Il contrappasso

di liberelaiche

In media ogni mese 322 cristiani vengono uccisi nel mondo a causa della loro fede, 214 fra chiese ed edifici di proprietà di cristiani sono distrutti o danneggiati e 722 sono gli atti di violenza perpetrati nei loro confronti . Le statistiche sono di www.opendoorsusa.org una ong evangelica che assiste cristiani perseguitati di tutte le confessioni (cattolici, protestanti, ortodossi) in più di sessanta Paesi. Durante i riti pasquali il papa ha detto che c’è silenzio intorno ai cristiani uccisi solo perché cristiani. Fa bene a dirlo, anche se sarebbe più credibile se ricordasse come si sono comportati  i cristiani nella storia con chi pensava diversamente, e come in tempi più recenti i silenzi di diversi suoi predecessori, cioè papi cattolici, abbiano pesato sugli stermini durante la Seconda guerra mondiale, oltre naturalmente a ricordare che la guerra dichiarata è tra musulmani, i fedeli più numerosi nella contabilità dei morti. Sarebbe anche utile che questo papa avviasse una seria riflessione su come intenda stare all’interno del cristianesimo stante la sua sicumera sulla superiorità del cattolicesimo sulle altre denominazioni cristiane. Per tutti gli altri invece questa guerra di e tra religioni, dovrebbe portare a riflessioni sull’intelligenza e l’illuminismo, quella razionalità che ci consente di partecipare ad ogni morte di persona indipendentemente dalla sua filosofia o etnia. Al contrario in Italia – dove giova ricordarlo agli stonati giornalisti vaticaliani (specie della rai*) non c’è una religione di Stato –  la partitocrazia che infetta la società, priva di valori di riferimento propri, guarda al cattolicesimo e al suo ambiguo codice morale che riconosce nel santopadre il solo in grado di tenere insieme quel che rimane delle culture sfrante sfatte decomposte.  Si dirà, chi obbliga gli italiani a starci? In realtà se ne fregano tutti, ma conviene stare nella scia ed essere considerati cittadini di serie a, mentre quelli che si attengono ad altre filosofie il rispetto devono guadagnarselo sudando sette camicie  riuscendo alla fine ad essere solo, se tutto va bene, tollerati. Non tutti hanno lo stomaco forte e aggiungere come ha detto papa Francesco qua qua, fa sentire tutti tanto pop.

*se mai la Santa Sede dovesse istituire un premio per migliore megafono delle sue parole  – non so poi quanto ben riferite  – immagino che se lo aggiudicherebbe la rai. Che in barba all’equità delle diverse filosofie di chi paga il canone – e anche della Costituzione – potrebbe dipingere di bianco e giallo il cavallo di viale Mazzini  

https://liberelaiche.wordpress.com/2015/01/19/il-giorno-dopo/

 

Il futuro delle religioni secondo il Pew Research Probabilmente per la prima volta nella storia, nel 2050 il numero di musulmani nel mondo sarà simile al numero dei cristiani. E negli anni successivi lo supererà. Nel 2010, sulla Terra vivevano 2,17 miliardi di persone di religione cristiana: a metà secolo saliranno a 2,92 miliardi. I fedeli all’islam erano invece 1,6 miliardi e arriveranno a 2,76. Rispetto alla totalità della popolazione mondiale, la quota di cristiani rimarrà invariata al 31,4%, quella dei musulmani salirà dal 23,2 al 29,7%. In un mondo in cui le tensioni religiose aumentano e determinano conflitti e violenze fino a pochi anni fa impensabili, questi cambiamenti avranno influenza sul futuro del pianeta. Non che il numero determini tutto: è però importante, può dare l’idea della rilevanza crescente che avranno alcune parti del mondo, ma anche dei problemi che esse vivranno se alla crescita della popolazione non corrisponderà una maggiore capacità di creare ricchezza. Le proiezioni sono state realizzate dal centro studi americano Pew Research e considerano le tendenze demografiche, l’età delle popolazioni, le migrazioni e i passaggi da una religione all’altra. Gli affiliati alla religione induista passeranno da 1,03 a 1,38 miliardi, ma la loro quota sulla popolazione globale resterà stabile, attorno al 15%. Quella dei buddisti scenderà invece dal 7,1 al 5,2% a causa di tassi di nascita bassi in Cina, Giappone, Thailandia. Gli ebrei passeranno da 14 a 16,1 milioni e la loro quota resterà stabile allo 0,2%. L’insieme delle religioni tradizionali locali in Africa, Cina, America e Australia passerà da 405 a 449 milioni, in calo dal 5,9 al 4,8%. I non affiliati  – atei, agnostici e persone che non si identificano in nessuna religione – cresceranno da 1,13 a 1,23 miliardi , ma in percentuale scenderanno da 16,4 al 13,2. Se le tendenze in atto saranno confermate la popolazione mondiale crescerà del 35% entro il 2050, percentuale uguale all’aumento di cristiani e induisti; il numero di musulmani lieviterà però del 73%. A meno che i Paesi di religione islamica non imbocchino quella strada di crescita dell’economia e del benessere che di solito produce un calo della natalità. Al momento , non è prevedibile Danilo Taino, Più o Meno, www.corriere.it

http://www.huffingtonpost.it/2015/04/05/musulmani-crescita-2050_n_7006168.html?utm_hp_ref=italy

 

 

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