Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: luglio, 2015

Dica 33

 Er Chirichetto d’una sacrestia/sfasciò l’ombrello su la groppa a un gatto/pe’ castigallo d’una porcheria./Che fai? –je strillò er Prete ner vedello/Ce vò un coraccio nero come er tuo/pe’ menaje in quer modo… Poverello!…/Che? – fece er Chirichetto – er gatto è suo?/Er Prete disse: No… ma è mio l’ombrello! (Trilussa)

Alla fine c’è stato il giudice che ha ricordato l’articolo 33 della Costituzione “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato” rispetto alle libere interpretazioni date da più governi. Contiamo – senza sperarci troppo – che la classe politica del Paese non presti il fianco a lamentele ideologiche della Cei – nessuno gli ha chiesto di chiudere le scuole, solo di pagare per attività di lucro – o alle ventilate serrate proposte dal quotidiano dei vescovi e mostri per una volta di fare gli interessi del Paese che rappresentano. Ricordassero i nostri amministratori che i contributi di cui le scuole private già godono e i privilegi di natura fiscale camminano insieme a una riduzione dei finanziamenti per la scuola pubblica., che è per tutti e gratuita. Avessero presente che solo questa scuola offre pari opportunità senza passare, come la maggioranza di giornalisti imprenditori politici, dal costoso liceo Massimo (elegante scuola dei gesuiti a Roma, una tra le tante), per avere qualche chance.

Ma questa sentenza della Cassazione lascia in bocca un amaro che non passa. Non è un  segno di democrazia quando la politica, in linea teorica espressione dei cittadini, delega il proprio lavoro ai giudici. Lo vediamo soprattutto sul tema dei diritti – il pane per noi, ben altro per i politici – dove è addirittura la Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo che legifera.  Così il Paese è stato punito per il reato di clandestinità, il sovraffollamento delle carceri, per non essersi adeguato all’attribuzione del cognome della mamma per i figli, per aver ignorato il reato di tortura, per essere tra i pochissimi che non danno nessun riconoscimento alle unioni omo. Poi c’è la Cassazione che ha sancito che si può cambiare il sesso all’anagrafe anche senza sottoporsi a mutilazione dei genitali. E ancora, c’è la Consulta che smantella la legge 40 e l’incredibile Fini-Giovanardi sulle droghe. Nel frattempo la politica si gingilla abbrutendo le nostre vite. Salvo poi lamentarsi dell’antipolitica e temere i populismi che si alimentano nelle praterie deserte. Leggendo male perfino gli elettori che corteggiano, attribuendogli ogni volta di essere più realisti del re o più papisti  del papa. Per favore, ricordatevi che siamo persone con una propria testa. La nostra unica colpa è non fare una vera rivoluzione che vi deponga.

http://www.lastampa.it/2015/07/25/italia/cronache/anche-le-scuole-cattoliche-devono-pagare-lici-lira-dei-vescovi-sentenza-che-limita-la-libert-c5bL4sPqAvjcWQttNvMuWN/pagina.html

http://www.italialaica.it/news/articoli/54507

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/07/27/antonia-sani-ici-e-scuole-paritarie-una-giusta-sentenza/

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-07-29/2015072930877910.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-08-04/2015080430877552.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-07-29/2015072930879248.pdf

http://www.uaar.it/news/2015/07/28/monta-padova-prima-scuola-parentale-anti-gender/

http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=122294&typeb=0&uomini-che-odiano-le-donne-ma-ammazzano-gli-uomini-

http://www.avantionline.it/2015/07/spose-bambine-stop-alla-pedofilia-legalizzata/#.VbiD3fntmko

Parla bene e vivi meglio

… assenza, più acuta presenza

La famiglia del piccolo Marco, morto in un bruttissimo incidente nella metro a di Roma, ha disposto per funerali al Tempietto egizio del Verano. Il Tempietto è l’antico crematorio del cimitero monumentale romano restaurato una quindicina d’anni fa per celebrare in modo consono funerali non religiosi. I media hanno riportato questa opzione come fosse una stravaganza. Il programma del servizio pubblico rai Estate in diretta si è chiesto, con l’ausilio del solito prete che commenta dalle chiappe nude di Belen all’episodio di cronaca nera, il perché e il percome della scelta, e non potendo mandare immagini del funerale del bambino – privato anche se il Sindaco ha partecipato a nome dei romani colpiti da un lutto così doloroso – ha ripreso una messa voluta dai vicini di casa del bimbo.  I giornaloni al gran completo hanno parlato di funerali laici. Un errore? No, ma una superfetazione si. Un funerale è un funerale, se si celebra in chiesa è presumibilmente religioso, altrimenti no.  Specificarlo sembra essere parte di quell’abitudine italiana per cui se un cittadino è cattolico è di classe a, se non lo è deve dimostrare in ogni momento della vita di essere perfetto per aspirare alla a. Esagerazioni? No, se si ha bisogno di usare ogni tre per due la locuzione bravo cristiano per definire una persona per bene, mostrare stupore se un prete ammazza una donna o violenta un bambino, ritenere cosa buona e giusta che si paghino tasse a perdere per finanziare le mille feste della Chiesa romana. Un sogno sarebbe che sparisse dal linguaggio il nome di battesimo, paradossalmente usato anche sulla modulistica, almeno quanto il papa da tutti i tg. Siccome il giubileo della misericordia (parola che sembra sia stata inventata dal mitico Francesco!) dichiarato unilateralmente e senza preavviso per la gioia dei romani, sta per andare in onda, sarebbe troppo chiedere ai media vaticaliani di usarci la misericordia di chiarire cosa è dei cattolici e cosa è di tutti i cittadini? Grazie pigri pennivendoli schiavi della teocrazia vaticana che spianate la strada alle guerre di religione ignorando che solo in un Paese laico c’è posto per tutti.

http://www.uaar.it/news/2015/07/20/clericalata-della-settimana-29-estate-in-diretta/

http://cosechedimentico.blogspot.it/2011/04/assenza-piu-acuta-presenza.html

Di sinistra 2

 

Mentre i buoi trascinavano un carro, l’asse strideva. Allora quelli, voltandosi indietro, gli dissero:  “Ohi, amico! Il carico lo portiamo tutto noi, e quel che si lamenta sei tu?” Così, anche tra gli uomini, c’è chi finge d’esser stanco quando sono gli altri che lavorano

La crisi sociale che viviamo influisce sulla vita politica della sinistra che registra una contraddizione pesante: per vincere deve allargare la sua influenza al centro, ma per recuperare credibilità deve avere idee valori programmi che sono propri della sinistra. Le diverse denominazioni – che sempre più spesso hanno modalità che coincidono con i vari movimenti populisti – aspetteranno i risultati del referendum direttamente in Grecia. Anche questa volta la sx sx non esporrà le sue idee e proposte ma cavalcherà quelle di altri. Non rendendosi conto che questo è il motivo per cui rimane al palo, nessuno sa quel che vogliono, le idee sono bellissime ma fumose e senza gambe, rimangono ben stirate, non hanno le acciaccature delle cose messe alla prova. Governare è mediare. Mettere d’accordo posizioni diverse è un segno di intelligenza non di servilismo,  dove non c’è mediazione c’è solo fanatismo, che è l’esatto contrario dell’intelligenza che ci servirebbe per cambiare le cose in meglio.

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/06/27/di-sinistra/

Vincino

Olimpiadi e interessi privati

Forse è vero, come dice Luca di Montezemolo, presidente del comitato promotore, che per Roma essere scelta come sede dell’Olimpiade del 2024 sarebbe «l’occasione per ripartire», addirittura «una magnifica opportunità di purificazione». E forse è pure vero, come ha affermato il presidente del Coni Giovanni Malagò, che i Giochi a Roma, pur essendo concepiti in una prospettiva low cost, significheranno la bellezza di 170 mila posti di lavoro. Forse è tutto vero, per carità, e quindi, a proposito della candidatura olimpica di Roma, ogni entusiasmo, ogni speranza, ogni promessa, poggiano su solidissime fondamenta. È anche vero però che nei P aesi seri, quando si tratta di prendere qualche decisione importante come questa, si assiste di solito a una discussione approfondita, a un contraddittorio, e che il contraddittorio è per sua natura fatto di obiezioni. Ecco allora alcune obiezioni alla candidatura olimpica di Roma, basate su notizie di stampa nonché su un ottimo studio di un economista americano specializzato in economia dello sport, Andrew Zimbalist, ( Circus Maximus, The Economic Gamble Behind Hosting The Olympics and the World Cup, Brookings Institution Press). Il primo dubbio riguarda le previsioni circa i costi dei Giochi, sempre smentite dai risultati. Per l’ultima Olimpiade di Londra, ad esempio, i costi erano stati inizialmente stimati in circa 5 miliardi di sterline. Ebbene, secondo il quotidiano inglese Guardian , questi 5 miliardi sono poi diventati 12 (alcune stime parlano addirittura di 20). Chi può garantire che non avverrebbe lo stesso per Roma 2024?
Quanto ai benefici, si era detto che i posti di lavoro creati a Londra sarebbero stati all’incirca 70 mila. A quel che pare, invece, finora ne sono stati creati appena 10mila, e molti di questi, essendo precari, non esistono già più. Per ciò che poi riguarda gli incassi generati dalle Olimpiadi, quella di Londra ha dato un gettito totale (diritti tv, vendita biglietti, sponsor e concessioni del marchio) di 5,2 miliardi di dollari. Una somma senz’altro ragguardevole. Peccato che il Cio, il Comitato olimpico internazionale, abbia incamerato per sé più del 70 per cento dei diritti televisivi, che, come è facile capire, della suddetta somma costituiscono la percentuale maggiore. Con il tempo, infatti, il Cio è diventato un’organizzazione sempre più assetata di soldi: basti pensare che negli Anni 60-70 si accontentava del 4-5% dei diritti di cui sopra, meno di un decimo di quanto invece pretende e ottiene oggi. Un altro vantaggio sempre sbandierato dai promotori per sostenere il valore economico che l’Olimpiade rappresenterebbe è quello rappresentato dall’afflusso turistico. Ma anche qui – ed è un punto capitale – i dati li smentiscono. Il numero dei turisti attratti nel periodo dei Giochi dalle due ultime Olimpiadi di Pechino e di Londra – dicono le statistiche – è stato, infatti, inferiore al numero di quelli che visitarono le due città nel medesimo periodo degli anni precedenti.
Ultimo grande miraggio fatto brillare agli occhi del pubblico è quello delle infrastrutture, sportive e non, che i Giochi lascerebbero alle città che li ospitano. Proprio a tale proposito, tuttavia, Zimbalist fornisce un elenco impressionante delle suddette strutture che in varie parti del mondo (Atene è il caso limite), passata la festa, sono oggi in abbandono, cadono in rovina, ovvero hanno richiesto centinaia di migliaia di euro per la manutenzione o per essere efficacemente riutilizzate. Di questi esiti rovinosi, del resto, il nostro Paese, a suo tempo organizzatore del catastrofico Italia ‘90, così come pure Luca di Montezemolo che vi ebbe qualche parte, dovrebbero saperne qualcosa.
Quelli che ho fin qui elencato sono dati ricavati da fonti autorevoli e indipendenti. Ai quali non sarebbe male, mi sembra, che i promotori dei Giochi, a cominciare dal presidente del Coni, rispondessero in modo circostanziato: sono dati falsi? E quali sono, invece, allora, i dati veri delle passate Olimpiadi? Messi a punto e confermati da chi, soprattutto? Decisioni importanti come quella dell’Olimpiade non possono essere prese in base a considerazioni generiche, con discorsi alati o con promesse fondate sulle buone intenzioni. Di queste ultime nessuno dubita, naturalmente, ma qui non si tratta di promesse e di intenzioni. Si tratta di soldi: soldi nostri, fino a prova contraria.