, come per quasi tutto quello che fa, nessuno se n’è accorto, tranne l’arguto scrivente.