Tiziana Ficacci

LibereLaiche

Mese: gennaio, 2017

Il (a tratti grottesco) Giorno della Memoria

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Enrico Mentana  26 gennaio alle ore 17:16 ·

Quando arriva il Giorno della Memoria penso al misero destino del nostro paese, costretto a ricordare per legge quello che non avrebbe mai dovuto dimenticare. E invece lo ha dimenticato da subito: quando i pochi sopravvissuti tornarono dai campi nessuno li ascoltò, e per un buon motivo. A propiziare la loro individuazione ed emarginazione erano state ancora in tempo di pace le leggi dello stato italiano, a cui nessuno si era ribellato.Gli ebrei italiani vennero schedati, privati del lavoro, messi ai margini della società. Quando poi i tedeschi invasero il paese furono tanti altri italiani, zelanti e servili, a indicarli ai nazisti, a organizzare e premiare le delazioni, a spartirsi il frutto degli espropri, a chiudere gli occhi davanti al loro invio nelle carceri, nei campi di internamento, e poi verso i vagoni che li portarono allo sterminio. Nessun italiano, ripeto nessun italiano ha mai pagato per tutti questi atti. I tanti volenterosi complici dello sterminio hanno continuato a vivere senza pene né pentimenti. Non esiste alcun libro di memorie in cui si ammettono le colpe per anche un solo singolo episodio. Dall’indomani del 25 aprile tutti furono ex partigiani e antifascisti. Dopo il processo Eichmann, all’inizio degli anni 60, il mondo dovette per forza prendere atto di cosa fu la Shoah: ma in Italia l’interdetto su quel che la propiziò continuò, e continua tuttora. Anche quest’anno a ricordare saranno solo gli ebrei, i pochi sopravvissuti e i loro eredi o correligionari: come degli alieni, rappresentanti di una delle due specie estinte, quella con le divise a righe e la stella di Davide; l’altra, con le uniformi nere, i nazisti. Dovremmo essere noi a ricordare, senza delegare le vittime a farlo: col risultato poi di sentir dire, “che palle sti ebrei che parlano sempre e solo di Auschwitz”

mio scritto sull’argomento qui

http://www.avantionline.it/2016/01/shoah-memoria-papa-fascismo-nazismo/#.WIsCWvnh3nM

I pentastelle e la Storia

http://80.241.231.25/ucei/PDF/2017/2017-01-29/2017012935216601.pdf

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Populismo. La parola per dirlo

La parola populismo è diventata rispettabile, facilmente utilizzabile, quasi orecchiabile.

Una volta ricordava le adunate di Mussolini, ora si dice tranquillamente per leader italiani, europei, mondiali.  

Il potere nelle mani del popolo, dice il nuovo presidente americano.

E’ giusto, gli rispondono i leader  europei riuniti.  

Popolo è per questi fanatici, sinonimo di massa.

Tutti d’accordo, le classi politiche sono deboli, corrotte, incapaci, prive di visione, ma questo giustifica il populismo degli aspiranti dittatori? 

Così nacquero i totalitarismi del Novecento. Che molti hanno dimenticato o ignorano. Vi invito a studiare, pure su wikipedia non serve la Treccani. Meno ignoranti si è, meglio si ragiona.

Saluti cari, 

Irena Sendler

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Irena Sendler, nata nel 1910 e morta nel 2008, è stata una delle  più grandi eroine della Resistenza ai nazisti in Europa. Donna libera, socialista, ha salvato più di 2.500 bambini ebrei durante l’occupazione tedesca della Polonia.

“La ragazza dei fiori di vetro” è la sua biografia di Tilar J. Mazzeo (Piemme) che racconta la sua straordinaria vita.  Il libro è ricco di dettagli anche sulla Polonia in quegli anni. Sendler è il cognome assunto col matrimonio.  Lei si chiamava Krzyzanowska, nata a Otwock , cittadina polacca abitata da moltissimi ebrei. Suo padre, medico, morì di tifo, e le locali comunità ebraiche che consideravano il dottore un loro benefattore, le offrirono le spese dell’Università.

Irena nel periodo tra le due guerre mondiali combattè l’antisemitismo che regnava nelle università polacche. Si innamorò di due uomini: il primo Mieczyslaw Sendler che sposò, il secondo Adam Celniker che amò, sposò successivamente e che venne rinchiuso nel ghetto di Varsavia perché ebreo.

Come assistente sociale riuscì a lavorare nel ghetto relazionando ai tedeschi che temevano l’epidemia di tifo e le insurrezioni. Quando diventò palese che nel 1942 i nazisti volevano deportare  l’intera popolazione del ghetto di Varsavia nel campo di sterminio di Treblinka, Irena decise di far uscire almeno i bambini nascondendoli in sacchi di iuta, nelle cassette di attrezzi… Non era sola in questa operazione. Oltre all’organizzazione  Zegota, guidata dal socialista Jan Grobelny, personaggi di destra, cattolici, persone che con “scopo salvifico” pensavano di prendere i bambini, battezzarli, e sottrarli al “perfido giudaismo”.  Fu grazie a Sendler, che annotò scrupolosamente i nomi dei piccoli, che alla fine della  guerra vennero restituiti alla loro identità.

Dopo la guerra divorziò dal marito e sposò Adam tornato dalla prigionia. Morto Adam nel 1961, risposò il suo primo marito Mieczyslaw. Il che è anche una risposta a chi si chiede se è possibile amare due uomini contemporaneamente e durante il corso della propria vita tenerli legati a sé. Irena riuscì.

Nel 1965 le fu conferita dagli israeliani la medaglia di Giusta tra le nazioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Irena_Sendler

http://www.leggereacolori.com/libri/anteprime/la-ragazza-dei-fiori-di-vetro-di-tilar-j-mazzeo/

 

Mariarosa Cutillo e l’Unfpa

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Inizia il secondo anno di incarico per Mariarosa Cutillo come Chief of Strategic Partnership del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) .

Attivo in 150 Paesi il Fondo lavora perché ogni gravidanza sia scelta, ogni nascita sicura, la salute dell’età riproduttiva garantita.  Una sfida impossibile in apparenza, e per la quale Unfpa  si è collegata ai nuovi Sustainable Development Goals aprendo una nuova divisione guidata da Cutillo. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo la strategia in atto è creare nuove alleanze non solo fra istituzioni ma anche con aziende, fondazioni, personalità influenti. Nel curriculum di Cutillo l’ong Mani Tese e l’importante incarico di Corporate Social Responsability ai vertici di Benetton.

L’Unfpa per venti anni è stata la mia sede di lavoro dove ricoprivo l’incarico di comunicazione sulle statistiche sanitarie dei paesi in via di sviluppo

 

http://www.unfpa.org/

http://www.unfpa.org/swop