Don’t feel the troll

di liberelaiche

 

Per rendere omaggio a san Francesco, dichiarato nel 1939 patrono d’Italia, il presidente del Consiglio si è recato ad Assisi. Tra gli altri rappresentanti istituzionali il sindaco di Roma e il presidente della Regione Lazio che hanno accompagnato l’olio laziale che terrà accesa la lampada in onore del santo per tutto l’anno. Questi tre altissimi rappresentanti dello Stato italiano si sono ben guardati dal fare un secondo di presenza alla Breccia di Porta Pia il 20 settembre. Ci chiediamo perché l’Italia non va, la risposta più semplice è che forse non l’amiamo. Non ricordare il 20 settembre – e aver cancellato perfino dalla memoria dei testi scolastici il brevissimo ma luminoso capitolo della Repubblica Romana – quasi che quella data fosse vissuta come una frattura,  mostra aperta ostilità verso lo Stato e le sue leggi, e si alimenta anche dei rancori “coltivati dai preti in tante prediche domenicali e allusioni nel resto della settimana”.  Renzi Marino Zingaretti sono andati a rendere omaggio alla terza Camera italiana. Quella accanto a Montecitorio e a Palazzo Madama composta da più di 300 vescovi, finanziata dallo Stato attraverso l’8 per mille e mille altri modi, e sostenuta da quotidiani settimanali rai. E’ evidente che i rappresentanti della Chiesa cattolica hanno la libertà di intervenire su tutto come preferiscono invece che parlare di spiritualità come ci si aspetterebbe da una fede religiosa, ma solo se restano una voce, anche autorevole,  tra le altre. Questo però presupporrebbe che fossimo veramente uno Stato liberale.

Anche della famiglia è importante parlare, quotidiani settimanali rai ne parleranno perché c’è il Sinodo dei vescovi. Perché riconoscono , oggi, solo la famiglia come Chiesa comanda

E’ opinione corrente che gli italiani sono convinti che la famiglia sia un valore. In effetti il nostro è il paese più familista dell’Occidente: più che in altri paesi ci si fa carico dei genitori anziani e i figli fino a tardi rimangono a casa. I divorzi, sebbene in aumento, sono al livello più basso in Europa, così come i bambini nati fuori dal matrimonio o da madri sole. Sembrerebbe un quadro idilliaco che potrebbe pure piacere al signor papa, ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti sono le donne che portano il peso di anziani, anziani fragili, figli che non se ne vanno da casa, nipotini. A mantenere subalterno il ruolo delle donne concorrono perfino i sindacati (come i partiti muffiti e stantii, niente a che vedere con le lotte del mitico Di Vittorio ma anche il più contemporaneo Lama) che non hanno mai dato il loro contributo di idee né per coniugare lavoro e servizi, né per equiparare l’età della pensione a quella dei maschi, cristallizzando il genere femminile al ruolo di Cenerentola per di più con la pensione bassa per i minori contributi versati .  L’Istat dice che più del 70% del lavoro domestico e di cura resta a carico delle donne e questa ovvietà non ha mai turbato più di tanto la partitocrazia che pure si ingozza di quote rosa, una espressione che almeno per rispetto della lingua dovrebbe essere ritoccata in quote di genere. Ma, per uscire dalla retorica e dai quadretti oleografici di cui faremo scorpacciate nelle giornate del sinodo sulla famiglia bisogna raccontarsi la verità.  E’ vero che la famiglia deve essere sorretta, ma invertendo l’esistente. E’ vero che i giovani attribuiscono valore ai legami famigliari, ma non è più sopportabile che se una coppia – o una donna – desidera un bambino deve incatenarsi ai nonni perché il nido non c’è. Due terzi dei giovani pensa che sia più opportuno convivere piuttosto che sposarsi, oltre il 20% ritiene il matrimonio un istituto superato e la metà delle donne sotto i 35 anni non ritiene indispensabile avere figli, mentre l’altra metà rifiuta che la maternità sia un dovere ma piuttosto una scelta che si può procrastinare fino ai 40-45 anni.  In uno Stato normale (ci piacerebbe poter dire liberale) le politiche devono assicurare che ogni cittadino realizzi il tipo di unione/famiglia che desidera, e, è appena il caso di ricordarlo, il genere non può essere un ostacolo al dispiegamento delle libertà di ognuno come vuole la politica. Ed è famiglia anche chi decide di vivere da solo. Ben sette milioni di italiani fanno questa scelta, e in tutte le fasce di età. Naturalmente tra loro anche vedovi/e  che, talvolta, hanno una fragilità sociale che non deve essere ignorata. (e per la mia esperienza i singoli sono persone molto meno egoiste e grette di chi vive in due). Il Sinodo sulla famiglia sarà l’ennesima occasione per i media vaticaliani di raccontare una famiglia che non c’è più. La grideranno a gran voce in nome del “diritto naturale” e magari convinceranno pure qualcuno. Servirebbe che la classe dominante non alimentasse i troll. Ma per avere un po’ di visibilità il folletto cattivo che abita i boschi di chi non ha idee si addice alla perfezione a chi dirige!

http://www.giornalettismo.com/archives/1624025/populismo-debole-monsignor-galantino/

http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2014/2014-10-06/2014100628514336.pdf

 

se non ci vedi metti gli occhiali

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