Ancora su Pio XII

di liberelaiche

Abbiamo appena finito di fare gli auguri ai due nuovi canonizzati (e soprattutto a chi in loro confida) che papa Francesco ha annunciato la beatificazione di Paolo VI. Basta? Sembra di no. Dal piccolo quotidiano Il Tempo si è alzata forte la richiesta di velocizzare la canonizzazione di Pio XII. Naturalmente la santità è questione che riguarda la parte più aggrovigliata della Chiesa cattolica e poco importa alle persone normali, ma per quanto un cattolico possa essere fanatico sembra veramente un po’ troppo.  Almeno per il rispetto degli ultimi ebrei sopravvissuti alal Shoah.

http://www.iltempo.it/cronache/2014/06/11/se-roma-non-divento-una-stalingrado-fu-solo-grazie-all-impegno-di-pio-xii-1.1259700?localLinksEnabled=false

Silenzio! Sua santità Pio XII sta insegnando alla morte come si arrota la falce (Indro Montanelli, Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti, Rizzoli)  

Nella difficoltà di valutare l’operato di una persona, la tradizione rabbinica indica che il giudizio non è tanto per ciò che un individuo ha fatto, quanto piuttosto, per ciò che non ha fatto e che avrebbe potuto fare.

Il giudizio sulla figura di Pio XII dovrebbe tenere conto del suo silenzio su tutta la storia d’Europa fin dall’ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania. Pio XII diventa papa nel 1939, ma prima è stato Segretario di Stato e in questo ruolo ha attuato il concordato con il regime nazista nel 1933. Non risulta essersi mai speso in quegli anni a favore dei tedeschi che si opponevano a quel regime, cattolici e non. Anzi, l’allora cancelliere Bruening scrive nelle sue memorie che il Segretario di Stato Eugenio  Pacelli, futuro Pio XII, premette per un intervento di Hitler  a fianco dei falangisti nella guerra civile spagnola. Tra i primi atti del suo pontificato è documentato l’avvicinamento a Charles Maurras (i cui scritti erano stati messi all’indice durante il pontificato di Achille Ratti-Pio XI) promotore del gruppo francese di estrema destra e antisemita Action Francaise. La Santa Sede si riserva di aprire gli archivi bloccando la ricerca storiografica, ma al momento risulta che nessuna parola sia stata scritta da papa Pacelli contro la creazione dei campi di concentramento e poi di sterminio, in cui dieci milioni di ebrei europei, zingari, omosessuali, cittadini russi trovarono la morte. Una precisazione doverosa perché i media italiani confutano che l’unico silenzio di Pio XII abbia riguardato il treno che trasportava 1000 ebrei romani mentre contemporaneamente salvava qualche centinaio di ebrei facendoli ospitare, spesso dietro cospicui compensi, in chiese e conventi di Roma. E’ vero invece che il suo silenzio ha riguardato milioni di ebrei e non, vittime del nazismo.

La beatificazione di Pio XII interessa gli ebrei?  Sicuramente sul piano dei fatti storici sono i più coinvolti emotivamente, ma sul piano religioso la questione dovrebbe riguardare i cattolici ai quali viene indicato a modello una figura come minimo controversa.  Le gerarchie cattoliche insistono che il silenzio di Pio XII sarebbe stato motivato dal fatto che un intervento pubblico da parte del Vaticano,  anziché frenare, avrebbe ulteriormente intensificato lo sterminio in atto nel cuore dell’Europa. Ma questo argomento non spiega perché, neanche dopo la fine della guerra e nel lungo periodo del pontificato (il papa morì nell’ottobre del 1958), non sia mai arrivato alcun riferimento a quanto accaduto. E soprattutto non si comprende perché un analogo timore non frenò il papa, nel luglio del 1949, dallo scomunicare comunisti e socialisti nonostante l’enorme potere allora esercitato dall’Unione Sovietica. Sono domande che dovrebbero porsi tutti, e non solo gli ebrei come mi sembra stia accadendo. tf

Il rabbino e il Papa. L’alleanza mancata contro il nazismo

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