I volenterosi carnefici della guerra santa

di liberelaiche

 

Chi (come me) si accontenta della vita terrena e di trattenere nel cuore le persone che non hanno avuto il privilegio di invecchiare, rispetta chi crede nell’aldilà avendo fiducia di riabbracciare i propri cari, ma è giusto che per questa speranza si debba far passare per fessa la gente con la storia del sangue che si coagula e si scioglie? Il matrimonio tra religioni e politica fanno disastri in qualsiasi parte del mondo. Risponderà qualcuno, ma quelle sono le degenerazioni della religione. Sarà pure vero, ma il tralignamento quando si ha a che fare con l’irrazionale il fantastico l’immaginario… è probabile. Quindi sarebbe più che mai il caso che le religioni, ovunque nel mondo diventate una branca della politica, siano relegate allo spazio privato intimo e solitario. Per i media italiani, rai in testa*,  perfino il commovente rientro delle salme da Tunisi a Ciampino salutate laicamente per tutti noi dal Presidente del Consiglio, hanno avuto ritagli perché nello stesso giorno si è preferito mostrare particolareggiatamente e con lunghe dirette il viaggio napoletano del papa.  Che oltre ai soliti comizi sulla pace nel mondo il lavoro per tutti e le brutture che fanno schifo – non esitiamo a definire populisti quei leader che non indicano anche la soluzione – ha puntato il dito contro “le colonizzazioni ideologiche della famiglia… queste cose che ci sono in Europa e vengono d’oltreoceano come la teoria del gender che fa confusione e mette sotto attacco la famiglia”.  Bel segno di moderazione e di rispetto per i napoletani che fanno scelte di vita diverse. Bella roba vedere giornalisti partitocrati sindaci e sedicenti intellettuali battere le mani al papa quaqua. Come scrivo spesso, politici e media contribuiscono a creare una atmosfera confortevole e sicura ai religiosi – anche ai terroristi in nome del fideismo – perché promuovono l’idea della fede come verità assoluta, obbligandoci poi tutti ad un rispetto eccessivo delle religioni.

E il contagio si propaga con facilità. La cantante israeliana Noa (e con lei altri artisti scrittori e gente comune) è stata accusata da alcuni israeliani fanatici di non essere una buona ebrea. Incredibile, intanto perché questi israeliani mutuano l’atteggiamento europeo che identifica gli ebrei con Israele, e usano l’ebraismo come una sciabola politicizzandolo. Oggi Martin Buber non potrebbe più scrivere : “Rabbi Yeoshua intervenne nella discussione sostenendo che nella bibbia è detto “la Legge non è in cielo”. Gli studenti gli chiesero cosa intendesse dire. “Significa che dal momento in cui la Legge ci venne data sul Monte Sinai, non abbiamo più bisogno di voci celesti per decidere”. E gli studenti chiesero, come la prese Dio? E il Rabbi rispose che non si adirò affatto, ma sorrise e disse: “i miei figli mi hanno messo in minoranza”.  Non so di altra religione i cui libri sacri abbiano osato arrivare a una conclusione come questa.”. Qualche fanatico brucerebbe quelle pagine.

*se mai la Santa Sede dovesse istituire un premio per migliore megafono delle sue parole  – non so poi quanto ben riferite  – immagino che se lo aggiudicherebbe la rai. Che in barba all’equità delle diverse filosofie di chi paga il canone – e anche della Costituzione – potrebbe dipingere di bianco e giallo il cavallo di viale Mazzini

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-03-24/2015032429862617.pdf

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-03-24/2015032429860997.pdf

http://www.brogi.info/2015/03/donne-libere-e-medio-oriente-dopo-laggressione-a-noa-a-tel-aviv-impedito-alla-poetessa-libanese-joumana-haddad-di-entrare-in-bahrein-per-una-conferenza.html

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