Come per Lavinia e Francesco…

di liberelaiche

“Papà”, domandò ancora Giannina, “perché le tombe antiche fanno meno malinconia di quelle più nuove?” “Si capisce”, rispose. “I morti da poco sono più vicini a noi, e appunto per questo gli vogliamo più bene. Gli etruschi, vedi, è tanto tempo che sono morti, che è come se non siano mai vissuti, come se siano sempre stati morti”. E Giannina rispose: “Però adesso che dici così mi fai pensare che anche gli etruschi sono vissuti, invece, e voglio bene anche a loro come a tutti gli altri” (Giorgio Bassani, Prologo de Il giardino dei Finzi-Contini)

Nei giorni scorsi la ministrA della Salute Beatrice Lorenzin ha avuto due gemelli. Che la vita sia dolce per i piccoli Francesco e Lavinia e per chi gli vuole bene. In una intervista al Corriere della Sera la ministrA, non più giovanissima, ha raccontato che ha passato l’ultimo mese lavorando dal suo letto e che tornerà nei prossimi giorni al lavoro insieme ai piccolini che troveranno attenzioni nel nido del Ministero. Ha raccontato di essere stata assistita “come una donna qualunque” nella maternità del Fatebenefratelli Villa san Pietro sulla via Cassia, facendo l’epidurale, un tipo di anestesia che addormenta il corpo dalla vita in giù e consente di partecipare attivamente e senza dolore al parto. Non si tratta di un intervento sofisticato, già la regina Vittoria nel 1885 sperimentò qualcosa di analogo. Ma per la nostra sanità l’epidurale non è per tutte, in alcune regioni costa 0 ma solo per le donne dai 39 anni in su, in altre si paga dai 400 agli 800 €. Se la donna soffre troppo ma non dispone di denaro le viene offerto gratis il cesareo che si fa in anestesia generale e che costa molto di più: in soldi per le regioni e alle donne per la salute (punti, dolori post chirurgici, cicatrice…). Oggi in Italia un bambino su 4 nasce con il cesareo, mentre meno del 10% sono i parti con l’epidurale. Di questo 10% solo il 5% in ospedali e cliniche convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Questi dati sicuramente sono a conoscenza della ministrA, sarebbe equo che permettesse a tutte le donne la scelta che ha fatto lei. Ma l’intervista ha un tono soft e non pone domande, piuttosto fa parlare Lorenzin sulla bellezza dell’allattamento al seno e su quanto sia unico irripetibile essere mamma, il più importante momento della vita di ogni donna. Cose che potrebbero pure essere condivise sebbene sia un po’ arrogante pensare che la maternità sia indispensabile per la vita di una donna. Quello che è fondamentale per una donna è avere la libertà di scegliere se fare o no figli, decidendo in che tipo di famiglia farli crescere, disponendo anche come farli. Invece dall’intervista apprendiamo che uno degli ultimi atti della ministrA è stato quello di firmare un piano sulla fertilità. Ma che vuol dire? Sembra un ritorno alla politica fascista: dietro le misure demografiche – la forza è nel numero uno dei tanti slogan di Mussolini – vi era un desiderio di crescita della popolazione e di conservazione della famiglia numerosa rurale, la promozione di un modo di vita apparentemente tradizionale artificialmente imposto o controllato dall’alto. L’Istat ci racconta un modello diverso: non si raggiunge il tasso di sostituzione che è ripianato solo dalla natalità degli immigrati comunque in calo. Dobbiamo strapparci le vesti per questa flessione della “razza italica”?  Ancora oggi ci commuoviamo ammirando il genio degli Etruschi misteriosamente scomparsi, qualcuno domani penserà degli italiani lo stesso? Intanto, per lasciare una bella traccia di sé, sarebbe entusiasmante se la ministrA Lorenzin deliberasse che l’epidurale è gratis per tutte, si mostrerebbe una fenditura nel blocco degli egoismi che si stanno mangiando il Paese.

Tasso di sostituzione: è il numero di figli per donna necessario per lasciare invariato l’ammontare delle generazioni e, nel lungo periodo, della popolazione Tasso di fecondità totale: numero medio di figli per donna in base ai tassi osservati e/o stimati in un dato periodo Speranza di vita alla nascita: numero medio di anni che un individuo può attendersi di vivere alla nascita in base ai tassi osservati  e/o stimati in un dato periodo Cohort component: metodo di calcolo delle proiezioni demografiche che considera la generazione (coorte) come unità di base da seguire nella sua evoluzione

17/06/2015

Intervista a Beatrice Lorenzin: Al ministero abbiamo il nido. Subito al lavoro con i bimbi

Corriere della Sera, 17/06/2015
Margherita De Bac
Per le mamme lavoratrici bisogna fare “molto di più. Non è una questione di congedi. Serve un cambiamento culturale che porti a valorizzare la donna nel periodo più importante della sua vita considerando il suo ruolo sociale specie in una fase di denatalità del Paese”. Lo afferma il ministro della salute Beatrice Lorenzin, che ha appena dato alla luce due gemelli. Ad esempio, continua il ministro, “Il part time è uno degli elementi chiave. La maternità rende più produttive”.

 

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