Cominciamo l’anno così (2)

di liberelaiche

E in fondo perché no? Perché non andarcene da questo brutto posto in un paese nuovo, dove sia per così dire possibile  ricominciare da zero (Nathan Zac, Sento cadere qualcosa) In questi giorni l’astrologia vive il suo momento magico. Il Cicap (Centro italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale fondato nel 1989) ha gioco facile nello smentire le previsioni fatte lo scorso anno. Tra le previsioni “bucate” il principe azzurro ecc. ecc. per lo Scorpione.  Pare che sei italiani su dieci credano agli astri e sembra che ogni giorno 18 milioni di italiani incominciano la loro giornata dopo aver consultato l’oroscopo ascoltandolo alla radio in auto mentre vanno al lavoro o gettando uno sguardo distratto a qualche giornale. Tanto tempo fa, gli oroscopi erano appannaggio di papi e sovrani. Papa Innocenzo VIII, studioso delle stelle, invitò nella sua residenza – che allora era il Quirinale – il filosofo e astrologo Tommaso Campanella proprio per discutere sul futuro del mondo. William Shea, studioso dell’opera di Galileo Galilei, dice che lo scienziato pisano “faceva l’oroscopo per se stesso, per sapere come comportarsi con le due bambine e un adolescente, figli della sua compagna Marina Gamba che aveva incontrato a Venezia”.  Si racconta che Giovanni Keplero, che nella sua vita compilò ben 800 oroscopi, non ci credeva. Mentre il matematico Girolamo Cardano ci credeva così tanto che avendo pronosticato il giorno della propria morte e trovandosi ormai vicino alla profetica data indicatagli dalle stelle, per non sbugiardarsi decise di lasciarsi morire di fame. Roberto Donzelli, storico dell’astrologia, afferma che si è passati dall’oroscopo personalizzato a quello di massa nel Novecento. L’anno di svolta fu il 1930, quando con la nascita di Margaret, la sorella di Elisabetta, i Windsor fecero pubblicare sul Times il suo quadro astrale. Come la principessa ogni suddito voleva il suo oroscopo. Nei Cinquanta – Sessanta gli oroscopi invasero i giornali e nei Settanta il boom. Le scoperte scientifiche hanno messo seriamente in discussione le ipotesi su cui si basa chi fa le predizioni. Ora si sa che le stelle che sembrano trovarsi in una costellazione non sono veramente in un gruppo. Alcune di esse sono nella profondità dello spazio, altre sono relativamente vicine. Perciò le caratteristiche zodiacali delle varie costellazioni sono del tutto immaginarie.  Molti superstiziosi vogliono sapere notizie sulla salute e è inutile dire che l’interpretazione degli influssi astrali sui malanni è a dir poco complicata: c’è il rischio di fare la fine di chi legge l’enciclopedia medica e si convince di essere il campionario vivente di tutte le malattie immaginabili. Il mese di nascita influenza il carattere anche secondo la scienza: la quantità di luce assorbita nelle prime settimane di vita produce effetti indelebili sui neuroni ancora puri dei neonati, però questo non ha niente a che vedere con l’astrologia, ma piuttosto si tratta di “biologia stagionale”. Leggere l’oroscopo non fa male (anche se come fanno rai e mediaset metterlo in coda ai tg pare troppo), il problema nasce quando l’astrologia si ammanta di scienza. Nel libro Astri e disastri di Till Neuberg (Fazi) si racconta di aziende che assumono o no a seconda del segno zodiacale e si racconta di politici che si affidano alle stelle prima di prendere importanti decisioni!

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2015/2015-01-07/2015010729232166.pdf

GERMANIA AL BUIO

Annunci