Ah saperlo

di liberelaiche

Cosa penseranno gli studenti del futuro quando leggeranno sui libri di storia che nel 2015 a Parigi qualcuno è stato ucciso per aver difeso il diritto di ridere e far ridere? E cosa ne pensano gli studenti di oggi educati a ridere di nascosto e abituati a considerare una risata durante le lezioni come un’eccezione o un’anomalia? Come far capire loro che ridere può essere una cosa maledettamente seria? Non è affatto facile, e in effetti ho l’impressione che i miei allievi non abbiano considerato con troppa attenzione chi è stato ucciso a Parigi e perché. Forse, come tutte le cose serie, anche il riso deve essere insegnato. O, se non altro, è importante insegnare quanto possa fare paura. (Anna Segre, insegnante)

Scegli dunque la vita (Deuteronomio 30:19)

Cosa rimarrà dell’imponente commovente emozionante orgogliosa grandiosa manifestazione parigina? Accantoniamo la becera prestazione di rainews24 che nella lunga diretta (tv/web) non è stata capace di riconoscere la maggioranza dei rappresentanti dei Paesi, spesso presidenti o primi ministri che pure arrivavano con la bandierina sulla macchina, e i corrispondenti rai che dicono razza invece che etnia, anche se prima o presto una decisione su questo ente inutilmente costoso andrebbe presa. Ma queste sono miserie italiane che conosciamo bene e di cui è meglio non parlare quando si deve essere seri e onesti ponendosi domande complicate.

Sarà in grado l’Europa di trovare se stessa dandosi una propria identità guardando in avanti e dicendosi dove vuole andare?

Gli ebrei francesi che come i canarini dei minatori hanno fiutato il pericolo per primi tanto da lasciare il paese in migliaia ogni anno, saranno rassicurati da Hollande? Riuscirà il presidente a ricucire la crepa con questa grande comunità dopo il silenzio indifferente sui morti di Tolosa e i numerosi atti di antisemitismo? http://www.italialaica.it/news/rassegnastampa/35558

Le religioni non possono essere accusate per colpe che non hanno – questo lo fanno i leader populisti e xenofobi supportati dai loro giornalacci – ma devono porsi il problema di quello che succede in loro nome e di come impedirlo. L’amatissimo (dai media) papa Francesco che parla di questo e di quello, potrebbe ricordare come, fino a pochi anni fa, attraverso la conversione anche violenta nei confronti di chi cattolico non era né voleva diventarlo usava mezzi estremamente violenti, ad esempio con la chiusura di interi gruppi nei serragli. http://www.uaar.it/battesimi-forzati A Roma oltre al perimetro del ghetto c’è la casa dei catecumeni con la chiesa accanto, quanti seguaci del cattolicesimo religione di pace sanno il dolore di chi lì veniva rinchiuso e obbligato a convertirsi? E non sono le crociate né l’inquisizione spagnola, è una storia a noi molto vicina. Ebbene, sulla scia di sangue versato il cattolicesimo sta, con fatica e lentamente, entrando nella civiltà, forse potrà farlo anche un’altra fede.

Si riuscirà a confinare le religioni nel privato, le preghiere come momenti personali e mai pubblici, patetici esibizionismi che offendono i sentimenti delle persone religiose per bene con le stucchevoli preghiere di politici per la pace e bla e bla?

Arriverà l’ora che nelle scuole si educherà al valore della laicità? Perché insegnare idee dogmatiche alimenta più spesso il fanatismo che non coltivare il dubbio e la libertà del pensiero.

Senza paura, perché se abbiamo paura moriamo ogni giorno un pò. E ridere, anche di un disegno banale: ridere è un modo diverso di piangere, ma soprattutto è un modo per dire che la morte non avrà l’ultima parola. Neanche quella del pensiero libero.

Piccola nota: Giuseppe ha sfilato a Parigi insieme ai suoi cugini francesi.

Chari Pere

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