Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: marzo, 2016

Singoli senza diritti

L’amore è dei coraggiosi. Il resto è coppia (Giannotto mio)

Anche se con tempi da esodo biblico gli omosessuali nostrani hanno iniziato a percorrere la “via della normalità” vedendo riconosciuti alcuni diritti. Chi invece è sposato “normalmente” sa che potrà divorziare finalmente come nel resto dei paesi europei con un po’ meno spese e con un po’ più di rapidità. Diritti, piccoli passi, ma passi in avanti.

Chi non ha diritti , né considerazione sociale, sono i singoli che pure sono una realtà in crescita.

Generalmente i singoli sono dipinti come degli inaffidabili allegroni che passano il loro tempo mangiucchiando l’apericena in cerca di compagnia per la notte sempre pronti con le scarpe e il golfino nella borsa da indossare la mattina in ufficio dopo la notte di bagordi. A dipingere i singoli così immagino siano gli sposi infelici ed invidiosi oltre agli sceneggiatori della fiction italiana.

La realtà è molto diversa. Le congeneri della mia età, forse le prime che hanno veramente potuto scegliersi il tipo di vita, questa situazione la vivono benissimo. Ma molti/e non vivono in coppia perché sono sfortunati in amore o pretendono troppo, sono divorziati, vedovi, oppressi da esigenze della famiglia d’origine…  Quello che è certo che lo Stato, che non dovrebbe giudicare comportamenti o scelte ma considerare i cittadini tutti allo stesso modo, tratta i singoli alla stregua di sovversivi a cui è meglio negare.

Intanto facendogli pagare tasse più alte. Intanto non considerando che ci sono singoli che non hanno reddito (295mila), genitori separati privi di reddito (184mila), vedovi fragilissimi dal punto di vista emotivo, pensionati per niente d’oro.  Sono singoli più di 7 milioni di italiani e in tutte le fasce d’età.

Ai singoli non viene concessa l’adozione e è reso difficilissimo l’affido.  Discriminati e utilizzati pure per evitare “il temibile utero in affitto”, sia mai che uno dice che è singolo e poi magari è omosessuale… doppio sfregio, non certo per  la presunzione di omosessualità – chi legge questo blog sa che qui la discriminazione di genere non ha casa – ma perché considerati così inaffidabili da mentire pure sullo status civile !

A tutto questo si aggiunge la beffa che genitori anziani pretendono dai figli singoli quello che mai oserebbero chiedere ai figli coniugati, e parenti normalmente puntuti si affrettano a giustificare  lo sposato egoista e profittatore. Prendersi cura dei genitori anziani oltre che un dovere è anche un piacere, debilitante ma bello e gratificante.  Chi è singolo è in genere più generoso e altruista.  Anche se continuerà a sentirsi dire che è ovvio sia così perché ha più tempo libero.

 

 

Di sentimenti

Per Francesco che vive nella pancia della balena

Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora anche i miei occhi ti vedono (Giobbe, 42:5)

Ma oramai era tardi! Il mostro lo aveva raggiunto: il mostro, tirando il fiato a sé, si bevve il povero burattino, come avrebbe bevuto un uovo di gallina: e lo inghiottì con tanta violenza e con tanta avidità, che Pinocchio, cascando giù in corpo alla Balena, batté un colpo così screanzato, da restarne sbalordito per un quarto d’ora. (Le avventure di Pinocchio, Cap. XXXIV)

Ho un amico e se si esclude qualche parente è la persona che conosco da più tempo. Un po’ di ricordi, buffi divertenti sereni, sono legati a lui. Da un po’ di tempo in momenti tristi di cui neanche mi accorgo subito, passeggiando mi perdo sotto la sua casa da adolescente dove c’erano gatti e un pianoforte e sempre musica. E’ nato qualche mese prima di me e mi segna il tempo: a marzo mi ricorda quanti anni compirò ad ottobre. Da lui ho imparato che se si ama la musica si ama tutta. Diversamente da me ha una vita ordinata: da quasi sempre lo stesso lavoro – serio – e la stessa moglie, una ragazza riccia che è stata nostra compagna di scuola.

Non importa quanto tempo vedi o senti un amico, l’essenziale è che sia nei tuoi pensieri. Da un po’ vive nella pancia della balena e credo – lo so che lo sa – abbia capito che anche io sto un po’ lì con lui. In quella pancia Pinocchio fa incontri felici, ritrova Geppetto che credeva perduto… e esce cresciuto libero consapevole. Anche per il mio amico, e io ne sono certissima, finirà presto quell'”odioso quarto d’ora”.

E tornerà a tuffarsi in un perfetto arco nelle blu acque sarde che tanto ama. 

 la casa di Francesco


la casa di Francesco

 

“The Anonymous Revolutionary”.

http://www.huffingtonpost.it/2016/03/28/morto-blogger-marxista_n_9555540.html?utm_hp_ref=italy

Di agnellini e altra carne

C’è solo un passo tra lo spargere sangue animale e lo spargere sangue umano (Isaac B. Singer)

Temendo i fanatismi, rifuggo  anche dai fondamentalisti della dieta. Fermo restando che niente ho con chi in questi giorni mostra foto di teneri agnellini  richiamerei l’attenzione sulle persone, tra cui molti bambini, che convivono con la povertà e la guerra. In molti paesi europei la scomunica non è agli allevamenti ma al modo in cui si macella, credo per posizioni meramente politiche.

La macellazione halal (che riguarda il gran numero di musulmani che sono venuti a vivere in Europa) e quella kasher (che riguarda le minoranze ebraiche da sempre europee) consiste in un solo unico colpo inferto da una lama affilatissima manovrata da persona esperta che recide la giugulare e le vie respiratorie facendo morire immediatamente l’animale. Secondo musulmani ed ebrei, accomunati in molti riti del vivere e del morire, è fondamentale che l’animale soffra il meno possibile. E questo da molto prima che esistessero i moderni mattatoi e le norme Ue (1993) che obbligano allo stordimento. Con scarso controllo però, perché la scarica elettrica o il gas soffocante, il più delle volte lascia che l’animale si avvii sui tapis roulant verso i macchinari per la dissezione completamente sveglio. Che la macellazione rituale faccia soffrire di più l’animale è opinabile: il dissanguamento non è una lenta agonia ma un rapidissimo svuotamento che induce shock e perdita di coscienza. Di più, se può essere stupida superstizione ritenere il sangue impuro, certamente non è salutare mangiarselo. I nutrienti della carne, facilmente sostituibili con una dieta vegetariana, sono nei tessuti. Ma è legittimo attentare alla propria salute liberamente e ancora a nessuno è venuto in mente di proibire il sanguinaccio che si ottiene sgozzando il maiale e impastando il sangue caldo con farina e spezie, e che è considerato cibo prelibato al pari di fegato fegatelli coratella, alimenti ricchi di colesterolo. Sarebbe comunque desiderabile che rabbini e imam, in genere più illuminati e abituati alla complessità del pensiero del mediatico papa dei cattolici, aggiustassero i loro convincimenti alla maggiore sensibilità che oggi usa per gli animali. Del resto l’ebraismo, fin dal primo trapianto di cuore si adeguò al progresso scientifico nonostante l’ortodossia preveda l’integrità del corpo. Anche se in apparenza gli animali sono i protagonisti del dibattito, sembra però che la ciccia della questione sia altra, e questo scontro l’ennesimo uso politico della religione (uso politico che ha il “merito” di cristallizzare nel tempo la religione, altrimenti tema marginale per la maggior parte degli abitanti del mondo). L’interesse dei bovini pecore polli maiali è, con tutta evidenza, quello di non essere ammazzati: che siano storditi con una scarica elettrica o che gli vengano recise le giugulari, non cambia la sostanza del problema.

In Olanda è stato attivo nel dibattito il partito animalista, ma la parte del leone l’ha fatta il partito nazionalista di Wilders in pura chiave anti-islam. La piccola e civilissima comunità ebraica olandese, ha ricordato come in quel paese il primo provvedimento emanato dai nazisti che l’invasero, fu l’interdizione della schechità.  E questo, comunque la si pensi su ebrei e animali, dovrebbe almeno interrogarci se il dibattito è fino in fondo interessato al bene delle bestie o piuttosto all’ostracismo nei confronti delle diversità. Dovremmo interrogarci su quanto l’Occidente sia disposto, a pochi decenni dalla violenta guerra che maturò nel cuore dell’Europa bianca e cristiana che collaborò volenterosamente allo sterminio di minoranze etniche, e che ogni santa domenica mangia il corpo di Cristo e beve il suo sangue, a non sopraffare i gruppi minoritari e ad aprire a culture diverse.

Chiarito questo aspetto il dibattito sulla macellazione potrebbe svolgersi meglio ricordando anche che le diete vegetariane ben calibrate sono adatte alle persone in tutti gli stadi del ciclo di vita, compresa la gravidanza, l’allattamento, l’infanzia e l’adolescenza. Hanno un apporto minore di colesterolo e grassi saturi e un apporto maggiore di fibre, magnesio, potassio, vitamine C ed E, folacina, carotenoidi, flavonoidi.  Quanto al dibattito sul bene degli animali è evidente che non può limitarsi al come devono essere uccisi. Non è bello ignorare come siano sfruttati negli allevamenti intensivi. O come vengano derubati della loro dignità tanti cani e gatti che vivono negli appartamenti. O continuare a consentire le sagre come il palio di Siena,dove oltre all’abuso degli animali, anche agli uomini che vestono in velluto in piena estate dovrebbe essere proposto qualche test di intelligenza.  tf

*Si chiama schechità la macellazione rituale ebraica secondo le regole della kasherut  l’insieme di norme che regola la vita degli ebrei anche per quanto riguarda l’alimentazione. A effettuarla è lo schochet, un ebreo religioso. La schechità è eseguita con una lama affilatissima che recide la trachea, l’esofago, le carotidi e le giugulari, facendo attenzione a che l’animale non soffra.  La macellazione islamica è considerata halal (consentita), quando la dhabiba, ovvero la recisione della gola dell’animale, avviene in modo da risparmiare all’animale sofferenze inutili.  Per gli islamici il macellaio non deve essere religioso, ma l’animale deve essere rivolto verso la Mecca

http://www.gustoblog.it/post/55595/lagnello-di-pasta-di-mandorle-per-pasqua-con-la-ricetta-pugliese

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Se niente importa di Jonathan Safran Foer – Ed. Guanda

Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c’era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché «se niente importa, non c’è niente da salvare». Il cibo per lei non è solo cibo, è «terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore».
Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un’indagine durata quasi tre anni che l’ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l’ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.  

 

Ancora santi controversi per la Chiesa nuova

Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga, 
fertile in avventure e in esperienze. 
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
non sarà questo il genere di incontri 
se il pensiero resta alto e un sentimento 
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. 
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, 
nè nell’irato Nettuno incapperai 
se non li porti dentro 
se l’anima non te li mette contro. Costantino Kafavis

Gli indiani non hanno mai avuto simpatia per madre Teresa di Calcutta, una ipocrita che riempiva la ciotola di riso e di latte agli affamati che si convertivano e baciavano il piccolo crocefisso che gli porgeva. Ora gli hindu lo dicono e speriamo che lo recepiscano i cattolici nostrani che hanno sposato acriticamente questa figura ambigua. La suorina, albanese di nascita, aveva abbracciato la sua professione in Irlanda. Come dimenticare il suo volo da uccello predatore in quel Paese per scongiurare il pericolo dell’introduzione del divorzio (che venne approvato) e la sua benedizione a quello tra Diana e Carlo . Falsa e classista, la principessa aveva il diritto di divorziare perché Carlo la tradiva, le donne irlandesi invece no. Sara’ santa, spero che non siano troppi i cattolici che si inchinaneranno a una donna che, tra le altre cose, odiava le donne.

L’uso strumentale delle conversioni non è una novità per la Chiesa cattolica, basti pensare a Edith Stein, santificata da Giovanni Paolo II e nominata patrona d’Europa. Su di lei si sono pubblicati saggi libri film, tentando il più possibile di cancellare le sue origini. Stein nata a Breslavia in Polonia, giovane filosofa  assistente di Edmund Husserl,  che si convertì volontariamente dall’ebraismo al cattolicesimo affascinata dalla figura di Teresa d’Avila, diventò monaca carmelitana con il nome di suor Teresa Benedetta della Croce.  Approfittando della sua posizione di suora tra il 1933 e il 1938 provò a chiedere udienza al papa Pio XII per sollecitarlo a condannare la politica antiebraica di Hitler, udienza sempre negata ufficialmente per mancanza di tempo. Il merito di Stein, anche di Stein cattolica, è quello di aver tentato di parlare col papa, ma che meriti hanno quelli che avendola santificata ne esaltano la figura quando non ebbero il coraggio di chiamare gli sterminatori con il loro nome? Nella clausura del convento nell’Alta Slesia ha raccontato la sua vita in “Storia di una famiglia ebraica”. Il suo racconto finisce nel momento in cui un treno blindato la preleva per portarla ad Auschwitz, deportata perché ebrea e per questo morta. Arrestata  nel convento chiese di condividere il destino del suo popolo.

E’ per apportare correzioni ai suoi errori che la Chiesa si è inventata una martire ideale la cui esaltazione altro non è che una autoesaltazione?  Anche il mediatico papa Francesco quaquaqua chiama alla conversione i mafiosi, dimenticandosi che quelli si sono spesso nascosti dentro la Chiesa che volentieri ne ha accettato i servigi (lo dice il procuratore nazionale antimafia Roberti). tf

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/02/25/cose-che-fanno-paura/

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/07/06/viaggiare/

Nel corso degli anni sono stati criticati la sua idea di accoglienza, i suoi contatti politici ambigui e la gestione delle enormi somme di denaro che riceveva.
Una serie di accuse pesanti, soprattutto perché dirette a una delle figure più venerate del XX secolo: Madre Teresa di Calcutta. Il 15 marzo papa Francesco ha annunciato che la suora, già proclamata beata da Giovanni Paolo II nel 2003, verrà fatta santa il 4 settembre

http://www.lettera43.it/cultura/madre-teresa-di-calcutta-le-ombre-sulla-futura-santa_43675238181.htm

 

On September 4 of this year, Mother Teresa will become Saint Teresa. This is unsurprising; she was beatified in 2003, which is sort of a one-way road to canonization. But it’s the last thing we need. She was no saint.

http://www.huffingtonpost.com/krithika-varagur/mother-teresa-was-no-saint_b_9470988.html

http://harmful.cat-v.org/pc.jpg

 

Galateo per gestanti

Premesso che le donne devono sentirsi libere di fare e disfare quello che vogliono, premesso che dire telaseicercata è odioso, va riconosciuto che Giorgetta si è messa in trappola da sola e Bertolaso ha detto quello che ogni maschio, vabbe’ il 99%, pensa.

Male ha fatto Giorgetta ad annunciare al mondo la sua gravidanza all’inizio, poi da alfiera della famiglia naturale durante la manifestazione razzista del Circo Massimo!, è stato come dire massacratemi per favore.  Non bastando ha dichiarato che vorrebbe “un maschio non omosessuale non comunista”. Ora, diciamocelo, oltre al “sano” qualsiasi donna favoleggia negli otto nove mesi della gravidanza su un pupetto/a futuro Nobel per qualche cosa.  Ma senza annunciarlo al mondo intero magari.

Per il futuro le gestanti pubbliche raccontassero come tutte le donne la gioia dell’attesa al compagno/a parenti e qualche amico,  ma annunciandolo  al mondo qualche giorno prima o anche mai come hanno fatto ad esempio le ministre Madia e  Lorenzin (per rimanere all’ultimo governo).

Quanto a Giorgetta, i soliti auguri, ma riflettesse un po’: una vita da fascista poi ti si ritorce contro. (che questo vuol dire Dio patria famiglia)

https://liberelaiche.wordpress.com/2016/02/02/giorgetta/

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/03/15/news/su-giorgia-meloni-guido-bertolaso-dice-cio-che-pensano-tutti-1.254141

http://www.vanityfair.it/news/italia/16/03/15/intervista-pedagogiste-rossini-urso-maternita-lavoro-meloni-berlusconi

Su altre donne , nel bene e nel male più importanti di Giorgetta

http://www.huffingtonpost.it/2016/03/16/monti-merkel-grande-statista_n_9475212.html?utm_hp_ref=italy

http://www.lettera43.it/cultura/madre-teresa-di-calcutta-le-ombre-sulla-futura-santa_43675238181.htm

E le donne del Pd contro le donne

http://27esimaora.corriere.it/articolo/a-sorpresa-il-consiglio-deuropa-boccia-la-relazione-pro-surrogacy/#more-94133

Scegli la vita!

OraBasta

5 Marzo: ORA DIRITTI ALLA META #matrimonioegualitario

Non voglio passare gli ultimi anni della mia vita senziente discutendo con altre vecchie donne, quasi sempre più vecchie di me, che essendo passate di striscio per il palazzo del Governo Vecchio si sono appropriate del marchio del femminismo, che ha sempre rappresentato una varietà di voci, ma con il comune denominatore del rispetto e della libertà delle donne qualunque fossero le loro scelte. Il dibattito – meglio dire lo starnazzo – sulla maternità surrogata anche detta con piglio offensivo utero in affitto (e ditemi dove è l’offesa nella parola utero o nella parola affitto) accomuna queste donne a clericofascisti vecchi e nuovi.  Ma con un tono più odioso se si utilizzano temi quali la libertà delle donne lo sfruttamento del corpo delle donne le donne povere che non scelgono.  Condendo il tutto con una maternità che è solo viscere solo istinto solo animalesco, così chiudendo fuori dalla porta gli eventuali papà che pure sono stati implorati da noi donne a diventare padri responsabili ed amorosi.  E molte di noi ci sono riuscite a trasformare in meglio quelle bestie di maschi al contempo educando pure alla civiltà e al rispetto qualche figlio.  Purtroppo queste, che non hanno mai contato niente, adesso hanno la ribalta dei soliti programmacci rai e di qualche vecchio collega che si è allocato in giornali importanti e parlano dando addosso alle congeneri. Non rimpiango di aver seguito il mio puro istinto e aver faticosamente lavorato, anche guadagnando non nego,  sui temi delle mutilazioni genitali femminili e per la salute delle donne nei paesi in via di sviluppo. Mentre queste quaqua lavoricchiano in giornaletti di nicchia o in piccole agenzie SOLO reggendo lo strascico a maschiotti col potere. E adesso con la pensioncina di reversione dei mariti opportunamente sposati, pontificano dalla seggioletta della vita in diretta. Guardandosi bene dal parlare di quei vecchi temi noiosi , di quelle leggi che condannano lo stupratore recidivo a soli sette anni, o della ragazzina ridotta allo stadio terminale dal fidanzato che cerca casa per non finire all’ospizio, o dei diritti delle  donne singole che non ne hanno. In fin dei conti il femminicidio e la mancanza di equità nella retribuzione tocca solo alle sfigate.  Spiace che dal loro posto riservato invece di guardare alle donne, anche a quelle rimaste indietro, sferrano calcetti intelligenti. Eppure la materia all’ordine del giorno si prestava a giudizi mediati, a riflessioni serie, a confronti sofferti. Invece no, giudizio netto  così vado in prima.

E siccome si deve dire qualcosa sul figlio di Vendola,  auguri alla nuova vita!

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/12/08/4758/

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/12/21/essere-libere-bis/

http://www.modernfamilysurrogacy.com/page/parent_faqs

http://www.italialaica.it/news/articoli/55410

http://www.nextquotidiano.it/beatrice-lorenzin-utero-affitto/

http://www.avantionline.it/2016/03/scrive-claudia-baldini-vendola-non-e-un-traditore-della-classe-operaia/#.VtlFrX16Tcs

http://forum.corriere.it/supplemento-singolo/02-03-2016/il-mito-dell-allattamento-incluso-nel-mito-della-maternita-2812955.html

http://moked.it/blog/2016/03/03/la-riflessione-aperta-dal-rav-di-segni-halakhah-e-maternita-surrogata-il-rabbinato-italiano-a-confronto/

http://www.italialaica.it/news/articoli/55414