Camminare

di liberelaiche

Er tempo, fija, è peggio d’una lima/Rosica sordo sordo e t’assottija/che gnisun giorno sei quella de prima (Belli, La monizzione, Sonetti)

Se vuoi/sarò irreprensibilmente tenero:/non un uomo, ma una nuvola in calzoni (Majakovskij, La nuvola in calzoni)

Camminare è una delle azioni più comuni della nostra vita. Fredéric Gros con il libro Andare a Piedi (Garzanti, € 14.90), ci fa riscoprire la bellezza e la profondità di questo semplice gesto e il senso di libertà, di crescita interiore e di scoperta che esso può riuscire a suscitare in ognuno di noi. Attraverso il racconto delle vite di grandi camminatori del passato, da Nietzsche a Rousseau, da Proust a Gandhi che in questo modo hanno costruito e perfezionato i propri pensieri, il saggetto propone un percorso ricco di curiosità in grado di appassionare e sedurre anche i più oziosi e sedentari.

Io cammino e lo faccio tutti i giorni, ma non il giro del palazzo: da piazza Bologna all’Aventino, dalla Montagnola a piazza Venezia, da Trastevere alla Stazione Tiburtina, da via Nomentana a piazza Mancini, da Corso Francia al cimitero Flaminio…

Camminare ti fa percepire l’energia del corpo: il cuore batte più forte, il sangue circola più veloce. Non si sente più il rumore del traffico ma solo il proprio corpo. Si guardano le architetture dei palazzi, le crepe dei marciapiedi, le erbe che spuntano dall’asfalto – a volte dei fiori addirittura – le deiezioni canine che i romani non raccolgono manco a morire., si impara a schivare i ciclisti che camminano sui marciapiedi; perchè è bene ricordare che a Roma il pedone è il paria della città. Camminare non è uno sport – che al netto della retorica è una odiosa prestazione/competizione – ma è solo mettere un piede davanti all’altro. Provano a vendere bastoncini, scarpette, contapassi,ecc. ma servono solo le gambe e scarpe normali.  E’ possibile che con il tempo la pianta del piede diventa un pò più larga, ma i bei sandali con laccetti catenelle stiletti, possono essere acquistati un mumero in più. Tutti sanno camminare, e si impara subito la regolarità e l’uniformità del passo. Si cammina da soli, il che ci facilita i pensieri e l’elaborazione delle idee. Camminare è libertà. Scrive Gros: “camminare libera in noi anche la parte ribelle, arcaica: i nostri appetiti diventano scabri e intransigenti. Si raggiunge la libertà di chi rinuncia”. Probabilmente la massima libertà , quella del distacco perfetto. Tiziana Ficacci

piede estivo 24Fredéric Gros è docente di Filosofia all’Università di Parigi-XII. Si è occupato di storia della psichiatria, di filosofia del diritto e del pensiero occidentale sulla guerra. Studioso ed esperto dell’opera di Michel Foucalt, ha curato l’edizione degli ultimi corsi da lui tenuti al Collège de France. Naturalmente camminare è una delle sue passioni. Uscito in Francia nel 2009, Andare a piedi è stato tradotto in sei lingue.

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