Chanukah, la festa delle luci

di liberelaiche

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Dal 25 di Kislev, quest’anno dal tramonto del 24 dicembre al 1 gennaio, otto giorni per ricordare la rivolta degli Ebrei contro l’oppressione straniera.

I fatti: dopo lo smembramento dell’impero di Alessandro Magno, la Giudea cadde sotto la dominazione dei Seleucidi che volevano imporre cultura, religione, lingua, scatenando un conflitto che durò tre anni. Nel tempio di Gerusalemme, ripulito dagli idoli, fu ripristinato il culto del D-o degli ebrei dopo una festa di inaugurazione (Channukkah).

Le caratteristiche della celebrazione sono l’accensione di un candelabro ad otto bracci, i regali che si scambiano dopo l’accensione, le sufganiot (bombe fritte in abbondante olio), la visibilità della channukkia (candelabro a otto bracci) in diverse piazze (a Roma al Portico d’Ottavia e a piazza Barberini).

Ma l’essenza di Channukkah è nel ricordare che una minoranza ha diritto a conservare la propria identità pur vivendo in una comunità più numerosa e potente, nell’affermare il diritto di preservare intatte le proprie caratteristiche culturali e religiose. Ieri come oggi non è un bene l’assimilazione di nessuno, ma l’integrazione di tutti.

Sogni probabilmente, ma a che serve vivere se non si sogna e si aspira al  meglio.

Hag Chanukah  Sameach,

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