Ruth

di liberelaiche

Il 6 di Sivan è Shavuot* e nelle sinagoghe si legge il libro di Ruth

Ruth e Boaz, Chagall

Nel libro si racconta la storia di due donne: l’ebrea Noemi fuggita col marito e i figli a Moab spinta dalla fame, e di Ruth la moabita, che sposa uno dei figli di Noemi rimanendo presto vedova. Senza più mariti né figli Noemi torna a Betlemme e Ruth decide di “unirsi a lei” rompendo una tradizione che prevedeva il ritorno alla famiglia di  origine per le giovani vedove, e di entrare così a far parte del popolo ebraico.
È un testo moderno in cui si parla di fame, migrazioni, violenze, adesione a culture diverse, lavoratrici –  Ruth è una spigolatrice – donne che insieme riescono in una difficile resilienza. Ruth in seguito avrà figli e Noemi, grazie a lei, tramanderà il nome dei suoi figli.

Shavuot (settimane)  arriva  dopo sette settimane da Pesach, il 6 di Sivan.
Secondo il racconto biblico è proprio in quel giorno che Dio donò a Moshè le tavole della Legge. Gli ebrei le chiamano parole o diciture, non comandamenti, perché dicono e non comandano. Il decalogo è stato accettato liberamente dagli ebrei e rappresenta uno degli eventi più significativi della loro storia. Da un punto di vista religioso il popolo ebraico prese coscienza della propria funzione e della missione che gli era stata affidata dall’Eterno, da un punto di vista laico si può affermare che un popolo è libero solo quando si dà delle leggi e le rispetta.
Simbolo della festa sono i fiori, è solo a Shavuot che le sinagoghe sono ingentilite dai colori dei boccioli, e le primizie della terra. Si mangiano cibi a base di latte per ricordare la dolcezza delle leggi di Dio, per ricordarsi che la vita è più equa per tutti se c’è giustizia.

https://liberelaiche.wordpress.com/2013/08/21/atti-contro-natura/

http://www.iloveroma.it/articoli/challot.htm

 

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