Cose di cui non parliamo

di liberelaiche

Non ho tempo per scrivere con calma, ma TRE quesiti li pongo alla vostra attenzione. Perchè Rodotà Camusso Fo e la solita compagnia di giro firmano il documento lanciato da Repubblica sulla cancellazione della Bossi-Fini e non hanno firmato il referendum proposto dai radicali che poneva quel quesito?  E ancora, Letta ha chiesto il funerale di Stato per i morti di Lampedusa. Sarà l’ora che vedremo un funerale di Stato fuori dalla chiesa? Officerà Napolitano o Sua Banalità?   E infine, arriverà mai la telefonata di Bergoglio alla Cei per intimargli di pagare l’imu sui loro immobili usati per il lusso?

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Odissea. Giancarlino Benedetti Corcos

Odissea. Giancarlino Benedetti Corcos

Questo raggio che obliquo ti ferisce è ancora giovinezza, ancora, ancora (Attilio Bertolucci) ° Numerosi esperti prevedono che tra 20 – 30 anni, potrebbe verificarsi un terremoto spaventoso nell’area urbana di Tokyo, e tuttavia gli abitanti continuano a condurre una vita normale. Perché non impazziscono di terrore? In giapponese abbiamo un termine, mujò, per indicare che non vi è nulla di permanente a questo mondo, che ogni cosa è transitoria. Tutto ciò che esiste si estingue, tutto muta costantemente. Non esiste alcun equilibrio eterno, non vi è nulla di sufficientemente immutabile in cui si possa riporre eterna fiducia. Anche così noi giapponesi abbiamo saputo cogliere una forma di bellezza dentro questa rassegnazione. Se osserviamo la natura ammiriamo d’estate le lucciole e in autunno le foglie gialle dei boschi. Osserviamo ogni cosa con passione perché la bellezza svanisce in brevissimo tempo (Haruki Murakami)°  http://www.ilfoglio.it/piccolaposta/781 °° Quando un vecchio si ammazza la prima cosa che si dice è che pativa la solitudine. E’ banale. Mio padre che ha superato i 90 da un bel po’ è amatissimo dai parenti e dagli amici. Sa che se morisse oggi, oggi io forse cadrei. Ma è troppo intelligente – la geriatra dice razionale – per accettare che la lentezza del corpo è slegata dalla sveltezza della mente. Mente a volte persa nei ricordi. Solo da poco mio padre mi ha raccontato con tanti particolari episodi successi 70 anni fa: le caserme di via Flaminia, gli americani a piazza Venezia, la villetta a via Paisiello, l’esserci nel cambiamento e un po’ di delusione per la sofferenza di quel lavoro non pienamente realizzato.  Dovremmo fermarci più spesso, anche nei momenti in cui ci sembra di essere più brillanti, a riflettere su questo per arrivare a una vecchiaia più rassegnata circondati dalle persone che amiamo e pronti a decidere la nostra fine con garbo. Commentando il suicidio del regista, mio padre ha detto che ci pensa, ma ci vuole coraggio. Le scelte di libertà sono complicate, ma non parlarne mai, nascondere la testa sotto il cuscino, non ci aiuta. tf

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2013/10/7/SUICIDIO-LIZZANI-Veronesi-la-vita-e-un-diritto-non-un-dovere-Si-all-eutanasia/433230/

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