Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: novembre, 2015

Ogni “maledetto” natale! (29 novembre)

Puntuale come la sfortuna arriva la polemica sui pupazzi del presepio che – apprendo da politici e intellettuali – sono la base della nostra identità. Siccome è inutile piangere lacrime nuove per vecchi dolori, rimetto il post dello scorso anno. 

Ogni natale

Prima o poi il Natale arriva e purtroppo non c’è solo la diatriba tra panettone o pandoro, ma discutibili questioni come il presepio a scuola e le carole natalizie. Gli sciacalli della politica si tuffano a pesce sulla questione per implorare la salvaguardia della cultura e dell’identità italiana, assimilando le statuine del presepe al tricolore e lo studio di tu scendi dalle stelle fondamentale quanto la conoscenza del Risorgimento.

Ignorando il significato della parola laicità, che, ripeterlo giova, è la condizione nella quale con autonoma e reciproca considerazione e nel rispetto delle leggi civili, sfera pubblica e privata convivono in pace. A condizione che la sfera pubblica (lo Stato e quindi la scuola pubblica) sia garante della libertà di credenti non credenti diversamente credenti.

Il presepio non è offensivo per nessuno, anzi, è spesso al centro di gite e visite di questo periodo dell’anno per parecchi tra noi. Ma la scuola (e gli uffici la rai…) è per tutti, e deve applicare una corretta ed educata separazione tra sfera pubblica e privata, evitando così anche le odiose polemiche su cui si gettano gli avvoltoi della politica (mentre i tetti delle scuole crollano in testa agli studenti). In ultimo va considerato che il presepe, l’albero le canzoni le stelle comete… si consumano nelle giornate natalizie, quando la scuola è chiusa. E durante le vacanze “ognuno come gli va”.

http://www.italialaica.it/news/articoli/54983

http://www.losguardolungo.it/biblioteca/2015/11/29/giornalismo-servile/

L'ateo 103

Rachamin

Valeria Solesin non è la prima vittima del terrorismo. Forse rimarrà più a lungo nella nostra memoria per le composte parole di parenti e amici. E per il funerale civile che ha consentito a tutti di partecipare al dolore per una morte violenta. Un funerale di Stato scelto da privati, contrariamente a quello che fa lo Stato quando celebra, ad esempio, i militari delegando al prete quel che è di Cesare.

Belle le parole del padre di Valeria dedicate ai giovani, desuete nel paese delle pensioni delle corporazioni dei privilegi acquisiti dei figli si, ma solo i  propri.

E ancora, le persone che muoiono non ci lasciano mai fino in fondo se le ricordiamo. 

http://www.italialaica.it/news/articoli/54499

http://moked.it/blog/2015/11/24/il-suo-messaggio-resta-in-vita/

http://www.wittgenstein.it/2015/11/23/facci-religioni/

http://www.uaar.it/news/2015/11/24/guerra-religione-esiste-va-superata/

http://nicovalerio.blogspot.it/2015/11/chi-bombarda-i-terroristi-i-buoni-stati.html

 

Allez les filles, au travail!

 

Allez les filles, au travail!”. Forza ragazze, al lavoro.

Era questo il titolo di un articolo pubblicato il 30 ottobre 2013 da Neodemos, sito specializzato nei cambiamenti demografici. Quel pezzo recava in calce la firma di Valeria Solesin, 28 anni, originaria di Venezia. Dalla città lagunare era partita quattro anni fa alla volta della Francia: viveva a Parigi, svolgeva un dottorato in demografia all’Università della Sorbona e sognava di specializzarsi in temi legati alla famiglia e ai bambini. Venerdì sera Valeria era all’ingresso del teatro Bataclan insieme al fidanzato e a due amici: quando il commando di miliziani ha fatto irruzione non è riuscita a scappare ed è stata uccisa. Per ricordare l’impegno di Valeria, leggiamo insieme  quell’articolo del 2013.

http://www.neodemos.info/allez-les-filles-au-travail-2/

(Ansa)

i post di Anne Sinclair

http://www.huffingtonpost.it/anne-sinclair/

Qualche mese fa

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/01/20/un-calcio-dove-non-batte-il-sole/

Nu couché

Il Modigliani degli scandali

nu couché modigliani Generosi e visionari oppure nuovi ricchi, “collezionisti che hanno talmente tanti soldi che comprano il buon gusto, o anche che non hanno bisogno di avere buon gusto perché comprano tutto quello che trovano”, come li descrive Philip Tinari, direttore dell’Ullens Center for Contemporary Art di Pechino. È fra questi due estremi che si dividono i pareri sugli acquirenti del famoso Nu Couché di Amedeo Modigliani, che Christie’s ha battuto per più di 170 milioni di dollari la sera del 9 novembre. Liu Yiqian, insieme alla moglie, Wang Wei, ha acquistato il Modigliani per una cifra che è seconda solo a quella strappata dalle Donne di Algeri di Picasso con i suoi 179 e rotti milioni di dollari, e che porta a dieci le opere d’arte che sono arrivate a un prezzo a nove cifre: oltre a Picasso e Modigliani, artisti del calibro di Francis Bacon con i Tre studi di Lucien Freud o Edvard Munch, per il notissimo Urlo. Nove minuti da brivido, che hanno consegnato il Modigliani nelle mani di un collezionista che a Shangai ha fondato due musei privati, e che progetta di esporlo in uno dei due per il quinto anniversario dell’apertura, perché “sarà un’opportunità per i cinesi che amano l’arte di vedere delle opere importanti senza dover uscire dal paese. È con questa motivazione che ho fondato il museo”. Motivazioni nobili, ma la perplessità dei cultori dell’arte si riversa da alcuni anni su Liu, che da adolescente a Shangai durante gli anni tumultuosi della Rivoluzione Culturale viveva vendendo borse per strada, per poi riuscire, dopo aver abbandonato la scuola, a migliorare la sua situazione diventando autista di taxi, fino a quando le riforme economiche gli hanno aperto la strada, permettendogli di diventare uno degli uomini più ricchi del paese. Intervistato dal New York Times nel 2013 aveva spiegato: “Per me collezionare opere d’arte è principalmente un processo di apprendimento. Prima bisogna amare l’arte, poi si può arrivare a capirla”.
Quanto sia andato avanti il processo di apprendimento del “taxu tycoon”, come viene spesso chiamato, con un nomignolo carico di pregiudizi, non è dato sapere, anche grazie ad azioni e dichiarazioni decisamente provocatorie, come quando ha commentato l’acquisto, facendo rabbrividire i critici paludati di tutto il mondo,dicendo: “Quest’opera è relativamente carina se comparata agli altri suoi dipinti di nudi, e i suoi dipinti di nudi sono stati collezionati da alcuni dei più importanti musei al mondo”. E “relativamente carina” non è esattamente il primo pensiero che ci si aspetterebbe dal fresco acquirente di uno dei quadri più noti del mondo, quadro che già aveva causato scandalo circa un secolo fa, quando la serie di grandi nudi femminili dipinti per Léopold Zborowski vennero esposti nella prima e unica personale di Modigliani, alle Galerie Berthe Weill di Parigi, attirando di fronte alle grandi vetrate della galleria una folla tale che la polizia chiese l’immediata chiusura della mostra per oltraggio al pudore. E in Italia il mondo dell’arte si divide fra la soddisfazione per il prezzo strappato da Modigliani – in fondo le ultime aste avevano raggiunto prezzi stratosferici per opere contemporanee, che molti considerano “gonfiate”, come, per citare il critico Marco Vallora, “i pupazzoni di Koons o le pastigliette di Hirst” – e un nuovo sospetto di scandalo. Il quadro, infatti, dipinto fra il 1917 e il 1918, è stato messo sul mercato da Laura Mattioli Rossi, figlia del collezionista Gianni Mattioli, nonostante alla morte del padre avesse dichiarato di volerlo dare in concessione al Guggenheim di Venezia. Una legge del 1939, inoltre, regolamenta in maniera molto rigorosa l’uscita dall’Italia di opere d’arte che abbiano più di 50 anni, che sono classificate come “antiche”, ed è stata avanzata un’interrogazione ai ministri sia della Cultura che dell’Interno, perché al momento non è chiaro se per il Nu Couché sia stata fatta tutta la documentazione necessaria per uscire dall’Italia. Un’uscita però, come spiega il gallerista Guido Guastalla, profondo conoscitore della vita e dell’opera di Amedeo Modigliani, che è ben precedente alla vendita che porterà l’opera in Cina, perché il Nu Couché dopo la morte di Mattioli era già finito in Svizzera, per una cifra neppure lontanamente comparabile con il valore attuale. In passato un notissimo mercante d’arte americano aveva tentato di acquistare il prezioso quadro per conto della famiglia Rockfeller, arrivando – come racconta Guastalla – a posare sul tavolo un assegno in bianco, esplicitamente destinato ad essere riempito con qualsiasi cifra Mattioli avesse deciso di chiedere. “Sono anziano, e molto malato – avrebbe risposto il collezionista – e non posso mangiare più di una ciotola di riso al giorno. Non avrei nessun uso per una cifra del genere. Ma se mi togliete quel quadro la mia vita non ha più senso”.

Ada Treves twitter @atrevesmoked

http://www.lezpop.it/8-cose-che-la-vostra-vagina-puo-fare-e-che-non-sapevate-gallery/

http://www.lezpop.it/le-donne-possono-essere-bisessuali-o-lesbiche-ma-mai-etero-lo-rivela-uno-studio-inglese/

http://www.mymovies.it/film/2015/gliultimisarannoultimi/

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ma-ndo-vai-odevaine-se-mazzetta-non-ce-hai-ex-braccio-mal-destro-112691.htm

 

Piove o c’è il sole…

La Chiesa riconosce qualsiasi potestà di fatto e, purché non tocchi i suoi privilegi, la legittima: se poi accresce i privilegi, la esalta e la proclama provvidenziale (A.Gramsci, Quaderni dal carcere)

Liquidata la pratica Marino dal notaio, il Presidente del Consiglio mette nel mirino la riuscita del giubileo con un importante investimento governativo. Tramite decreto ad hoc arriveranno soldi, uomini e poteri: 300 milioni di euro che serviranno per il decoro? per i trasporti? per i servizi? per le case? per le scuole?  Quel che sembra certo è che il proverbio romano “piove o c’è il sole il papa magna” si conferma. 

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-11-03/2015110331623167.pdf

http://www.uaar.it/news/2015/11/03/otto-per-mille-nuovo-richiamo-della-corte-dei-conti/

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-11-03/2015110331623189.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-11-03/2015110331622559.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-11-03/2015110331621939.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-11-03/2015110331622411.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-11-03/2015110331622952.pdf