Il giorno dopo  

di liberelaiche

Cosa rimane dentro più a lungo e più in profondità?/Di paure strane, di dure battaglie/O di tremendi assedi di cosa resta più in profondità (Walt Whitman)

Politici e media contribuiscono a creare una atmosfera confortevole e sicura ai religiosi (pubblici) – anche ai terroristi in nome del fidesimo – perché promuovono l’idea della fede come verità assoluta. Obbligandoci poi tutti ad un rispetto eccessivo delle religioni. (mille vole l’ho scritto)

Sam Harris, autore de La fine della fede, sostiene che il maggiore pericolo per il libero pensiero e la civiltà oggi sia il fondamentalismo islamico, ma che non bisogna sottovalutare il pericolo cristiano (nelle sue diverse denominazioni), entrambe fedi che negano la realtà tangibile, per la sofferenza che creano in obbedienza ai loro miti religiosi e per la loro fedeltà a un Dio di fantasia. Tuttavia lo studioso è ottimista e afferma che presto guarderemo ai tempi in cui si credeva in Dio come oggi guardiamo al periodo in cui si riteneva che la schiavitù fosse normale. Per il momento la situazione è drammatica perché il mondo – tutto – è sempre più secolarizzato e sempre più è il peso che i media danno alle religioni, una disconnessione tra quel che le persone vivono e quel che viene raccontato alimentando paure e tabù. Molti, stimolati dalla plumbea atmosfera cavalcata dall’onnipresente Salvini con l’apprezzamento di un numero ben più ampio del suo bacino elettorale, si sono convinti che qualsiasi musulmano viva sulla terra sia lì pronto con la scimitarra per decapitarci. Anche il papa ha detto che a un insulto si reagisce con un pugno, già lo sapeva chi ricorda la storia della sua denominazione religiosa. Per i musulmani fanatici e il capo dei cattolici non si satireggia, non si ironizza, non si disegna. Noi chiamiamo musulmani le persone che sono nate in una area geografica, come noi italiani siamo (visti) tutti cattolici. Nei talk chiedono ai musulmani di chiedere scusa e prendere le distanze, non sfuggendo a quel rito odioso che vuole che gli ebrei chiedano scusa per i misfatti eventuali di Israele (una sovrapposizione senza senso), ma si guardano bene dal fare – come giusto – l’equazione che tutti i cattolici siano evasori fiscali o sanguisughe come nei vertici della Cei.  Per un breve periodo della mia vita ho lavorato all’assessorato alla multiculturalità fortemente voluto dall’allora sindaco di Roma Veltroni e mai è arrivata una richiesta per aumentare i luoghi di preghiera o separazione in palestre o regimi alimentari speciali nelle scuole, ma piuttosto luoghi di incontro per il tempo libero più autobus sicurezza, le stesse cose che chiedevano i romani. E una  richiesta e mai evasa nella città che anela ogni due per tre alle olimpiadi: un campo da cricket, sport nazionale per molti asiatici. Ma invece di raccogliere le istanze dei lavoratori, le istituzioni scelgono di parlare con i rappresentanti dei gruppi religiosi, forse convinti di essere aiutati nella lotta al fondamentalismo. E per inseguire i pochi criminali, la maggioranza di persone per bene,  i laici, vengono tagliati fuori da qualsiasi dialogo. Meglio sarebbe avere regole certe per ogni cittadino (anche italiano) senza tenere in nessun conto né il paese d’origine, né la religione.  Ma anche la Chiesa deve fare un passo indietro, dalla intromissione nella scuola alla vita politica pubblica alla informazione. Altrimenti come si può pretendere che i musulmani non avanzino richieste affini? Ad esempio questa arrogante esposizione del crocefisso sui muri della scuola e in molti uffici pubblici dovrebbe offendere prima di tutti gli stessi cristiani-cattolici, perché per chi è credente vederli in quei luoghi ha un solo significato: tu qui non appartieni anche se lavori qui e questa è la tua classe e ti devi ricordare ogni secondo della giornata che qui non sei una persona come le altre ma un ospite mal tollerato. E a parole non è ciò che i cristiani cattolici affermano di volere. Le religioni possono (potrebbero) offrirci qualcosa solo se sono disposte ad accogliere ciò che l’occidente ha maturato e sancito come la soglia invalicabile, quella dei diritti umani, (che comprendono anche il dovere e il diritto alla privatezza).

 http://www.uaar.it/la-fine-della-fede