Sara Aaronshon e il genocidio degli armeni

di liberelaiche

La dimenticanza porta all’esilio, mentre il ricordo è il segreto della libertà

Sara Aaronshon (Zikhron Ya’aqov, 1890-1917, di origine romena), morì a solo 27 anni ma riuscì a denunciare il genocidio armeno, a comprendere bene il pericolo della dominazione turca e con la creazione della  cellula spionistica NILI a favorire la vittoria degli inglesi in una parte dell’Impero ottomano nel 1917.

Aaronshon nacque e morì in Palestina, in quel tempo provincia dell’Impero ottomano. Per un breve periodo visse a Istanbul che lasciò nel 1915 per sottrarsi ad un matrimonio sbagliato. Tornando a casa, fra Istanbul ed Haifa, assistette al genocidio armeno. Raccontò, tra l’altro,  di gruppi di persone scagliate su piramidi di rovi in fiamme.

Insieme ai suoi fratelli ed amici fondò il Nili, un gruppo di spionaggio. Nel settembre del del 1917 gli ottomani intercettarono un suo piccione viaggiatore con un messaggio agli inglesi e riuscirono a decriptare il codice Nili. Dopo quattro giorni di tortura riuscì a suicidarsi sparando un colpo di pistola.

La sua casa israeliana è meta di continue visite. Ad oggi Israele non riconosce il genocidio degli armeni ed è forte la pressione della popolazione sul governo.

Nelle foto: i membri del Nili, la pistola con cui Aaronshon si suicidò, la stanza da bagno dove avvenne il suicidio, interno della casa museo.

Annunci